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I bambini e gli assistenti vocali: "Ecco perché quelle voci metalliche possono danneggiare lo sviluppo"

Uno studio pubblicato sulla rivista Archives of Disease in Childhood avverte dei rischi di un uso precoce dei "maggiordomi artificiali"
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LONDRA – Sostituire i genitori con Siri, Alexa o altri assistenti digitali può creare danni allo sviluppo cognitivo dei bambini. La voce metallica che racconta una favola o che ricorda che è ora di andare in bagno in apparenza svolge lo stesso compito della mamma o del papà. Ma una nuova ricerca rivela che l’impatto sulle attitudini mentali dei giovanissimi rischia di rallentare le capacità di apprendimento, oltre a creare potenzialmente risposte inappropriate da parte dei comandi vocali del web.

“I bambini imitano l’intonazione, il volume e l’enfasi delle frasi che ascoltano da questi maggiordomi artificiali”, afferma il dottor Anmol Arora in uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Archives of Disease in Childhood, ripreso stamani dal Guardian. Un altro problema è che la voce artificiale non si aspetta che i bambini rispondano con un “grazie” o dicano “per favore” quando interagisc…

LONDRA – Sostituire i genitori con Siri, Alexa o altri assistenti digitali può creare danni allo sviluppo cognitivo dei bambini. La voce metallica che racconta una favola o che ricorda che è ora di andare in bagno in apparenza svolge lo stesso compito della mamma o del papà. Ma una nuova ricerca rivela che l’impatto sulle attitudini mentali dei giovanissimi rischia di rallentare le capacità di apprendimento, oltre a creare potenzialmente risposte inappropriate da parte dei comandi vocali del web.

“I bambini imitano l’intonazione, il volume e l’enfasi delle frasi che ascoltano da questi maggiordomi artificiali”, afferma il dottor Anmol Arora in uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Archives of Disease in Childhood, ripreso stamani dal Guardian. Un altro problema è che la voce artificiale non si aspetta che i bambini rispondano con un “grazie” o dicano “per favore” quando interagiscono con i comandi. E il terzo aspetto allarmante, secondo la ricerca, è che Siri o Alexa possono fraintendere quello che dice un bambino, ancora non in grado di esprimersi perfettamente, fornendo in risposta informazioni o indicazioni pericolose. L’indagine cita l’esempio di una bambina di 10 anni a cui è stato detto di toccare un cavo elettrico con una moneta.

“Il risultato è che i bambini imparano forme di dialogo molto restrittive e sempre sotto forma di domanda”, osserva l’autore dello studio. Il professor Adam Mikolsi, che ha pubblicato a sua volta una ricerca sugli effetti di smart phone e tablet sui bambini piccoli, commenta che l’uso regolare di comandi vocali di questo genere, da Alexa prodotto da Amazon a Siri prodotto dalla Apple e a Google Home, rischia di avere effetti negativi a lungo termine sullo sviluppo cognitivo dei bambini e che le aziende in questione devono esaminare il problema seriamente. “Al momento sono congegni molto primitivi”, sostiene l’esperto, “perché non danno importanza all’interazione umana o alle conseguenze per lo sviluppo mentale dei più piccoli. Occorrono regole etiche per il loro uso da parte dei bambini”.

Ma non tutti sono d’accordo. Un altro esperto interpellato dal quotidiano britannico, la dottoressa Caroline Fitzpatrick, direttrice del Digital Media Use by Children in Canada, nota che sebbene i bambini abbiano bisogno di un ricco contesto per imparare a sviluppare un proprio vocabolario, e dunque non possono basarsi soltanto su relazioni con macchine più o meno intelligenti, basta che i genitori pongano dei limiti all’uso dei comandi vocali o di altri congegni digitali affinché i loro figli ricevano una quantità salutare di interazione da coetanei e adulti, “per cui non vedo motivi di allarmarsi”.