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"Mahsa malata, Sarina suicida, Nika caduta". La versione dell'Iran sulle vittime delle proteste

(ansa)

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Secondo le autorità a causare la morte di Amini non sono state le botte della polizia, ma un vecchio tumore. E anche gli altri casi sarebbero avvenuti per disgrazia
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Mahsa Amini, 22 anni, non è morta perché è stata picchiata, ma perché era malata. Nika Shakarami, 16 anni, non è stata uccisa dalle forze di sicurezza, è caduta da un palazzo molto alto. Sarina Esmailzadeh, 16 anni, non aveva nulla a che fare con le manifestazioni: si è suicidata. Dopo 20 giorni di proteste, con decine di morti e migliaia di persone in carcere, si apre un nuovo fronte tra il governo iraniano e le famiglie delle vittime: la battaglia per la verità su quello che è accaduto.

Ieri l'agenzia di stampa governativa, Irna, ha diffuso un rapporto dell'Associazione di medicina legale: la morte di Amini, che ha scatenato le proteste di piazza, sarebbe legata a "un intervento chirurgico per un tumore al cervello" che la ragazza "aveva subito all'età di 8 anni", scrivono i medici, e "non a percosse alla testa e agli organi vitali". Masha dunque sarebbe morta per un'…

Mahsa Amini, 22 anni, non è morta perché è stata picchiata, ma perché era malata. Nika Shakarami, 16 anni, non è stata uccisa dalle forze di sicurezza, è caduta da un palazzo molto alto. Sarina Esmailzadeh, 16 anni, non aveva nulla a che fare con le manifestazioni: si è suicidata. Dopo 20 giorni di proteste, con decine di morti e migliaia di persone in carcere, si apre un nuovo fronte tra il governo iraniano e le famiglie delle vittime: la battaglia per la verità su quello che è accaduto.

Ieri l'agenzia di stampa governativa, Irna, ha diffuso un rapporto dell'Associazione di medicina legale: la morte di Amini, che ha scatenato le proteste di piazza, sarebbe legata a "un intervento chirurgico per un tumore al cervello" che la ragazza "aveva subito all'età di 8 anni", scrivono i medici, e "non a percosse alla testa e agli organi vitali". Masha dunque sarebbe morta per un'ipossia, una carenza di ossigeno che le ha provocato danni cerebrali, dovuta a malattie pregresse. Nessun esponente del governo ha commentato il rapporto.

La tesi della medicina legale, un corpo che dipende dallo Stato, è la stessa che le autorità di polizia avevano tentato di accreditare fin dai primi momenti dopo la morte di Amini, ma che era stata smentita dalla famiglia, convinta invece che siano state le botte subite dagli agenti della polizia morale ad ucciderla. Mahsa era stata arrestata perché non indossava correttamente il velo, ed è deceduta dopo due giorni nell'ospedale Kasra di Teheran con evidenti segni di ecchimosi all'orecchio destro. Il papà non ha avuto accesso ai documenti medici né ha potuto vedere la figlia. La famiglia, che ha presentato una denuncia formale e chiesto accesso a tutta la documentazione audio e video dell'arresto, nega che Mahsa abbia mai avuto problemi di salute.

Anche la madre di Nika Shakarami, Nasrin, non crede alla versione ufficiale. Nika era una ragazza di 16 anni, che amava cantare: il 20 settembre è scomparsa dopo una manifestazione a Teheran. In un ultimo messaggio inviato agli amici diceva di essere inseguita dalla polizia. L'ha famiglia la rivista una settimana dopo, cadavere in un obitorio. La zia, con cui viveva e che aveva denunciato la sua scomparsa, è stata arrestata ed è comparsa due giorni fa in tv per dire che la nipote è morta cadendo "da un palazzo", ovvero quello che sostiene la magistratura di Teheran. Una confessione estorta, secondo la madre di Nasrin, che ha denunciato in un video le pressioni e le minacce a cui la sua famiglia è sottoposta: "Mia figlia è stata uccisa, vogliono costringermi a mentire, non lo farò mai".

Di Sarina Esmailzadeh non c'è nemmeno un'autopsia ufficiale. Ci sono i suoi video, rimasti sul canale YouTube da cui raccontava ai suoi coetanei sogni e preoccupazioni di un'adolescente in Iran. Il 30 settembre Amnesty International scrive nel suo rapporto sulle vittime della repressione: "Sarina Esmailzadeh, una ragazza di 16 anni, è morta dopo essere stata duramente picchiata alla testa con manganelli" mentre partecipava a una manifestazione. Per la procura di Alborz, Sarina invece si è "suicidata" lanciandosi dalla finestra di un edificio non lontano dalla casa della nonna.

Anche la madre di Sarina è apparsa in video, ieri, il viso scavato, gli occhi spenti. Parlando con una "intervistatrice" di cui non è stato mostrato il volto, ha raccontato la depressione della figlia, i suoi precedenti "tentativi di suicidio". Per le Ong e gli avvocati che in Iran combattono per l'indipendenza della magistratura, si tratta di confessioni forzate, costruite per vincere la battaglia della verità.