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“Passo in monopattino?” La fuga dei giovani russi, mai così tanti ai confini

Code al confine tra Russia e Finlandia (afp)
Dopo la mobilitazione parziale, a migliaia in età militare scelgono di espatriare
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"È peggio di un incubo", spiega l'autista Usho. Per anni ha fatto la spola tra la città meridionale russa Vladikavkaz e la capitale georgiana Tbilisi, portando gente da un lato all'altro del confine, ma un ingorgo così dice di non averlo mai visto. Stando a Yandex Maps, il servizio di mappe online russo, la fila per arrivare a Verhniy Lars, l'unico valico di frontiera tra Russia e Georgia, si estende oramai per più di 10 km. "Non puoi aggirarla. Tutti gli uomini che provano a oltrepassare la frontiera vengono controllati e ciò richiede molto tempo". Sono i russi in età militare che, dopo la mobilitazione "parziale" annunciata dal Cremlino, davanti al dilemma tra il carcere o l'arruolamento hanno scelto la fuga. In Georgia, ma anche in Kazakhstan o Finlandia. Ovunque pur di non andare a combattere in Ucraina. Le parole del patriarca Kirill, "Non abbiate paura, se morite per la patria vi ritrove…

"È peggio di un incubo", spiega l'autista Usho. Per anni ha fatto la spola tra la città meridionale russa Vladikavkaz e la capitale georgiana Tbilisi, portando gente da un lato all'altro del confine, ma un ingorgo così dice di non averlo mai visto. Stando a Yandex Maps, il servizio di mappe online russo, la fila per arrivare a Verhniy Lars, l'unico valico di frontiera tra Russia e Georgia, si estende oramai per più di 10 km. "Non puoi aggirarla. Tutti gli uomini che provano a oltrepassare la frontiera vengono controllati e ciò richiede molto tempo". Sono i russi in età militare che, dopo la mobilitazione "parziale" annunciata dal Cremlino, davanti al dilemma tra il carcere o l'arruolamento hanno scelto la fuga. In Georgia, ma anche in Kazakhstan o Finlandia. Ovunque pur di non andare a combattere in Ucraina. Le parole del patriarca Kirill, "Non abbiate paura, se morite per la patria vi ritroverete con Dio", cadono nel vuoto. Persino il Cremlino deve riconoscere la reazione "isterica ed estremamente emotiva" alla mobilitazione.

Sarebbero circa 70 mila i russi già fuggiti o che stanno pensando alla fuga, secondo una stima dell'Ong "Guida al Mondo Libero" che aiuta i russi a "ricollocarsi". Il canale Telegram dove ci si scambia informazioni sulla situazione al confine georgiano da martedì si è ingrossato di 20mila iscritti al giorno fino a contarne oltre 95mila ieri sera. Le notifiche arrivano a raffica. C'è chi per 15-20mila rubli (270-360 euro) offre un passaggio che fino alla scorsa settimana costava 3.500 o al massimo 5mila rubli (63 o 90 euro). E chi chiede se sia possibile attraversare il confine in monopattino o bicicletta. È vietato solo l'attraversamento pedonale, rispondono. Va bene qualsiasi mezzo. Ma una bici intanto è arrivata a costare 10-20 mila rubli.

Il 29enne Aleksej racconta di aver guidato da Novorossiysk fino a Vladikavkaz. Lì ha mollato la sua auto e ha comprato l'ultimo biglietto dell'autobus per il confine disponibile. Per aggirare l'ingorgo, l'autista si è buttato nella corsia opposta, ma ha dovuto fermarsi a 300 metri dalla frontiera. Aleksej ci ha messo oltre cinque ore a superare i due valichi. Al confine russo è stato sottoposto a due interrogatori di circa venti minuti. Il primo semplice: chi, dove e perché. Il secondo più dettagliato: vita personale, famiglia, servizio militare. Ma alla fine lo hanno lasciato passare. "L'atmosfera è inquietante. Nessuno capisce che cosa stia accadendo. Sono tutti in preda al panico. Nelle chat circolano un sacco di falsità sulla presenza di commissari militari per strada. Hanno tutti paura".

Stesse scene al confine con il Kazakhstan. "Sono un chimico militare. I reclutatori hanno già iniziato a chiamare i miei amici. Non ho aspettato. Ho deciso in una sera, ho preparato lo zaino e sono venuto qui", racconta un ventiseienne a 74.ru. "Mia moglie e mio figlio sono ancora a Magnitogorsk, li andrò a prendere più in là. Posso lavorare da remoto. Da Kostanay si può andare in Turchia. Certo, ho paura. Lascio il Paese per la prima volta e non so se tornerò".

Chi è fuggito nella vicina Bielorussia, secondo la testata indipendente Nasha Niva, invece rischia. I servizi segreti che lì si chiamano ancora Kgb hanno ricevuto l'ordine di stanare i russi renitenti in hotel e appartamenti in affitto e di denunciarli alle autorità russe. Al confine con la Finlandia, l'unico Paese Ue che accetta ancora i russi con visti Schengen, gli ingressi dalla Russia sono raddoppiati, anche se restano contenuti. Ma, davanti al timore di un esodo, anche Helsinki ha deciso che limiterà "in modo significativo l'ingresso di cittadini russi". Con la restrizione dei visti Ue, le opzioni diminuiscono. Tanto che un cittadino di Kaliningrad dice: "Mi romperò un braccio o una gamba o andrò in prigione. Tutto pur di evitare quest'inferno".