La televisione di Stato iraniana ha mostrato le presunte "confessioni" di due francesi arrestati e detenuti nel Paese da cinque mesi. Si tratta di Cecile Kohler, del sindacato francese degli insegnanti, e del suo compagno, Jacques Paris, fermati a maggio e accusati di lavorare per creare disordini nella Repubblica islamica. Nel video, Kohler si definisce "un agente del Dgse", l'intelligence di Parigi. Le clip fanno parte di quello che viene descritto come un imminente documentario che andrà in onda sulla televisione di stato iraniana. La Francia non ha risposto immediatamente alla pubblicazione. Tuttavia, a maggio, il governo francese ha chiesto il rilascio di Kohler e Paris e ha condannato "questi arresti infondati".
L'11 maggio l'Iran aveva annunciato l'arresto di due europei "entrati nel Paese con l'obiettivo di scatenare il caos e destabilizzare la società". Le autorità francesi avevano denunciato l'arresto come "infondato" e chiesto il loro "rilascio immediato". Teheran ha poi accusato i due "sindacalisti francesi" di "minare la sicurezza" del Paese. Una fonte sindacale francese ha detto che al momento dell'arresto erano in tour in Iran per le vacanze di Pasqua. Nello stesso periodo si svolgevano nel Paese proteste degli insegnanti per un salario più alto.
Nella registrazione rilasciata oggi, la donna ha detto che lei e il marito si trovavano in Iran "per preparare le condizioni per la rivoluzione e il rovesciamento del regime islamico iraniano". Dovevano finanziare scioperi e manifestazioni e persino usare le armi "per combattere contro la polizia". Kohler indossa un velo e si descrive come un "agente di intelligence operativo del servizio di sicurezza estero francese".Secondo l'uomo, che parla anche in francese, gli obiettivi dei servizi di sicurezza francesi "erano di fare pressione sul governo" dell'Iran.
La diffusione di quella che viene presentata come una "confessione" di spionaggio da parte dei due francesi sono "una messa in scena indegna, ributtante, inaccettabile e contraria al diritto internazionale": è quanto afferma il ministero degli Esteri francese, aggiungendo che "questa pagliacciata rivela il disprezzo per la dignità umana che caratterizza le autorità iraniane". Il comunicato lancia quindi un appello alla "liberazione immediata" dei due cittadini.
I filmati assomigliano ad altri video che Teheran ha costretto i prigionieri a realizzare. Secondo un rapporto del 2020, nell'ultimo decennio le autorità hanno mandato in onda almeno 355 confessioni forzate. Nel frattempo, l'Iran è in tumulto da settimane dalle proteste per la morte di Mahsa Amini, la 22 enne curda deceduta sotto la custodia della polizia dopo essere stata arrestata dalla polizia morale per non aver indossato nel modo corretto l'hijab.