Vittoria cinese all'Onu sul Xinjiang: respinta la mozione presentata dagli Usa
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Vittoria della Cina al Consiglio dei diritti umani dell'Onu sulla questione Xinjiang. La mozione che era stata presentata dagli Usa per decidere o meno se tenere un dibattito pubblico sul trattamento degli uiguri non è passata: 19 contrari, 17 favorevoli e 11 astenuti. Pechino esulta, le Ong già protestano. Pechino ha ricevuto il sostegno di amici storici come Cuba e Venezuela, ma anche di Pakistan, Indonesia e Qatar, oltre che di molti Paesi africani. L’Ucraina si è astenuta.
"È un disastro. È davvero deludente", ha dichiarato Dolkun Isa, presidente del World Uyghur Cong…
PECHINO - Vittoria della Cina al Consiglio dei diritti umani dell'Onu sulla questione Xinjiang. La mozione che era stata presentata dagli Usa per decidere o meno se tenere un dibattito pubblico sul trattamento degli uiguri non è passata: 19 contrari, 17 favorevoli e 11 astenuti. Pechino esulta, le Ong già protestano. Pechino ha ricevuto il sostegno di amici storici come Cuba e Venezuela, ma anche di Pakistan, Indonesia e Qatar, oltre che di molti Paesi africani. L’Ucraina si è astenuta.
"È un disastro. È davvero deludente", ha dichiarato Dolkun Isa, presidente del World Uyghur Congress. "Non ci arrenderemo mai, ma siamo davvero delusi dall'azione dei Paesi musulmani”. Human Rights Watch e Amnesty International hanno denunciato il risultato del voto. Il segretario generale di Amnesty, Agnes Callamard, ha criticato il "silenzio" dei Paesi di fronte alle "atrocità commesse dal governo cinese", mentre il direttore esecutivo del Servizio internazionale per i diritti umani, Phil Lynch, ha definito "vergognoso" il voto dei Paesi musulmani e africani. "È un duro colpo per la credibilità del Consiglio dell’Onu e una chiara vittoria per la Cina", dice Marc Limon, dell'Universal Rights Group. "Molti Paesi in via di sviluppo la vedranno come un aggiustamento rispetto alla predominanza occidentale nel sistema dei diritti umani delle Nazioni Unite".
Nelle ultime settimane la Cina si era spesa molto in attività di lobbying affinché il testo non passasse. L'iniziativa statunitense era nata dopo la pubblicazione, il 31 agosto, del rapporto dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani sul Xinjiang che faceva riferimento a possibili "crimini contro l'umanità" e a "prove credibili" di torture e violenze sessuali.