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Mosca isolata alle Nazioni Unite. Anche Cina e India si dissociano

Il ministro degli Esteri russo Lavrov  (ansa)
Al Consiglio di Sicurezza a New York il ministro degli Esteri Lavrov si presenta solo per il suo intervento e poi se ne va. La minaccia nucleare agita anche gli alleati. Il segretario generale Guterres: “I referendum violano la carta dell’Onu”
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NEW YORK - La riunione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sulle responsabilità della Russia in Ucraina si è appena conclusa, quando il ministro degli Esteri britannico James Cleverly incontra i giornalisti e dice: "Il piano ormai è noto. Mosca ha fatto stampare in Russia le schede dei referendum per l'annessione dei territori occupati, con il voto già scritto sopra. Ora le sta portando in Ucraina, per poi fingere di averle raccolte ai seggi. Ha stabilito che i sì dovranno arrivare intorno al 75%. Tra una settimana dichiarerà l'annessione, e da quel momento se gli ucraini cercheranno di liberare quelle regioni attaccheranno formalmente la Russia, che in base alla sua dottrina si sentirà giustificata ad usare in risposta le armi nucleari. Il mondo deve saperlo, rifiutare l'esisto dei referendum ed opporsi a questa farsa". L'unica cosa che Cleverly non chiarisce è la risposta all'eventuale uso dell…

NEW YORK - La riunione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sulle responsabilità della Russia in Ucraina si è appena conclusa, quando il ministro degli Esteri britannico James Cleverly incontra i giornalisti e dice: "Il piano ormai è noto. Mosca ha fatto stampare in Russia le schede dei referendum per l'annessione dei territori occupati, con il voto già scritto sopra. Ora le sta portando in Ucraina, per poi fingere di averle raccolte ai seggi. Ha stabilito che i sì dovranno arrivare intorno al 75%. Tra una settimana dichiarerà l'annessione, e da quel momento se gli ucraini cercheranno di liberare quelle regioni attaccheranno formalmente la Russia, che in base alla sua dottrina si sentirà giustificata ad usare in risposta le armi nucleari. Il mondo deve saperlo, rifiutare l'esisto dei referendum ed opporsi a questa farsa". L'unica cosa che Cleverly non chiarisce è la risposta all'eventuale uso delle atomiche da parte di Putin, ma il presidente americano Biden ha già avvertito che sarebbe "consequenziale" e il Pentagono sta preparando le varie ipotesi.

Nel frattempo la riunione del Consiglio di Sicurezza, voluta dalla Francia che ne ha la presidenza di turno, ha dimostrato l'ormai totale isolamento di Putin. Non verranno approvate risoluzioni di condanna, perché la Russia ha il potere di veto per bloccarle, ma il risultato raggiunto è chiarire che ormai il mondo intero è contro la guerra. Forse non importa molto a Mosca, visto che il suo ministro degli Esteri Sergej Lavrov si è presentato alla riunione solo quando era il suo turno di parlare, ha ripetuto le farneticanti accuse di "neonazismo" contro un Paese guidato da un presidente ebreo, e subito dopo si è alzato senza ascoltare nessuno. L'eco del dibattito però lo avrà raggiunto, chiarendo a Putin che non potrà contare su molti alleati, se continuerà l'invasione e ordinerà l'azzardo nucleare.

Il segretario generale António Guterres, in genere obbligato alla cautela dal ruolo istituzionale, ha detto che solo parlare di conflitto nucleare è "totalmente inaccettabile". Quindi ha bocciato i piani per i "cosiddetti referendum. Qualsiasi annessione del territorio di un altro Stato derivante dalla minaccia o dall'uso della forza viola la Carta dell'Onu e la legge internazionale". Il procuratore della Corte penale internazionale, Karim Khan, ha aggiunto che ci sono "ragionevoli motivi" per credere che reati sono stati commessi in Ucraina: "I cadaveri che ho visto non erano finti".

Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha denunciato come "lo stesso ordine internazionale, che siamo qui riuniti a difendere, viene stracciato davanti ai nostri occhi. Non possiamo permettere al presidente Putin di riuscirci". Ma anche il collega cinese Wang Yi ha affermato che "la nostra posizione sull'Ucraina è chiara. La sovranità e l'integrità territoriale di tutti i Paesi dovrebbe essere rispettata, e le preoccupazioni per la sicurezza di tutti andrebbero prese seriamente". Il rappresentante di Pechino ha messo in guardia dai rischi del nucleare, così come il collega indiano Subrahmanyam Jaishankar, che ha ripetuto le parole del suo leader Narendra Modi secondo cui "questo non è il tempo della guerra".

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha detto che con la mobilitazione "Putin ha dichiarato la sua sconfitta". Ma non c'era ragione ora per incontrare Lavrov, che invece ha visto il segretario di Stato della Santa Sede Pietro Parolin, perché "la Russia ha scelto la guerra". L'Alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrell ha detto che Mosca questa guerra "l'ha già persa moralmente e politicamente, e ora la sta perdendo anche sul campo di battaglia". Perciò Bruxelles prepara nuove sanzioni, su energia e tecnologia, e forniture di armi più pesanti, per far capire al Cremlino che non vincerà mai con le minacce e le intimidazioni.