Gli euroscettici festeggiano Meloni. Trema Bruxelles
dal nostro corrispondente Claudio Tito , dal nostro corrispondente Claudio TitoLe istituzioni Ue paventano una deriva su conti e diritti
BRUXELLES - I sovranisti europei esultano. La Commissione Ue, invece, aspetta «la prova dei fatti». Se i risultati finali saranno confermati, l’Unione europea dovrà infatti fare i conti con un squadra sbilanciata a destra. I dubbi e le perplessità sulle posizioni espresse in campagna elettorale da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia permangono. Ma a questo punto l’atteggiamento sarà inevitabilmente pragmatico. «L’Italia - fa ad esempio sapere il governo francese - è un grande Paese, un partner essenziale della Francia e noi saremo dialoganti su tutti i temi. Abbiamo molti interessi in comune che dobbiamo far valere insieme nell’Ue: la nostra industria, la nostra agricoltura, la sicurezza nel Mediterraneo e così via». Ma se la collaborazione non dovesse funzionare - lo ha spiegato la presidente della Commisisone, Ursula von der Leyen - , la reazione non potrà mancare.
BRUXELLES - I sovranisti europei esultano. La Commissione Ue, invece, aspetta «la prova dei fatti». Se i risultati finali saranno confermati, l’Unione europea dovrà infatti fare i conti con un squadra sbilanciata a destra. I dubbi e le perplessità sulle posizioni espresse in campagna elettorale da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia permangono. Ma a questo punto l’atteggiamento sarà inevitabilmente pragmatico. «L’Italia - fa ad esempio sapere il governo francese - è un grande Paese, un partner essenziale della Francia e noi saremo dialoganti su tutti i temi. Abbiamo molti interessi in comune che dobbiamo far valere insieme nell’Ue: la nostra industria, la nostra agricoltura, la sicurezza nel Mediterraneo e così via». Ma se la collaborazione non dovesse funzionare - lo ha spiegato la presidente della Commisisone, Ursula von der Leyen - , la reazione non potrà mancare.
Il nodo si stringe sui “postfascisti” di Giorgia Meloni. Il timore maggiore riguarda il rischio che l’Italia diventi un tassello della cosiddetta alleanza di Visegrad: i sovranisti di Polonia e Ungheria. Cui si possono associare la Svezia e il nostro Paese. In effetti i primi commenti arrivano proprio da quel fronte. «In questi tempi difficili - dice proprio l’ungherese Orbán -, abbiamo più che mai bisogno di amici che condividano una visione e un approccio comuni alle sfide dell’Europa». «Giorgia Meloni - dice Santiago Abascal, leader spagnolo di Vox - ha indicato la strada per un’Europa orgogliosa, libera, di nazioni sovrane, capace di cooperare per la sicurezza e la prosperità di tutti». E infine Marine Le Pen, capo del Front National: «Gli italiani hanno offerto una lezione di umiltà all’Unione Europea che, attraverso la voce della signora von der Leyen, ha preteso di dir loro cosa votare».
Dichiarazioni che confermano le preoccupazioni. A cominciare dalla linea sulla Russia. I cedimenti di Lega e Forza Italia hanno ulteriormente acuito l’allarme. L’inquietudine concerne anche la politica economica. Il populismo è incompatibile con i Trattati comunitari. Le richieste di Fdi di modificare il Pnrr sono state un campanello d’allarme. Correggerlo, equivale a rimettere in discussione il recovery e il rapporto tra l’Italia e l’Ue.