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Lettonia, il partito centrista anti-Mosca vince le elezioni. Crollo dei filo russi

Arturs Krisjanis Karins (reuters)
Voto segnato dall'offensiva russa in Ucraina. Triplica i consensi il partito del premier uscente Karins. Resta fuori dal Parlamento "Armonia", la formazione della minoranza russofona per anni primo partito alle legislative: dal 20% scende sotto il 5%
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MOSCA - Il partito di centro del premier uscente Krisjanis Karins ha vinto le elezioni legislative in Lettonia, Paese Baltico da 1,8 milioni di abitanti, membro Ue e Nato. Un voto contrassegnato dal crollo dei partiti vicini alla minoranza russofona sulla scia della cosiddetta "operazione militare speciale" sferrata da Vladimir Putin contro l'Ucraina.

Secondo la Commissione elettorale centrale, il partito "Nuova Unità" di Karins ha ottenuto il 18,97% dei voti, il triplo rispetto al 2018, ed è diventato la prima forza in Parlamento con 26 deputati, mentre solo un partito sostenuto dalla minoranza russofona, "Stabilità!", ha superato la soglia di sbarramento del 5% con il 6,80% aggiudicandosi 11 seggi.

Un risultato che dovrebbe riconfermare Karins primo ministro e rinsaldare la posizione della Lettonia contro Mosca in seno alla Unione Europea al fianco dei suoi vicini Baltici, Lituania ed Estonia.

MOSCA - Il partito di centro del premier uscente Krisjanis Karins ha vinto le elezioni legislative in Lettonia, Paese Baltico da 1,8 milioni di abitanti, membro Ue e Nato. Un voto contrassegnato dal crollo dei partiti vicini alla minoranza russofona sulla scia della cosiddetta "operazione militare speciale" sferrata da Vladimir Putin contro l'Ucraina.

Secondo la Commissione elettorale centrale, il partito "Nuova Unità" di Karins ha ottenuto il 18,97% dei voti, il triplo rispetto al 2018, ed è diventato la prima forza in Parlamento con 26 deputati, mentre solo un partito sostenuto dalla minoranza russofona, "Stabilità!", ha superato la soglia di sbarramento del 5% con il 6,80% aggiudicandosi 11 seggi.

Un risultato che dovrebbe riconfermare Karins primo ministro e rinsaldare la posizione della Lettonia contro Mosca in seno alla Unione Europea al fianco dei suoi vicini Baltici, Lituania ed Estonia.

Il crollo dei partiti della minoranza russofona

Clamoroso - in un Paese che conta il 30% della popolazione russofono - il tracollo di Armonia che, per oltre un decennio, è stato il primo partito alle legislative arrivando a sfiorare il 20% dei consensi alle precedenti elezioni del 2018, ma senza mai riuscire a trovare alleati per formare una coalizione di governo. Con il 4,81% stavolta è fuori dal Parlamento. Stesso destino dell'Unione Russa della Lettonia, partito filo-Cremlino, con il 3,62%.

Il partito Armonia aveva condannato l'offensiva in Ucraina, ma era rimasto zitto davanti ai massacri. Posizione che aveva diviso l'elettorato di lingua russa scontentando per opposti motivi sia i filo-Putin che gli anti-Cremlino. "Armonia ha dovuto scegliere tra agire in modo responsabile o fare il populista su sicurezza nazionale e interessi statali", ha commentato l'ex leader di partito ed ex sindaco di Riga Nils Ushakovs, oggi eurodeputato. "Alcuni dei nostri elettori sono rimasti a casa, altri sono andati verso diversi nuovi partiti che rappresentano un diverso orientamento geopolitico".

La futura coalizione di governo

In totale sette partiti saranno presenti nel Parlamento unicamerale che conta 100 seggi. Due di loro, Lista Unita, una coalizione di centro dei Verdi con partiti regionali (11,01%, 15 deputati) e l'Alleanza Nazionale di centrodestra (9,29%, 13 deputati) potrebbero entrare nella coalizione di governo con Nuova Unità che si troverebbe così ad avere una maggioranza di 54 deputati se, come sembra, Karins verrà incaricato dal presidente Egils Levits di formare il nuovo governo.

Resterebbe fuori l'Unione dei Verdi e dei Contadini, centrista e socialdemocratica, pur arrivata al secondo posto con il 12,44% e 16 deputati, perché vicina all'oligarca e sindaco di Ventspils, Aivars Lembergs, contrario alla cooperazione con la Nato e accusato di gravi crimini. "Nuova Unità non entrerà in una coalizione con partiti che cercano i loro orientamenti politici in Russia, né collaboreremo con l'Unione dei Verdi e dei Contadini. Altre opzioni sono aperte", ha detto Karins alla televisione pubblica Ltv1.

Karins, 57 anni, doppia cittadinanza statunitense e lettone, ha vietato l'ingresso dei cittadini russi che viaggiano dalla Russia e dalla Bielorussia. "Non vedo alcuna possibilità che un governo in Lettonia smetta di sostenere l'Ucraina. Questo non è il punto di vista di un piccolo gruppo di politici, questo è il punto di vista della nostra società", ha detto. Posizione che però potrebbe allargare una spaccatura tra la maggioranza lettone del paese e la sua minoranza di lingua russa.