Mark Galeotti: "Putin per ora bluffa sulle minacce nucleari. La Nato colpirebbe Kaliningrad e le navi russe nel Baltico"
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA. “Putin? Sulle minacce nucleari per ora sta bluffando. Ma è in una posizione molto difficile. Qualora dovesse ricorrere ad armi atomiche, incluse quelle "tattiche" in Ucraina, la reazione della Nato contro la Russia esploderà a Kaliningrad e nel Baltico. E sarà guerra aperta tra Occidente e Mosca”. Così parla Mark Galeotti, professore all'University College London, membro del più prestigioso think tank di Difesa britannico “Rusi” e tra i massimi esperti inglesi di Russia, sulla quale ha scritto oltre venti libri.
Galeotti, perché Putin starebbe bluffando, secondo lei?
“Beh, se uno ti dice che non sta bluffando, molto probabilmente lo sta facendo... Non è la prima volta che Putin invoca lo spettro delle armi nucleari. Per me, al momento, è estremamente improbabile che la Russia le utilizzi. La Cina non sarebbe affatto contenta. Abbiamo già assistito, al vertice d…
LONDRA. “Putin? Sulle minacce nucleari per ora sta bluffando. Ma è in una posizione molto difficile. Qualora dovesse ricorrere ad armi atomiche, incluse quelle "tattiche" in Ucraina, la reazione della Nato contro la Russia esploderà a Kaliningrad e nel Baltico. E sarà guerra aperta tra Occidente e Mosca”. Così parla Mark Galeotti, professore all'University College London, membro del più prestigioso think tank di Difesa britannico “Rusi” e tra i massimi esperti inglesi di Russia, sulla quale ha scritto oltre venti libri.
Galeotti, perché Putin starebbe bluffando, secondo lei?
“Beh, se uno ti dice che non sta bluffando, molto probabilmente lo sta facendo... Non è la prima volta che Putin invoca lo spettro delle armi nucleari. Per me, al momento, è estremamente improbabile che la Russia le utilizzi. La Cina non sarebbe affatto contenta. Abbiamo già assistito, al vertice di Samarcanda, alle critiche esplicite a Putin da parte non solo di Pechino, ma anche India e Turchia. E ciò in pubblico: figuriamoci in privato… È una deterrenza pesante, che rende meno credibile la minaccia nucleare”.
Però, nelle stesse ore in cui Erdogan diceva “Putin vuole fermare la guerra”, il presidente russo rincarava la dose in tv. Come se lo spiega?
“Putin ha sempre voluto liquidare il conflitto con una vittoria rapida, ma la realtà lo ha smentito seccamente. Cina e India non vogliono prolungare all’infinito questa guerra. L’Ucraina era la maggior esportatrice di granturco per Pechino”.
In Russia sale la tensione dopo la “mobilitazione parziale” annunciata da Putin. Quanto rischia lo “zar” sul fronte interno?
“Non mi aspetto caos o terrorismo. Ma certo Putin ha rotto un implicito patto con la sua popolazione, e cioè: la mia guerra non toccherà la vostra vita quotidiana. Ora, invece, sono molti i russi coinvolti, direttamente o indirettamente. Non potranno più essere indifferenti”.
Crede che Putin sia disperato?
“Non ancora. Certo, è frustrato, preoccupato, in grande imbarazzo. Spera fortemente che l’Occidente alla fine si stanchi dell’Ucraina. Ma è improbabile. Come improbabili sono le proteste e i disordini che auspicava in Europa, dopo i ricatti sull’energia”.
Qualcuno del cerchio magico di Putin potrebbe cedere?
“Non ancora. Ma con i referendum farsa nelle zone occupate dell’Ucraina, il leader russo finirà ancora più in un vicolo cieco: avrà sempre meno libertà di manovra, a maggior ragione dopo la mobilitazione popolare. Sarà sempre più in difficoltà”.
Se Putin autorizzasse un attacco nucleare, anche solo "tattico" in Ucraina, magari qualcuno dei suoi fedelissimi potrebbe ribellarsi, no?
“Esatto. Perciò non considero plausibile tale scenario. Qualche grosso generale potrebbe ammutinarsi. Sarebbe l’inizio della fine per Putin”.
Ma se Putin, disperato, ricorresse comunque alla “soluzione atomica”? Come potrebbe rispondere l’Occidente?
“Con devastanti attacchi, non nucleari, contro obiettivi russi. Per esempio, contro le loro navi da guerra nel Mar Baltico. O bloccando e aggredendo l’exclave di Kaliningrad. Certo, non vedremo le truppe Nato marciare verso Mosca. Ma sarà guerra aperta tra i due blocchi. A quel punto, l’Occidente farà di tutto per un cambio di regime al Cremlino: Putin sarà diventato troppo pericoloso e bisognerà rimuoverlo o eliminarlo, a tutti i costi. Anche le élite russe lo sanno bene”.