Russia: fermato, bendato e immobilizzato il console giapponese a Vladivostok. Mosca: "Raccoglieva informazioni riservate"
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Detenuto per alcune ore, “bendato e immobilizzato”, accusato di spionaggio e una volta rilasciato dichiarato persona non grata e invitato a fare le valigie e a lasciare il Paese entro le prossime 48 ore. E’ ciò che è successo a Tatsunori Motoki, console giapponese a Vladivostok. Una vicenda che sta inasprendo ancora di più i rapporti tra Russia e Giappone, in un momento in cui le relazioni tra i due Paesi sono già ai minimi termini sia per la guerra in Ucraina (il Cremlino ha già etichettato nei mesi scorsi il Sol Levante come “Paese ostile” dopo che Tokyo si è unita alle sanzioni) sia per la decennale questione delle contese Isole Curili.
Secondo l’Fsb che ha arrestato il diplomatico, Motoki avrebbe tentato di raccogliere informazioni sull’impatto delle sanzioni occidentali nell’Estremo Oriente russo e “sulla cooperazione della Russia con un altro Paese della regione Asia-…
PECHINO - Detenuto per alcune ore, “bendato e immobilizzato”, accusato di spionaggio e una volta rilasciato dichiarato persona non grata e invitato a fare le valigie e a lasciare il Paese entro le prossime 48 ore. E’ ciò che è successo a Tatsunori Motoki, console giapponese a Vladivostok. Una vicenda che sta inasprendo ancora di più i rapporti tra Russia e Giappone, in un momento in cui le relazioni tra i due Paesi sono già ai minimi termini sia per la guerra in Ucraina (il Cremlino ha già etichettato nei mesi scorsi il Sol Levante come “Paese ostile” dopo che Tokyo si è unita alle sanzioni) sia per la decennale questione delle contese Isole Curili.
Secondo l’Fsb che ha arrestato il diplomatico, Motoki avrebbe tentato di raccogliere informazioni sull’impatto delle sanzioni occidentali nell’Estremo Oriente russo e “sulla cooperazione della Russia con un altro Paese della regione Asia-Pacifico. Arrestato in flagranza di reato mentre riceveva informazioni riservate, in cambio di denaro”, come recita il comunicato dei servizi di sicurezza russi.
Il Giappone ha già convocato l'ambasciatore russo a Tokyo, Mikhail Galuzin, per chiarimenti. Il Ministero degli Esteri nipponico ha chiesto a Mosca di presentare scuse formali, aggiungendo che il governo prenderà in considerazione misure di ritorsione adeguate. “La detenzione e l'interrogatorio di un console è una chiara violazione della Convenzione di Vienna”, dichiara il ministro degli Esteri Yoshimasa Hayashi. "Il funzionario è stato bendato, gli è stata applicata una pressione sulle mani e sulla testa in modo che non potesse muoversi durante la detenzione, e poi è stato interrogato in modo prepotente", ha spiegato ai giornalisti in conferenza stampa il segretario di gabinetto del governo Hirokazu Matsuno.
Sulla scia delle sanzioni economiche per la guerra in Ucraina, le relazioni tra Giappone e Russia sono andate sempre più deteriorandosi. Mosca ha vietato l'ingresso a più di 400 politici giapponesi, tra cui il premier Kishida e il ministro degli Esteri Hayashi. A fine marzo, poi, Mosca ha annunciato unilateralmente di voler sospendere i colloqui territoriali con il Giappone sulle quattro isole contese delle Curili, quelle che Tokyo chiama “Territori del Nord” e che ritiene "sotto occupazione illegale" da parte della Russia. La disputa territoriale continua ancora oggi ad essere un freno per i colloqui sul trattato di pace per chiudere la Seconda guerra mondiale. I due Paesi non hanno finora mai messo la parola fine alle ostilità del conflitto.