Madrid, studenti sotto accusa per gli insulti sessisti all'università. Ma molte ragazze li difendono: "È una tradizione"
di Alessandro Oppes , di Alessandro OppesLa scena risale a domenica scorsa, 2 ottobre, ma la marea dell’indignazione è andata crescendo man mano che le immagini – riprese con uno smartphone – cominciavano a circolare sui social, da TikTok a Twitter, per poi approdare sulle tv spagnole e assumere i contorni di un vergognoso scandalo. Insulti sessisti nel cuore della città universitaria di Madrid, urlati dai ragazzi di un pensionato studentesco – il Colegio Mayor Elías Ahuja - all’indirizzo delle ragazze della residenza Santa Mónica, che ha sede nell’edificio di fronte. Le reazioni sono scattate subito, a partire da quelle amministrative e giudiziarie. La direzione del collegio ha espulso lo studente che per primo ha urlato dalla finestra della sua stanza (poi seguito in coro da decine di altri giovani) insulti machisti di vario tipo, ma soprattutto la frase incriminata, riportata su tutte le prime pagine dei giornali: “Puttane, uscite dalle vostre tane come…
La scena risale a domenica scorsa, 2 ottobre, ma la marea dell’indignazione è andata crescendo man mano che le immagini – riprese con uno smartphone – cominciavano a circolare sui social, da TikTok a Twitter, per poi approdare sulle tv spagnole e assumere i contorni di un vergognoso scandalo. Insulti sessisti nel cuore della città universitaria di Madrid, urlati dai ragazzi di un pensionato studentesco – il Colegio Mayor Elías Ahuja - all’indirizzo delle ragazze della residenza Santa Mónica, che ha sede nell’edificio di fronte. Le reazioni sono scattate subito, a partire da quelle amministrative e giudiziarie. La direzione del collegio ha espulso lo studente che per primo ha urlato dalla finestra della sua stanza (poi seguito in coro da decine di altri giovani) insulti machisti di vario tipo, ma soprattutto la frase incriminata, riportata su tutte le prime pagine dei giornali: “Puttane, uscite dalle vostre tane come conigli, siete delle puttane ninfomani”. Parole intollerabili, al punto che la procura di Madrid ha subito aperto un’inchiesta per stabilire se esistano gli estremi di un crimine d’odio.
Ma l’indignazione, che ha cominciato presto a correre sui social, è arrivata alla sfera politica, con reazioni dure a cominciare da quella del presidente del governo Pedro Sánchez: “Non possiamo tollerare questi comportamenti che generano odio e attentano contro le donne. È particolarmente doloroso vedere che i protagonisti sono persone giovani. Nessun passo indietro. Le politiche per l’uguaglianza sono necessarie. Basta con il machismo”, ha twittato il premier. Dello stesso tenore anche le parole del leader dell’opposizione, il presidente del Partito popolare Alberto Núñez Feijóo: “Quello che è successo è inaccettabile. Non sono le ragazze a dover uscire dalle tane, ma i ragazzi a dover lasciare le caverne”. All’interno del Pp ha però creato un certo imbarazzo un vecchio testo ripescato da un giornalista del digitale La Marea, scritto dal predecessore di Feijóo alla guida del partito, Pablo Casado, che da giovane studente alloggiò proprio al collegio Ahuja. Casado si riferiva ai ragazzi del pensionato come “una delle specie più promiscue e lascive della penisola iberica, che può rappresentare un autentico pericolo per l’integrità di qualunque femmina del regno animale che si trovi in periodo di maturità sessuale”. Toni goliardici, abbondantemente intrisi di sessismo.
Ma se lo scandalo che coinvolge ora diversi studenti della prestigiosa Universidad Complutense ha provocato indignazione quasi unanime all’esterno del campus, dentro i confini della città universitaria sono in molti a stemperare i toni, a ricondurlo nell’alveo di una tradizione che dura ormai da almeno 40 anni. E le prime a gettare acqua sul fuoco sono parecchie delle ragazze del collegio Santa Mónica che, interpellate dal quotidiano El País, dicono di non sentirsi affatto offese. Anzi, giustificano i compagni dirimpettai: “Poveretti, è una tradizione, una cosa che si fa da sempre. Sono nostri amici, li conosciamo tutti”, dice una di loro. E l’amica spiega che erano state informate in anticipo che “la granja” (la fattoria, come è chiamata questa forma di goliardìa) era prevista proprio per la scorsa domenica notte: “Se ci fossimo sentite offese, pensate davvero che saremmo rimaste alla finestra ad ascoltare gli insulti?”.