Iran, la Francia invita i propri cittadini a lasciare il Paese
Kohler: "Sono un'agente francese"
A causa del rischio di arresti e detenzioni arbitrarie, la Francia invita i propri cittadini attualmente in Iran a lasciare il Paese il prima possibile. "Qualsiasi visitatore francese, compresi i cittadini con doppia nazionalità, è esposto ad un alto rischio di arresto, detenzione arbitraria e processo iniquo", spiega il ministero degli Esteri francese in una nota. "Questo rischio vale anche per le persone che effettuano una semplice visita turistica. In caso di arresto o detenzione, non è garantito il rispetto dei diritti fondamentali e dell'incolumità personale", aggiunge.
In Iran si svolgono ormai da settimane grandi manifestazioni di protesta contro il regime. La scintilla è stata l'uccisione da parte della polizia di una ragazza di 22 anni, Mahsa Amini, il 16 settembre a Teheran: era stata arrestata perché non indossava correttamente il velo islamico. Le rivolte e i cortei in difesa delle donne si sono però rapidamente trasformati in una ribellione contro il governo.
Il ministero sottolinea, poi, che l'ambasciata francese a Teheran ha una capacità "molto limitata" di garantire la tutela consolare dei cittadini arrestati o detenuti nel Paese. "Inoltre, non è garantita una presenza consolare alle udienze durante un eventuale processo e gli avvocati richiesti possono essere soggetti a gravi vincoli".
La decisione arriva dopo che la televisione di Stato iraniana ha mostrato le presunte "confessioni" di due francesi arrestati e detenuti nel Paese da cinque mesi. Parigi non ha esitato a definire i due come "ostaggi di Stato". Si tratta di Cecile Kohler, del sindacato francese degli insegnanti, e del suo compagno, Jacques Paris, fermati il 7 maggio e accusati di lavorare per creare disordini nella Repubblica islamica. Nel video, Kohler si definisce "un agente del Dgse", l'intelligence di Parigi.