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Iran, arrestata la figlia dell'ex presidente Rafsanjani, nota attivista per i diritti delle donne

Faezeh Hashemi è accusata di aver istigato e fomentato "i disordini". Nel corso degli anni, è diventata una delle attiviste di spicco per i diritti delle donne in Iran. Già parlamentare, è musulmana praticante e indossa lo chador ma è stata molto critica nei confronti dei metodi repressivi della Repubblica Islamica. Aveva definito la morte di Mahsa Amini "terrorismo di Stato". I femi per le proteste sono migliaia 
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La repressione delle proteste in Iran si fa sempre più dura, e colpisce anche noti leader riformisti e attivisti per i diritti. Martedì sera è stata arrestata a Teheran Faezeh Hashemi, la figlia dell'ex presidente Akbar-Hashemi Rafsanjani, con l'accusa di aver istigato e fomentato "i disordini". Nel corso degli anni, Hashemi è diventata una delle attiviste di spicco nel campo riformista, si è battuto per i diritti delle donne ed è stata molto critica nei confronti del sistema pur essendone parte, perché appartiene a una delle più note famiglie dell'establishment islamico che governa il Paese ed è stata anche parlamentare. Hashemi aveva condannato la morte di Mahsa Amini mentre era in custodia della polizia definendola un atto di "terrorismo di Stato". Già in passato era stata condannata più volte per la sua attività in difesa dei diritti. 

L'accusa: "…

La repressione delle proteste in Iran si fa sempre più dura, e colpisce anche noti leader riformisti e attivisti per i diritti. Martedì sera è stata arrestata a Teheran Faezeh Hashemi, la figlia dell'ex presidente Akbar-Hashemi Rafsanjani, con l'accusa di aver istigato e fomentato "i disordini". Nel corso degli anni, Hashemi è diventata una delle attiviste di spicco nel campo riformista, si è battuto per i diritti delle donne ed è stata molto critica nei confronti del sistema pur essendone parte, perché appartiene a una delle più note famiglie dell'establishment islamico che governa il Paese ed è stata anche parlamentare. Hashemi aveva condannato la morte di Mahsa Amini mentre era in custodia della polizia definendola un atto di "terrorismo di Stato". Già in passato era stata condannata più volte per la sua attività in difesa dei diritti. 

L'accusa: "Governano con la repressione"

In diverse occasioni, ha accusato il regime di allontanare i cittadini dall'Islam con le sue politiche repressive, chiedendo un cambio di passo anche nelle relazioni con gli Stati Uniti. Hashemi è una musulmana praticante, indossa sempre lo chador ma è molto critica con il sistema che. "In ogni parte della società gruppi di attivisti sono in carcere, ovunque mancano efficienza, leadership e logica. Se c'è un tentativo di trovare soluzioni ai problemi, la situazione peggiora e non c'è segno di miglioramento", disse nel 2018. 

Parlando con Repubblica a novembre del 2020, ribadì il concetto:  "Per quanto riguarda  la nostra politica interna poi - i diritti del popolo, dei cittadini, i diritti umani, la libertà di parola, i diritti delle donne - beh... necessitano di un grande cambiamento che porti sviluppo e modernità". Sono molte le cose da fare "riguardo alla questione della donna", disse. "Da quando ho iniziato ad occuparmene, non è cambiato molto. Ma le nuove generazioni sono molto attive e consapevoli dei loro diritti. Hanno coraggio, scendono in piazza, pagano anche un caro prezzo per rivendicare i loro diritti".

Almeno 76 vittime nelle proteste 

Il bilancio della repressione scatenata dalle autorità per mettere a tacere i manifestanti è durissimo: 76 morti, tra cui almeno 5 membri delle forze dell'ordine, più di 3mila arresti nella sola Teheran, secondo il sito IranWire, denunce di maltrattamenti e botte su chi viene portato in carcere, mentre sono bloccate le principali vie di accesso digitale al Paese - internet, i social, Whatsapp, Telegram. 
Le autorità accusano i manifestanti di essere pochi e di essere "teppisti" fomentati dall'esterno per portare instabilità nel Paese. Ma intanto, all'undicesimo giorno, gruppi di persone in diverse