Usa, il governo acquista una maxi-fornitura di farmaci contro le radiazioni
di Massimo Basile , di Massimo BasileNew York - Quando il presidente degli Stati Uniti Joe Biden diceva che Vladimir Putin “non scherzava” riguardo il ricorso a armi nucleari, biologiche e chimiche, non scherzava neanche lui. Il dipartimento della Salute americana ha annunciato di aver acquistato 290 milioni di dollari di farmaci per trattare le radiazioni nucleari. Il prodotto si chiama Nplate e viene prodotto da una azienda farmaceutica americana, la californiana Amgen.
L’acquisto, ha spiegato l’amministrazione Biden, fa parte di un “piano a lungo termine per essere preparati al meglio per salvare vite in seguito a emergenze nucleari o radiologiche”. Tra i sintomi di una contaminazione alle radiazioni figurano la distruzione del midollo osseo e gravi emorragie interne. Il farmaco può essere utilizzato sia dagli adulti sia dai bambini e punta a produrre piastrine nel sangue, utili a ridurre le emorragie causate dalle radiazioni.
New York - Quando il presidente degli Stati Uniti Joe Biden diceva che Vladimir Putin “non scherzava” riguardo il ricorso a armi nucleari, biologiche e chimiche, non scherzava neanche lui. Il dipartimento della Salute americana ha annunciato di aver acquistato 290 milioni di dollari di farmaci per trattare le radiazioni nucleari. Il prodotto si chiama Nplate e viene prodotto da una azienda farmaceutica americana, la californiana Amgen.
L’acquisto, ha spiegato l’amministrazione Biden, fa parte di un “piano a lungo termine per essere preparati al meglio per salvare vite in seguito a emergenze nucleari o radiologiche”. Tra i sintomi di una contaminazione alle radiazioni figurano la distruzione del midollo osseo e gravi emorragie interne. Il farmaco può essere utilizzato sia dagli adulti sia dai bambini e punta a produrre piastrine nel sangue, utili a ridurre le emorragie causate dalle radiazioni.
Il Nplate è sul mercato dal 2008 ma la sua approvazione da parte della Food and Drug Administration, l’agenzia federale del farmaco, era legata a disordini del sistema autoimmunitario. A gennaio di quest’anno, un mese prima dell’invasione russa dell’Ucraina, è stato ottenuto il via libera anche per i casi legati alle radiazioni. I 290 milioni vengono dai fondi previsti dal Project BioShield, la legge del 2004 che stabilisce investimenti per incoraggiare le compagnie mediche a “sviluppare contromisure vitali per la sicurezza nazionale”. Il dipartimento di Salute non ha spiegato quando e come le pillole verranno distribuite. Un portavoce dell’amministrazione ha ribadito che si tratta di una misura “a lungo termine” e che “non è stata accelerata dalla situazione in Ucraina”.
Ma la notizia genera un po’ di inquietudine anche perché arriva dopo le minacce di Putin a usare l’arma nucleare per ribaltare le sorti della guerra in Ucraina. Nei centri di evacuazione di Kiev hanno allestito punti per lo smistameto di pillole a base di ioduro di potassio, nel caso di attacco nucleare alla città. Il mese scorso il Segretario alle Nazioni Unite António Guterres aveva chiesto ufficialmente il bando delle armi nucleari per prevenire un “Armageddon umanitario”, lo stesso concetto di apocalisse evocato giovedì sera dal presidente Biden, quando l’acquisto di farmaci anti-radiazioni era già stato deciso.