Slovenia, approvata la legge per legalizzare il matrimonio e le adozioni gay
di
Michele Calamaio
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di Michele Calamaio
(afp)
La Corte Costituzionale aveva dato il primo impulso a luglio, l'ispirazione progressista dell'attuale Parlamento ha fatto il resto: l'ex Paese della Jugoslavia diventa il primo a regolamentare il diritto di famiglia nell'Europa dell'est approvando una normativa sulle adozioni e i matrimoni tra persone dello stesso sesso
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Il nuovo governo sloveno del premier Robert Golob trasforma la Slovenia nel primo Paese dell'Europa dell'est a legalizzare matrimoni e adozioni per persone omosessuali: il Parlamento di Lubiana, infatti, ha approvato ieri in seduta ordinaria la prima grande riforma del suo mandato e adottato una serie di emendamenti al codice che regolamenta il diritto alla famiglia. La nuova legge, accolta con 48 voti a favore e 29 contrari, sancisce che per 'matrimonio' si intende un'unione a vita di due persone, anche dello stesso sesso, concedendo a queste anche il diritto di adozione.
La Slovenia aveva già provato a smuovere le acque in materia di diritto di famiglia in passato, nel 2011, ma un referendum di ispirazione popolare nel giugno …
Il nuovo governo sloveno del premier Robert Golob trasforma la Slovenia nel primo Paese dell'Europa dell'est a legalizzare matrimoni e adozioni per persone omosessuali: il Parlamento di Lubiana, infatti, ha approvato ieri in seduta ordinaria la prima grande riforma del suo mandato e adottato una serie di emendamenti al codice che regolamenta il diritto alla famiglia. La nuova legge, accolta con 48 voti a favore e 29 contrari, sancisce che per 'matrimonio' si intende un'unione a vita di due persone, anche dello stesso sesso, concedendo a queste anche il diritto di adozione.
La Slovenia aveva già provato a smuovere le acque in materia di diritto di famiglia in passato, nel 2011, ma un referendum di ispirazione popolare nel giugno dell'anno dopo annullò la validità della legge. Passarono gli anni ma i risultati rimasero gli stessi: nel 2014, infatti, la stessa sorte toccò a un'altra norma in materia di matrimonio fra persone dello stesso sesso, abrogata nel 2015 da un nuovo referendum popolare.
L'approvazione della nuova legge, questa volta, arriva dopo una sentenza di luglio della Corte Costituzionale, la quale aveva premuto sul legislatore affinché intervenisse per evitare discriminazioni contro l'individuo e garantire gli stessi diritti a tutti i cittadini. Nelle motivazioni della Corte Costuzionale si leggeva che la normativa precedentemente in vigore, che prevedeva il matrimonio solo per persone di sesso diverso e l'impossibilità di adozione per partner dello stesso sesso in un'unione formale, era in contrasto con il divieto costituzionale di discriminazione. In particolare, l'organo di garazia costituzionale sloveno aveva specificato che il divieto di unione tra persone omosessuali "non può essere giustificato con il significato tradizionale del matrimonio tra uomo e donna, né come una protezione speciale della famiglia". In quanto alle adozioni, invece, la Corte Costituzionale aveva stabilito che un "divieto assoluto non è un mezzo idoneo per raggiungere il massimo beneficio per un bambino", e che quindi bisognava adoperarsi per costruire un provvedimento adatto ad una valutazione caso per caso.
dal nostro corrispondente Claudio Tito, dal nostro corrispondente Claudio Tito
Il Parlamento dell'ex Paese della Jugoslavia, che ora fa parte dell'Unione europea e della Nato, aveva ricevuto una scadenza di sei mesi per intervenire a livello legale ma ne sono serviti poco meno di tre per porre le modifiche nero su bianco. "Con questi cambiamenti, stiamo riconoscendo i diritti che le coppie omosessuali avrebbero dovuto avere da molto tempo", ha affermato Simon Maljevac, segretario di Stato, nel presentare l'emendamento ai parlamentari. Alla legge ora manca soltanto la firma del presidente Borut Pahor e la sua conseguente pubblicazione.
La Slovenia, pertanto, segue le orme della vicina e cattolica Croazia, ma fa un passo in più: Zagabria, infatti, permette dal 2014 l'unione civile tra individui dello stesso sesso, ma non il matrimonio. Per quel che riguarda le adozioni da parte di coppie omosessuali, invece, l'Alta corte amministrativa croata pretende che vengano consentite, ma il governo continua ad opporsi.
Alle prossime elezioni presidenziali slovene, che si terranno il 22 ottobre, si vedrà se la l'approvazione della legge aiuterà il presidente uscente Borut Pahor a ottenere un secondo mandato, o se invece favorirà il suo rivale, il tradizionalista e conservatore Anze Logar, fortemente sostenuto da un Partito Democratico Sloveno (SDS) che non avrebbe approggiato in alcun modo una riforma sulla legalizzazione dei matrimoni e delle adozioni per persone omosessuali.