L'uragano Ian lascia Cuba al buio e si dirige verso la Florida. E' allarme
di Daniele Mastrogiacomo , di Daniele MastrogiacomoRIO DE JANEIRO – “Siamo avvolti dall’oscurità. Il rumore del vento è infernale. Ha smesso di piovere da tempo. Le raffiche sono sostenute e di tanto in tanto aumentano di intensità. E’ come se tutto venisse scosso da un gigante che ti sovrasta. Quando il vento soffia più forte chiudo forte gli occhi. Aspetto il momento decisivo e mi aggrappo a tutto ciò che mi circonda”. Rendono bene le parole che lo scrittore di Pinar del Río, Nelson Simón ha postato martedì notte sui social. Come altri 50 mila cubani della parte occidentale di Cuba, ha vissuto ore di vero terrore mentre l’uragano Ian si abbatteva con furia sull’isola: sono stati evacuati e trasferiti nei centri di accoglienza previsti in questi casi.
L’intera Cuba è al buio e ci resterà fino a domani sera. Undici milioni senza luce. Le autorità hanno deciso di staccare la corrente elettrica per sicurezza. Di …
RIO DE JANEIRO – “Siamo avvolti dall’oscurità. Il rumore del vento è infernale. Ha smesso di piovere da tempo. Le raffiche sono sostenute e di tanto in tanto aumentano di intensità. E’ come se tutto venisse scosso da un gigante che ti sovrasta. Quando il vento soffia più forte chiudo forte gli occhi. Aspetto il momento decisivo e mi aggrappo a tutto ciò che mi circonda”. Rendono bene le parole che lo scrittore di Pinar del Río, Nelson Simón ha postato martedì notte sui social. Come altri 50 mila cubani della parte occidentale di Cuba, ha vissuto ore di vero terrore mentre l’uragano Ian si abbatteva con furia sull’isola: sono stati evacuati e trasferiti nei centri di accoglienza previsti in questi casi.
L’intera Cuba è al buio e ci resterà fino a domani sera. Undici milioni senza luce. Le autorità hanno deciso di staccare la corrente elettrica per sicurezza. Di categoria 3 (su 5), il quarto uragano di questa stagione si è mosso spinto da raffiche che hanno superato anche i 200 km/h. Non era solo il vento a fare paura, i cubani sono avvolti dall’oscurità della notte senza neanche un lumicino per far capire quel che accade. La gente è rimasta tappata in casa, chiusa tra le pareti che vibravano. Aspettava impotente che passasse o distruggesse tutto.
Sono caduti alberi, pali della luce; i tetti strappati dalla furia delle raffiche sono volati a centinaia di metri, colpendo altre case, fattorie, invadendo strade e viottoli. Non si registrano vittime, né feriti. Ma è ancora presto per tracciare un bilancio che riporterà sicuramente ingenti danni alle abitazioni e alle infrastrutture. Molti paesi e regioni sono isolati. Adesso Ian ha lasciato Cuba e si sta spostando verso la Forida dove è stato lanciato l’allarme. Classificato ora come categoria 4, secondo il National Hurricane Center (NHC) degli Stati Uniti è "estremamente pericoloso" e si sta dirigendo verso la costa occidentale degli States. Potrebbe "causare danni mortali, venti catastrofici e inondazioni", ha ribadito il NHC. Milioni di persone sono state esortate a evacuare le proprie abitazioni.
Tutto è iniziato lunedì pomeriggio. L’arrivo di Ian era previsto dopo aver colpito il Messico, parte del Guatemala, Santo Domingo. E’ passato sulla regione occidentale di Cuba. Si è affacciato con il suo occhio, il cuore del ciclone, e tutto si è fermato. Quindi è arrivata la pioggia, fortissima, come una cascata dal cielo. Ha allagato strade e case, si è infiltrata nei muri porosi delle abitazioni già fragili per mancanza di manutenzione, ha provocato crolli. Quando ha smesso la pioggia si è scatenato il vento. Strappava con forza ogni cosa che trovava al suo passaggio e lo scagliava a distanza. Il buio rendeva tutto più cupo, quasi spettrale, ci dice un amico che solo adesso riesce a comunicare. Sono saltate la rete internet e quella del gas. Difficile cucinare, impossibile trovare negozi aperti dove poter comprare il poco che c’è. Ian si è poi spostato, un po’ attenuato, verso il centro, passando sopra L’Avana, Mayabeque, Artemisia picchiando duro sulla Isla de la Juventud.
Il presidente Miguel Díaz-Canel ha visitato subito le zone colpite e ha garantito assistenza a tutti. La situazione a Cuba è difficile, complicata da mesi. La crisi è durissima, mancano cibo e medicine, l’inflazione ha superato il 40 per cento del pil e ha fatto schizzare i prezzi dei prodotti base alle stelle. Ci mancava solo questo uragano per assestare l’ennesimo colpo a una situazione esasperata.