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Iran, il messaggio di Hadith Najafi agli amici prima di morire: "Felice di partecipare alle proteste, in futuro tutto sarà cambiato"

La Bbc in lingua farsi ha ottenuto il video che la ragazza di 23 anni, uccisa da sei colpi di pistola durante le manifestazioni a Karaj, ha inviato mentre andava in piazza: "Tra qualche anno sarò felice di esserci andata, tutto sarà cambiato". Il consiglio per i dirtti umani dell'Iran risponde all'Onu: "Ingiustificato e provocatorio" affermare che Mahsa Amini sia stata "aggredita". Quasi 3mila arresti nella sola Teheran  
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La notte della sua morte, Hadith Najafi ha condiviso i suoi pensieri nel suo ultimo videomessaggio inviato agli amici e ottenuto dalla Bbc in lingua farsi: "Ora che ci sto andando", dice la 23enne con il viso coperto dalla mascherina nera e il velo, "penso che non vedo l'ora di rivedere questo video tra qualche anno, mi vedrò felice di essere andata a queste proteste, perché finalmente tutto è cambiato".

Hadis Najafi è stata uccisa con sei colpi di arma da fuoco al collo, al petto, al viso. Quando è circolata la notizia della sua morte, era stata identificata come la ragazza che, in un video diventato virale, si legava i capelli prima di affrontare la polizia durante un corteo, ma questa versione è stata poi sementita dalla stessa protagonista del video.

 

Najafi amava ballare, i suoi profili TikTok e Instagram sono pieni di video che la riprendono mentre ride e volteggia. Parlando con Radio Zam…

La notte della sua morte, Hadith Najafi ha condiviso i suoi pensieri nel suo ultimo videomessaggio inviato agli amici e ottenuto dalla Bbc in lingua farsi: "Ora che ci sto andando", dice la 23enne con il viso coperto dalla mascherina nera e il velo, "penso che non vedo l'ora di rivedere questo video tra qualche anno, mi vedrò felice di essere andata a queste proteste, perché finalmente tutto è cambiato".

Hadis Najafi è stata uccisa con sei colpi di arma da fuoco al collo, al petto, al viso. Quando è circolata la notizia della sua morte, era stata identificata come la ragazza che, in un video diventato virale, si legava i capelli prima di affrontare la polizia durante un corteo, ma questa versione è stata poi sementita dalla stessa protagonista del video.

 

Najafi amava ballare, i suoi profili TikTok e Instagram sono pieni di video che la riprendono mentre ride e volteggia. Parlando con Radio Zamaneh, un'emittente persiana di base ad Amsterdam, i suoi amici l'hanno descritta come "una ragazza felice, dallo spirito libero e indipendente fino all'omicidio di Mahsa Amini" Dopo aver appreso la notizia di Amini, Hadith è cambiata. "Era sconvolta e piena di rabbia, ha detto che non avrebbe rinunciato a cercare giustizia".

La sera del 21 settembre è uscita intorno alle 19.30. Sua madre era preoccupata, non voleva che andasse a manifestare, il timore di molte madri che conoscono la repressione di cui sono capaci le forze di sicurezza. Quella notte, la famiglia ha rivisto Hadis nella camera mortuaria dell'ospedale di Ghaem, il corpo e il viso sfregiati dai numerosi proiettili.

Le pressioni sulla famiglia 

"Il corpo di Hadis Najafi non è stato consegnato alla sua famiglia fino a venerdì 23 settembre. Durante questo periodo, la famiglia di Hadis è stata sottoposta a notevoli pressioni dalle forze di sicurezza, che hanno anche chiesto alla famiglia di dichiarare che la causa della sua morte era un ictus, ma il padre ha rifiutato", scrive radio Zamaneh. Hadith Najafi è stata sepolta venerdì 23 a  Karaj, la sua città. Funerali privati e dimessi, perché le autorità non vogliono che le cerimonie diventino focolai di nuove proteste. Un'altra fonte ha detto a Zamaneh "che le forze di sicurezza hanno esortato in modo aggressivo la famiglia ad astenersi dal dichiarare che è stata uccisa in una sparatoria dichiarando invece cause naturali per la morte".

Secondo l'ong Iran Human Rights, le vittime della repressione sono finora 76, ma il numero potrebbe essere più alto. La tv di stato ha parlato anche di 5 basij morti, gli agenti del corpo paramilitare che viene impiegato per sedare le proteste di piazza. Gli arresti sono migliaia, quasi 3mila nella sola Teheran, secondo IranWire, tra loro ci sono anche 20 giornalisti e decine di studenti.

Il consiglio dei diritti in Iran: "Falso che Amini sia stata aggredita"

Intanto dall'Iran il Consiglio supremo per i diritti umani della Repubblica Islamica replica alla relazione dell'Onu che accusa Teheran di "risposta violenta" alle manifestazioni. Le affermazioni secondo cui Mahsa Amini, la cui morte ha innescato forti proteste in Iran,  sarebbe stata "aggredita e colpita alla testa" sono "ingiustificate e provocatorie" dato che le indagini "sono ancora in corso".

"Le forze dell'ordine non possono in alcun caso violare i diritti dei cittadini quando attuano norme e regolamenti, inclusa la legge sull'hijab", precisa il Consiglio supremo, che critica anche la dichiarazione rilasciata dall'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani che definisce Mahsa come appartenente alla "minoranza" curda. "La Repubblica islamica dell'Iran è composta da vari gruppi etnici inclusi, a titolo esemplificativo, curdi, turchi, arabi, lur, persiani, nessuno dei quali è considerato una minoranza: insieme costituiscono infatti la maggioranza della società iraniana", si legge.