La reporter, l'attivista, la studentessa: chi sono le donne che ispirano le proteste in Iran
di Gabriella Colarusso , di Gabriella ColarussoHadith Najafi è scesa in strada per manifestare ed è stata uccisa con sei proiettili. E' l'ennesima vittima della repressione in Iran, che colpisce con forza le donne iraniane in piazza da 10 giorni per protestare contro la morte di Mahsa Amini e per chiedere libertà, diritti, la fine dei divieti e delle rigide prescrizioni imposti dalla Repubblica Islamica.
Sono spesso ragazze giovanissime, di 18, 20 anni, ma hanno il sostegno delle sorelle maggiori, delle madri, delle donne. Senza velo o velate, religiose o laiche, unite dalla richiesta di diritti e libertà.
La reporter in cella per la notizia sulla morte di Amini
Nilufar Hamedi è una gior…
Hadith Najafi è scesa in strada per manifestare ed è stata uccisa con sei proiettili. E' l'ennesima vittima della repressione in Iran, che colpisce con forza le donne iraniane in piazza da 10 giorni per protestare contro la morte di Mahsa Amini e per chiedere libertà, diritti, la fine dei divieti e delle rigide prescrizioni imposti dalla Repubblica Islamica.
Sono spesso ragazze giovanissime, di 18, 20 anni, ma hanno il sostegno delle sorelle maggiori, delle madri, delle donne. Senza velo o velate, religiose o laiche, unite dalla richiesta di diritti e libertà.
La reporter in cella per la notizia sulla morte di Amini
Nilufar Hamedi è una giornalista del quotidiano Shargh, considerato vicino ai riformisti ma sottoposto come tutta la stampa in Iran a censure e controlli. È stata lei a dare la notizia di Mahsa Amini, che ha scatenato le proteste. Veniquattr'ore dopo, la polizia ha fatto irruzione a casa sua, sequestrandole telefono e computer. Per alcuni giorni non si sono avute più notizie di Hamedi. "Ieri è riuscita a parlare brevemente con un collega in redazione. È in isolamento nella prigione di Evin e sotto interrogatorio, ma non sa ancora quali sono le accuse a suo carico e non ha accesso al suo telefono cellulare per recuperare i numeri e chiamare la sua famiglia", ha fatto sapere ieri il suo avvocato.
Nilufar è una giornalista apprezzata e conosciuta, ha raccontato molte battaglie delle donne per vedere riconosciuti i loro diritti compreso quello di andare allo stadio a vedere le partite di calcio.
L'attivista col chador finita in prigione: criticava Khamenei
Fatemeh Sepehri è una storica attivista per i diritti delle donne in Iran, indossa da sempre lo chador, il velo nero che copre tutto il corpo lasciando scoperto solo il viso, ma è contraria all'obbligo di indossare l'hijab e si batte da tempo perché l'adesione ai precetti religiosi diventi una libera scelta e non una imposizione. Si è unita alle proteste di questi giorni ed è stata arrestata. Non si sa in quale prigione sia detenuta. Nei primi giorni delle manifestazioni per la morte di Mahsa Amini aveva criticato direttamente la guida Suprema, Ali Khamenei, che secondo molti analisti, avrebbe ispirato, come altre volte in passato, la linea dura e senza sconti contro le piazze : "Questo è lo stesso uomo che ha parlato per ore condannando la morte di George Floyd in America, ma non ha detto una parola sul crimine accaduto nel nostro Paese sotto la sua sorveglianza", ha detto Sepehri.
La ragazza con i capelli verdi che affronta gli agenti
La “ragazza con i capelli verdi” è diventata una delle icone di questa primavera femminile in Iran. Un video la riprende mentre affronta gli agenti a muso duro e a capo scoperto durante le proteste a Teheran. Scene così sono state fotografate e riprese in tutto l’Iran in questi giorni. Molte sono ragazze giovanissime, di 18, 20 anni: in piedi sulle auto o sulle centraline dell’elettricità, sventolano gli hijab al cielo e scandiscono “Donne, vita, libertà”.
C’è la ragazza vestita di bianco che ad Amoll incanta le persone in cerchio ballando intorno al fuoco fino a gettarvi dentro il velo; c’è la ragazzina, avrà 14 anni o meno, che a Shiraz affronta due donne in chador nero, probabilmente memebri della polizia morale, a capo scoperto: “Sono qui perché avete ucciso Mahsa Amini”. C’è la teenager che a Kerman solleva un lungo applauso tagliandosi la lunga coda di capelli nel mezzo del corteo.