Cina, le purghe di Xi prima del Congresso. Eliminata la “cricca” dei corrotti
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - L’eliminazione della “cricca contro il presidente Xi” a poche settimane dall’inizio del Congresso ora è completa. Dopo la condanna, ieri, dell’ex ministro della Giustizia Fu Zhenghua (a morte, ma con due anni di sospensione, che dunque verrà commutata in ergastolo), e di altri tre ex ufficiali di polizia, il verdetto contro Sun Lijun, ritenuto il capo della cricca, era soltanto questione di ore. Puntualmente arrivato. Questa mattina il tribunale di Changchun ha condannato l’ex potentissimo viceministro della Pubblica sicurezza (anche qui, a morte, ma con la stessa formula della sospensiva di due anni). Colpevole di essersi intascato 646 milioni di yuan (92 milioni di euro) di tangenti, oltre che di manipolazione delle azioni di Borsa e di possesso illegale di armi, come recita la sentenza. Passerà il resto della sua vita in carcere.
Sun, soprattutto, è accusato di avere minato la stabilità del Partito Co…
PECHINO - L’eliminazione della “cricca contro il presidente Xi” a poche settimane dall’inizio del Congresso ora è completa. Dopo la condanna, ieri, dell’ex ministro della Giustizia Fu Zhenghua (a morte, ma con due anni di sospensione, che dunque verrà commutata in ergastolo), e di altri tre ex ufficiali di polizia, il verdetto contro Sun Lijun, ritenuto il capo della cricca, era soltanto questione di ore. Puntualmente arrivato. Questa mattina il tribunale di Changchun ha condannato l’ex potentissimo viceministro della Pubblica sicurezza (anche qui, a morte, ma con la stessa formula della sospensiva di due anni). Colpevole di essersi intascato 646 milioni di yuan (92 milioni di euro) di tangenti, oltre che di manipolazione delle azioni di Borsa e di possesso illegale di armi, come recita la sentenza. Passerà il resto della sua vita in carcere.
Sun, soprattutto, è accusato di avere minato la stabilità del Partito Comunista e di essersi messo in combutta, oltre che con Fu, anche con gli ex capi della polizia di Shanghai, di Chongqing e dello Shanxi, ieri condannati a pene più leggere. Della “banda” faceva parte pure Wang Like, alto funzionario della provincia del Jiangsu, anche lui condannato con la stessa formula usata per Sun e Fu.
Sun era già sotto indagine dall'aprile 2020, un mese dopo essere apparso davanti alle telecamere della Cctv mentre faceva rapporto al presidente Xi Jinping sull'andamento dell'epidemia di Covid a Wuhan, dove era stato inviato come membro di una squadra del governo per contrastare la diffusione del virus nella prima città al mondo a finire in lockdown. A settembre dello scorso anno venne espulso dal Partito per "estrema ambizione politica", per aver lavorato con altri "alla distruzione dell'unità e la sicurezza politica del Pcc" e per aver fondato fazioni per il controllo "di alcuni dipartimenti chiave”. Due mesi dopo, novembre 2021, era stato arrestato (pochi giorni prima dell’inizio del Plenum del Partito). Il “percorso di autocritica” di Sun era stato addirittura trasformato in uno show televisivo. Un documentario a puntate sulla Cctv - dal titolo “Tolleranza Zero” - che ha avuto nei mesi scorsi un discreto successo di pubblico dove si raccontano le storie di ufficiali corrotti. A raccontarle sono loro stessi. Nel trailer si vede, tra gli altri, Sun con la tuta nera in carcere mentre dice “non avrei mai pensato di diventare un distruttore della legge e della sicurezza”. Rieducazione direttamente a favore di telecamere.
Un regolamento di conti che arriva a poche settimane dal Congresso del Pcc del prossimo 16 ottobre che darà a Xi un inedito terzo mandato. Non una novità: anche prima del conclave rosso di cinque anni fa il presidente cinese fece espellere il membro del Poltiburo Sun Zhengcai, in passato dato come potenziale successore di Xi, purgato e poi condannato all’ergastolo nella grande campagna anticorruzione voluta dal presidente cinese. Avviata appena salito al potere, dieci anni fa, contro le “mosche” (funzionari di basso livello), le “tigri” (i papaveri del Partito) e le “volpi” (quelli fuggiti all’estero), dal 2012 a oggi si stima che un milione e mezzo di quadri del Partito siano stati punti (con diverse modalità) per corruzione.
“Socio” di Sun in questa “cricca di potere” è Fu Zhenghua, altro condannato illustre in questa storia di purghe. Fu - ministro della Giustizia dal 2018 al 2020, viceministro della Pubblica Sicurezza dal 2013 al 2018 e capo della Polizia di Pechino dal 2010 al 2013 - era considerato fino a qualche anno fa uno dei più stretti collaboratori proprio di Xi. Fu lui che fece cadere in disgrazia Zhou Yongkang, membro del Comitato permanente del Politburo, considerato vicino a Bo Xilai, rivale di Xi Jinping.
Nelle ultime settimane è aumentato il numero di funzionari incriminati. L'ex vicegovernatore della provincia del Gansu è stato condannato a fine agosto all’ergastolo. Il 1° settembre, la Commissione per l'ispezione del Partito ha annunciato l'espulsione di tre membri, un passo che di solito precede il processo e la condanna. Si tratta di Liu Yanping, ex viceministro responsabile della lotta alla corruzione, Wang Bin, ex presidente di China Life, e Hao Chunrong, ex vicegovernatore della provincia di Liaoning. Tutti accusati di corruzione.