Ucraina, il Papa: "Aggressione sacrilega, ho cercato di parlare con Putin"
di Iacopo Scaramuzzi , di Iacopo ScaramuzziIl Papa svela il retroscena della sua inusuale decisione di visitare l’ambasciatore russo all’inizio della guerra in Ucraina: “Ho detto all’ambasciatore che avrei voluto parlare con il presidente Putin purché mi lasciasse una piccola finestra di dialogo”, racconta ai gesuiti che ha recentemente incontrato in Kazakhstan in un colloquio pubblicato ora dalla Civiltà cattolica. Con le autorità russe Francesco è intervenuto anche per chiedere lo scambio di 300 prigionieri ucraini. Secondo Jorge Mario Bergoglio è “un errore pensare che sia un film di cowboy dove ci sono buoni e cattivi”, e quella in Ucraina è piuttosto la “terza guerra mondiale” innescata da “imperialismi in conflitto”. Se dall’inizio del conflitto è stato accusato di non essere sufficientemente critico con la Russia, però, il Pontefice argentino puntualizza: “Ho definito l’invasione de…
Il Papa svela il retroscena della sua inusuale decisione di visitare l’ambasciatore russo all’inizio della guerra in Ucraina: “Ho detto all’ambasciatore che avrei voluto parlare con il presidente Putin purché mi lasciasse una piccola finestra di dialogo”, racconta ai gesuiti che ha recentemente incontrato in Kazakhstan in un colloquio pubblicato ora dalla Civiltà cattolica. Con le autorità russe Francesco è intervenuto anche per chiedere lo scambio di 300 prigionieri ucraini. Secondo Jorge Mario Bergoglio è “un errore pensare che sia un film di cowboy dove ci sono buoni e cattivi”, e quella in Ucraina è piuttosto la “terza guerra mondiale” innescata da “imperialismi in conflitto”. Se dall’inizio del conflitto è stato accusato di non essere sufficientemente critico con la Russia, però, il Pontefice argentino puntualizza: “Ho definito l’invasione dell’Ucraina una aggressione inaccettabile, ripugnante, insensata, barbara, sacrilega”.
“Voglio ricordare che il giorno dopo l’inizio della guerra sono andato all’Ambasciata russa”, ha detto Francesco nell’incontro con i gesuiti della regione russa incontrati in Kazakhstan. “Si è trattato di un gesto inusuale: il Papa non va mai in Ambasciata. Riceve gli ambasciatori personalmente solamente quando presentano le credenziali, e poi al termine della loro missione in visita di congedo. Ho detto all’ambasciatore – racconta il Papa – che avrei voluto parlare con il presidente Putin purché mi lasciasse una piccola finestra di dialogo”. Il giorno dopo l’inizio dell’invasione russa, il 25 febbraio, Francesco si era recato a sorpresa dall’ambasciatore russo presso la Santa Sede Alexander Avdeev, a via della Conciliazione, per esprimere, era stata la spiegazione ufficiale, la propria “preoccupazione”. Ora svela che tentò di parlare a Putin: un tentativo, teso a fermare le armi, che non ha avuto successo, come ha confermato indirettamente lo stesso Francesco quando, nelle scorse settimane, ha riferito di aver sentito il presidente, l’ultima volta, per gli auguri di Natale.
“Ho anche ricevuto l’ambasciatore ucraino e parlato due volte con il presidente Zelensky al telefono”, racconta ancora il Papa. “Ho inviato in Ucraina i cardinali Czerny e Krajewski, che hanno portato la solidarietà del Papa. Il segretario per i rapporti con gli Stati, mons. Gallagher, è andato in visita. La presenza della Santa Sede in Ucraina ha il valore di portare aiuto e sostegno. E’ un modo per esprimere una presenza. Anch’io avevo in mente di poter andare. Mi sembra che la volontà di Dio sia di non andare in questo preciso momento; vediamo poi in seguito, però”.
Francesco racconta anche un altro retroscena, che ha sempre l’ambasciatore russo come interlocutore. In questi mesi il Papa ha ricevuto, tra gli altri, un “capo militare” ucraino che “si occupa dello scambio dei prigionieri”, il quale “mi hanno portato una lista di oltre 300 prigionieri", afferma Francesco senza ulteriori specifiche. "Mi hanno chiesto di fare qualcosa per operare uno scambio. Io ho subito chiamato l’ambasciatore russo per vedere se si poteva fare qualcosa, se si potesse velocizzare uno scambio di prigionieri”. A maggio Francesco aveva ricevuto le mogli di due officiali del battaglione Avoz, a margine di un’udienza generale, che gli avevano chiesto di intervenire per la liberazione dei combattenti all’epoca asserragliati nell'acciaieria Azovstal di Mariupol.
Quanto alla diagnosi degli eventi, “è in corso una guerra e credo sia un errore pensare che sia un film di cowboy dove ci sono buoni e cattivi”, afferma Francesco. “Ed è un errore anche pensare che questa è una guerra tra Russia e Ucraina e basta. No: questa è una guerra mondiale. Ma, secondo lei, quali sono le cause di quello che stiamo vivendo? Qui la vittima di questo conflitto è l’Ucraina. Io intendo ragionare sul perché questa guerra non sia stata evitata. E la guerra è come un matrimonio, in un certo senso. Per capire, bisogna indagare la dinamica che ha sviluppato il conflitto. Ci sono fattori internazionali che hanno contribuito a provocare la guerra. Ho già ricordato – prosegue il Papa – che un capo di Stato, a dicembre dello scorso anno, è venuto a dirmi di essere molto preoccupato perché la Nato era andata ad abbaiare alle porte della Russia senza capire che i russi sono imperiali e temono l’insicurezza ai confini. Lui ha espresso paura che ciò avrebbe provocato una guerra, e questa è scoppiata due mesi dopo. Dunque, non si può essere semplicisti nel ragionare sulle cause del conflitto. Io vedo imperialismi in conflitto. E, quando si sentono minacciati e in decadenza, gli imperialismi reagiscono pensando che la soluzione sia scatenare una guerra per rifarsi, e anche per vendere e provare le armi. Qualcuno dice, ad esempio, che la guerra civile spagnola è stata fatta per preparare la Seconda guerra mondiale. Non so se sia davvero così, ma potrebbe esserlo. Non dubito, però, che stiamo già vivendo la Terza guerra mondiale. In un secolo ne abbiamo viste tre: una tra il 1914 e il 1918, una tra il 1939 e il 1945, e adesso viviamo questa”.
“Ho definito l’invasione dell’Ucraina una aggressione inaccettabile, ripugnante, insensata, barbara, sacrilega… Leggete tutte le dichiarazioni!”, dice il Papa ai gesuiti incontrati in Kazakhstan. “Però vorrei dirti che a me non interessa che voi difendiate il Papa, ma che il popolo si senta accarezzato da voi che siete i fratelli del Papa. Il Papa non si arrabbia se è frainteso, perché conosco bene la sofferenza che c’è alle spalle”.
Nel colloquio, fatto di domande e risposte, un confratello domanda anche al Pontefice 85enne informazioni sulla sua salute: “La salute va bene”, risponde Bergoglio. “Ho il problema alla gamba che mi rallenta, ma la salute in generale va bene: quella fisica, ma… anche quella mentale”.