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Donbass al voto, pochi seggi e molta paura. Unica certezza: il risultato

(ansa)

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Si vota negli oblast di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e e Kherson, ma non ovunque: le forze russe e filorusse non controllano pienamente nessuno di questi territori,
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È iniziato stamattina alle 8.30 il primo giorno di referendum nei territori ucraini controllati dalle forze di Mosca, che segnerà la loro annessione all’interno della Federazione Russa. L’esito è infatti scontato. Si vota negli oblast di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e e Kherson, seppure non ovunque. Le forze russe e filorusse non controllano pienamente nessuno di questi territori, in parti di essi è ancora presente l’esercito di Kiev. In queste ore si sta combattendo in alcune zone molto vicine ai luoghi del voto, con il rischio che bombe e missili piovano sugli assembramenti di persone e generino stragi. Per questo in alcuni oblast le autorità hanno dato ordine ai cittadini di non recarsi alle urne. Gli emissari filorussi passeranno quindi di casa in casa e di fabbrica in fabbrica per raccogliere le schede elettorali compilate.

È iniziato stamattina alle 8.30 il primo giorno di referendum nei territori ucraini controllati dalle forze di Mosca, che segnerà la loro annessione all’interno della Federazione Russa. L’esito è infatti scontato. Si vota negli oblast di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e e Kherson, seppure non ovunque. Le forze russe e filorusse non controllano pienamente nessuno di questi territori, in parti di essi è ancora presente l’esercito di Kiev. In queste ore si sta combattendo in alcune zone molto vicine ai luoghi del voto, con il rischio che bombe e missili piovano sugli assembramenti di persone e generino stragi. Per questo in alcuni oblast le autorità hanno dato ordine ai cittadini di non recarsi alle urne. Gli emissari filorussi passeranno quindi di casa in casa e di fabbrica in fabbrica per raccogliere le schede elettorali compilate.

A Donetsk voto casa per casa sotto le bombe

Il processo elettorale viene realizzato da organizzazioni diverse, tutte ovviamente filorusse, a seconda delle diverse regioni. Particolarmente pericolosa è la situazione nella città di Donetsk e in tutto il suo oblast. Una parte di esso è sotto il controllo delle milizie leali a Mosca, ma l’esercito ucraino è ancora saldamente presente in quasi la metà del territorio. Nelle ultime settimane i filorussi hanno provato a lanciare diverse offensive, senza riuscire a guadagnare terreno significativo. I soldati di Kiev controllano ancora quasi tutti i villaggi che confinano direttamente con i quartieri settentrionali e occidentali della città di Donetsk, dove in queste ore è in corso il voto. Per questo in città per ora si sta votando solo da casa attraverso gli emissari che passano di porta in porta. Molta gente si rifiuta di uscire per raggiungere le urne, sarebbe troppo pericoloso. Negli scorsi giorni, infatti, si sono consumate numerose tragedie, con decine di vittime civili. Solo ieri alcuni colpi di artiglieria ucraina hanno colpito il mercato centrale della città, dove sei persone sono rimaste uccise. Tre giorni fa un altro missile aveva ucciso almeno 12 civili, tra cui dei bambini. Scene, queste, che si ripetono costantemente almeno da inizio agosto. In questa situazione l’unico seggio elettorale operativo in città è stato aperto nel quartiere di Kalinsky. Si vota all’interno di un palazzone e lungo le scale, per evitare di essere potenzialmente esposti al fuoco. Durante la mattinata la situazione a Donetsk è stata tranquilla e le autorità locali stano progettando di aprire nei prossimi giorni delle nuove sedi elettorali, ma tutto dipenderà dalle condizioni di sicurezza. 

Seggi all'aperto a Lugansk

Il voto invece si tiene all’aperto nella regione di Lugansk, che è quasi totalmente controllata dalle milizie filorusse. In città sono state aperti 200 seggi elettorali, dove migliaia di persone si sono recate stamane a votare, formando lunghe code per strada. Tutt’intorno sventolano molte bandiere russe e filorusse. È stato inoltre attivato un numero verde che i cittadini possono chiamare se non vogliono uscire di casa. In quel caso gli emissari filorussi verranno da loro con le schede elettorali. Nonostante questa apparente tranquillità, anche in questa regione si sta combattendo. Questa notte ci sono stati degli scontri armati vicino alla città di Lysychansk, nel nord dell’oblast e adiacente alla regione di Kharkiv, dove gli ucraini stanno contrattaccando e dove hanno riconquistato qualche villaggio. Stamattina i miliziani locali hanno iniziato a scavare trincee nel terreno per prepararsi a difendere il territorio. 

A Kherson rischio sabotaggi partigiani

Nel Sud dell’Ucraina, ovvero nelle parti dei distretti di Melitopol e Kherson controllate dalle forze russe, il voto è organizzato dalle amministrazioni militari filorusse messe al potere da Mosca a partire dallo scorso febbraio. Esse rimpiazzano i precedenti amministratori, in gran parte rimasti fedeli a Kiev. Anche qui, il voto si sta tenendo per ora attraverso gli emissari che vanno di casa in casa e di fabbrica in fabbrica ma a partire da lunedì gli organizzatori vorrebbero aprire i seggi. Almeno uno di questi è stato già aperto a Kherson dove diverse decine di cittadini sono andate a votare sventolando bandiere russe. Anche qui non mancano i problemi di sicurezza. Non solo parti di queste regioni sono controllate dall’esercito di Kiev ma si registrano diversi atti di sabotaggio da parte di gruppi armati locali che si oppongono alla presenza russa. Solo nelle ultime 24 ore a Melitopol ci sono state due grosse esplosioni dolose. Una ieri notte intorno alle 11 vicino al mercato centrale: dell'esplosivo è stato nascosto vicino ad un negozio di articoli militari frequentato da soldati e poi fatto esplodere. Alcuni sono rimasti feriti. Un’altra esplosione dolosa è avvenuta stamattina alle sette. Le autorità temono che episodi del genere possano colpire le urne.  In tutti gli Oblast il voto andrà avanti fino al 27 settembre. I risultati (scontati) verranno poi comunicati a Mosca che procederò così con l'annessione.