Kim lancia i missili in Giappone per provocare gli Usa: Mosca appoggia la "strategia del pazzo" del Maresciallo
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - «Kim Jong-un sembra voler copiare qui in Asia la strategia che Putin sta usando in Ucraina. Quella “teoria del pazzo” che per primo Nixon coniò: minaccio il nemico con un attacco spropositato per ottenere ciò che voglio», spiega a Repubblica Sung-wook Nam, direttore del Centro per la Corea del Nord all’Istituto di ricerca asiatica a Seul ed ex analista dell’intelligence sudcoreana. Quello che vuole il Maresciallo — col sesto lancio di missili in dodici giorni, i 12 caccia alzatisi in volo ieri sulla frontiera e con lo spauracchio di un imminente nuovo test nucleare — è rispondere alle “provocazioni” delle esercitazioni militari di Usa e alleati (Corea del Sud e Giappone), che il Regno eremita vede come una minaccia alla propria esistenza e preludio a un’invasione. L’escalation serve a Kim a testare le sue armi e a inviare il messaggio che lo sviluppo dei missili è un suo &ldqu…
PECHINO - «Kim Jong-un sembra voler copiare qui in Asia la strategia che Putin sta usando in Ucraina. Quella “teoria del pazzo” che per primo Nixon coniò: minaccio il nemico con un attacco spropositato per ottenere ciò che voglio», spiega a Repubblica Sung-wook Nam, direttore del Centro per la Corea del Nord all’Istituto di ricerca asiatica a Seul ed ex analista dell’intelligence sudcoreana. Quello che vuole il Maresciallo — col sesto lancio di missili in dodici giorni, i 12 caccia alzatisi in volo ieri sulla frontiera e con lo spauracchio di un imminente nuovo test nucleare — è rispondere alle “provocazioni” delle esercitazioni militari di Usa e alleati (Corea del Sud e Giappone), che il Regno eremita vede come una minaccia alla propria esistenza e preludio a un’invasione. L’escalation serve a Kim a testare le sue armi e a inviare il messaggio che lo sviluppo dei missili è un suo “diritto sovrano”. Un modo di fare pressione su Washington e Seul, affinché accettino il suo Paese come Stato nucleare, riconoscimento che il dittatore ritiene necessario per ottenere — in parte — la revoca delle sanzioni. Di denuclearizzare, però, il Maresciallo non ha nessuna intenzione: sa che è la sua “assicurazione sulla vita”. La prova è arrivata il mese scorso con la nuova dottrina che consente di colpire preventivamente.