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Ucraina, la strage dei bambini in fuga con le famiglie: “Uccisi a sangue freddo”

(ansa)
L'agguato vicino a Kharkiv. La colonna di auto civili è stata colpita con bombe e proiettili. I corpi recuperati dopo una settimana. Kiev: "Sono stati i russi"
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MYKOLAIV - Sono rimaste le mosche che mangiano il sangue e il vento d'autunno a infastidire queste statue di sale. Ventiquattro corpi giacciono accanto alla ferrovia dove non passa più il treno. Non sappiamo niente di loro, come si chiamavano, che storia avevano, cosa sognavano. Sono lì da una settimana perché nessuno se n'era accorto. Sono stati ritrovati ieri nei pressi del villaggio di Kurilovka, nel distretto di Kupyansk: la zona della controffensiva ucraina a Est, per intenderci. Tredici sono corpi di bambini e c'è anche una donna col pancione. Ha tutta l'aria di essere un convoglio umanitario colpito e distrutto. Un altro, dopo quello di Zaporizhizhia. Civili, non soldati. Gente che fugge. Innocui, bambini.

Era il 25 settembre, c'erano sette veicoli che andavano verso Ovest. Per la precisione: sei vecchie auto di fabbricazione sovietica (tre sono Lada) e un furgone. Le 9 di mattina circa. Sullo sterrato che costeggia le rota…

MYKOLAIV - Sono rimaste le mosche che mangiano il sangue e il vento d'autunno a infastidire queste statue di sale. Ventiquattro corpi giacciono accanto alla ferrovia dove non passa più il treno. Non sappiamo niente di loro, come si chiamavano, che storia avevano, cosa sognavano. Sono lì da una settimana perché nessuno se n'era accorto. Sono stati ritrovati ieri nei pressi del villaggio di Kurilovka, nel distretto di Kupyansk: la zona della controffensiva ucraina a Est, per intenderci. Tredici sono corpi di bambini e c'è anche una donna col pancione. Ha tutta l'aria di essere un convoglio umanitario colpito e distrutto. Un altro, dopo quello di Zaporizhizhia. Civili, non soldati. Gente che fugge. Innocui, bambini.

Era il 25 settembre, c'erano sette veicoli che andavano verso Ovest. Per la precisione: sei vecchie auto di fabbricazione sovietica (tre sono Lada) e un furgone. Le 9 di mattina circa. Sullo sterrato che costeggia le rotaie tra Kurilovka e Peschanoe la colonna è stata investita da bombe e, come documentano i fori perfettamente circolari sulle lamiere e sui parabrezza, da proiettili. Qualcuno è riuscito a scappare, dicono, e ora sta fornendo informazioni per ricostruire quanto accaduto. Parlano di 81 feriti, ma il dato non è confermato e pare un'esagerazione. Chi guidava le macchine davanti deve aver provato a salvarsi deviando nei campi, perché sono sbandate lungo lo sterrato. In ventiquattro sono rimasti lì. "Sono stati i russi", sostiene Oleg Sinegubov, il capo dell'amministrazione regionale di Kharkiv. "Questa povera gente stava attraversando la zona grigia. Gli occupanti li hanno raggiunti e hanno sparato da molto vicino".

La zona grigia 

Quello della zona grigia è un concetto con cui si familiarizza rapidamente in guerra: corrisponde alla terra di nessuno tra le due linee del fronte, landa senza legge e senza confini chiari, dove il senso di umanità si perde. E dove i soldati, in ritirata o in avanzata, spesso si arrogano il diritto di compiere atrocità con la scusa della pericolosità dei luoghi. Come uccidere tredici minorenni che scappano con le famiglie, su macchine scassate e portando negli zainetti il niente che hanno.

Le statue di sale, o quel che di loro rimane, le vediamo in un video girato dalle autorità ucraine arrivate ieri sul posto. Alcuni cadaveri sono fusi al sedile dell'auto, sul camion carbonizzato spunta la testa di uno scheletro, un uomo è accasciato accanto a un paraurti divelto, un altro è piegato sul sedile, un altro ha ancora la mano destra sul volante. Una borsa da donna. Un portafogli. Dei trucchi. Una bomboletta spray. 
I cadaveri dei bambini li hanno portati via in sacchi grigi. Da quando Putin ha invaso, l'ufficio del Procuratore generale ucraino ha denunciato l'uccisione di 399 bambini e il ferimento di altri 783. La contabilità più penosa va aggiornata: ora i bambini morti sono 412.