✕

Irlanda del Nord, per la prima volta i cattolici superano i protestanti. Che cosa succede adesso?

(reuters)
Per la prima volta in un secolo, l’ultimo censimento segna un momento storico. In crescita vertiginosa anche i passaporti irlandesi. E ora, nel pieno dello stallo Brexit, le tensioni potrebbero risalire
2 minuti di lettura

LONDRA - Per la prima volta, a un secolo dalla creazione dell’Irlanda del Nord nel 1921, i cattolici hanno superato i protestanti. Lo ufficializza l’ultimo censimento nazionale realizzato nel marzo 2021 e pubblicato oggi a Belfast. 

I numeri parlano chiaro. Oggi il 45,7% della popolazione nordirlandese (complessivamente salita nel frattempo circa 2 milioni) si definisce cattolica o di origine cattolica. Mentre “solo” il 43,5% si definisce protestante o di origine protestante. Nel 2011, anno dell’ultimo censimento, le gerarchie erano ribaltate: 48% per i protestanti e 45% per i cattolici. 

Non so…

LONDRA - Per la prima volta, a un secolo dalla creazione dell’Irlanda del Nord nel 1921, i cattolici hanno superato i protestanti. Lo ufficializza l’ultimo censimento nazionale realizzato nel marzo 2021 e pubblicato oggi a Belfast. 

I numeri parlano chiaro. Oggi il 45,7% della popolazione nordirlandese (complessivamente salita nel frattempo circa 2 milioni) si definisce cattolica o di origine cattolica. Mentre “solo” il 43,5% si definisce protestante o di origine protestante. Nel 2011, anno dell’ultimo censimento, le gerarchie erano ribaltate: 48% per i protestanti e 45% per i cattolici. 

Non solo. È cresciuto evidentemente in Irlanda del Nord il numero dei passaporti irlandesi (e dell’Ue) rispetto a quelli britannici. Come diretta conseguenza degli accordi di pace del Venerdi Santo del 1998 e dello spirito di riconciliazione dopo i Troubles e la guerra civile, i cittadini dell’intera isola dell’Irlanda possono chiedere entrambi i passaporti.

Ma se nel 2011 erano 375.800 i cittadini con quello irlandese, ora sono quasi raddoppiati a 614.300. Mentre coloro che posseggono solo quello britannico sono scesi da 1,07 milioni a un milione. In discesa anche coloro che si definiscono britannici dal 48,4% al 42,8%, mentre si registra la tendenza opposta per quelli che in Irlanda del Nord si classificano come irlandesi: da 28,4% 33%.

Per quanto storiche, al momento si tratta di rilevazioni simboliche. Ma hanno un legame e avranno un impatto su politica e società nordirlandesi. Non tanto su un referendum sulla riunificazione, che sembra ancora molto improbabile perlomeno nel medio periodo. Inoltre, la questione della marcata crescita dei passaporti irlandesi è ovviamente dovuta alla Brexit: chi ha un passaporto europeo, oltre a quello britannico, ha ovviamente molti più vantaggi soprattutto quando si viaggia. Dunque, dopo il referendum del 2016, molti in Irlanda del Nord hanno deciso di possedere entrambi. 

Invece, la questione dei cattolici in maggioranza relativa rispetto ai protestanti è una novità con conseguenze potenzialmente destabilizzanti nel breve periodo. La tendenza era evidente da tempo e si aspettava solo l’ufficializzazione, arrivata oggi. Ma ciò aumenterà molto probabilmente il nervosismo e la sindrome di accerchiamento della comunità protestante e unionista, il cui partito principale Dup da mesi sta boicottando la formazione del governo di coalizione con Sinn Féin, l’ex braccio politico dei terroristi irlandesi dell’Ira, che lo scorso maggio ha vinto per la prima volta nella storia le elezioni in Irlanda del Nord.

Per rompere lo stallo a Belfast, il partito di Sir Jeffrey Donaldson chiede che si stralci letteralmente l’accordo Brexit sull’Irlanda del Nord tra Uk e Ue, che prevede controlli doganali tra Belfast e la Gran Bretagna. L’Europa, a parte qualche concessione, ha già detto che non si cambia. Il governo Johnson e quello Truss, invece, per placare la rabbia del Dup e gli unionisti, hanno preparato una legge per scavalcare unilateralmente il protocollo Brexit sull’Irlanda del Nord, scatenando la furia di Bruxelles e la minaccia di guerra commerciale. Il censimento di oggi di certo non migliorerà le cose.