Un misterioso drone subacqueo, arma segreta degli ucraini trovata alla deriva nelle acque della Crimea
di Floriana Bulfon , di Floriana BulfonUn drone misterioso si è arenato su una spiaggia non lontano da Sebastopoli, la capitale della Crimea dove si trova una grande base navale russa. Le foto diffuse sui social mostrano un oggetto dalla forma inconsueta, ibrida tra un motoscafo e un sottomarino: la sagoma appuntita ricorda le vecchie illustrazioni del “Nautilus” di Jules Verne. E l’ipotesi che sta prendendo piede è che si tratti di un’arma segreta costruita dall’Ucraina per colpire la flotta di Mosca.
L’impressione è che sia frutto di un progetto artigianale, realizzato però con ingegno e competenza dai tecnici di Kiev. Tanto che è riuscito a infilarsi nella rete di protezione della Marina di Putin, procedendo per 150 chilometri nelle acque russe prima di andare alla deriva forse per un difetto nel collegamento radio di guida. Secondo il sito Naval News, il prototipo ha le dimensioni di un kayak ed è stato disegnato per sfuggire ai r…
Un drone misterioso si è arenato su una spiaggia non lontano da Sebastopoli, la capitale della Crimea dove si trova una grande base navale russa. Le foto diffuse sui social mostrano un oggetto dalla forma inconsueta, ibrida tra un motoscafo e un sottomarino: la sagoma appuntita ricorda le vecchie illustrazioni del “Nautilus” di Jules Verne. E l’ipotesi che sta prendendo piede è che si tratti di un’arma segreta costruita dall’Ucraina per colpire la flotta di Mosca.
L’impressione è che sia frutto di un progetto artigianale, realizzato però con ingegno e competenza dai tecnici di Kiev. Tanto che è riuscito a infilarsi nella rete di protezione della Marina di Putin, procedendo per 150 chilometri nelle acque russe prima di andare alla deriva forse per un difetto nel collegamento radio di guida. Secondo il sito Naval News, il prototipo ha le dimensioni di un kayak ed è stato disegnato per sfuggire ai radar procedendo a velocità elevata: una sorta di commandos telecomandato per assaltare le navi russe con una testata di tritolo. Dalla copertura spuntano sensori infrarossi e telecamere per orientare la navigazione dalla centrale di comando remota, forse posizionata sopra un battello o a bordo di un aeroplano.
L’ispirazione è quella dei “barchini esplosivi” utilizzati dalla Marina italiana nella Seconda guerra mondiale nei raid contro i porti britannici del Mediterraneo e in tempi più recenti dalle milizie houthi per lanciare imboscate navali nel Mar Rosso. Del prototipo di Sebastopoli però sono rimaste solo le foto: è stato fatto saltare in aria dai russi. Il governatore Mikhail Razvozhayev ha detto: “È stato scoperto un veicolo senza equipaggio e i nostri esperti lo hanno esaminato. Una volta completato lo studio, è stato distrutto in mare”.
Possibile che i tecnici ucraini abbiano fatto tutto da soli? Il “Nautilus” di Kiev somiglia ad alcuni mezzi teleguidati testati in Gran Bretagna, l’alleato più impegnato al fianco del presidente Volodymyr Zelensky. Ma le industrie ucraine hanno dimostrato buone capacità nel costruire robot militari terrestri e missili a lungo raggio, le premesse alla progettazione di sistemi sofisticati.