Biden, la paura di un Armageddon nucleare e il problema della "via d'uscita" per Putin
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli , dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNew York - Oltre allo spettro dell'apocalisse nucleare, la parte più preoccupante dei commenti fatti giovedì sera dal presidente Biden è che non vede un "off-ramp", cioè una via d'uscita capace di togliere Putin dall'angolo in cui si è cacciato ed evitare lo scontro frontale.
Perché gli Usa hanno tenuto aperta la porta del negoziato prima ancora che l'invasione dell'Ucraina cominciasse, e continuano a tenerla aperta, visto che il capo della Casa Bianca non esclude l'ipotesi di vedere il leader del Cremlino durante il G20 di Bali a metà novembre. Il problema è che Mosca lo rifiuta, a meno di considerare la pretesa della capitolazione di Kiev nel pieno della ritirata russa come una trattativa diplomatica.
Biden giovedì sera è venuto a New York per un "fundraising" a casa di James Murdoch, figlio dissidente dell'editore del Wall Street Journal Rupert. Queste sono …
New York - Oltre allo spettro dell'apocalisse nucleare, la parte più preoccupante dei commenti fatti giovedì sera dal presidente Biden è che non vede un "off-ramp", cioè una via d'uscita capace di togliere Putin dall'angolo in cui si è cacciato ed evitare lo scontro frontale.
Perché gli Usa hanno tenuto aperta la porta del negoziato prima ancora che l'invasione dell'Ucraina cominciasse, e continuano a tenerla aperta, visto che il capo della Casa Bianca non esclude l'ipotesi di vedere il leader del Cremlino durante il G20 di Bali a metà novembre. Il problema è che Mosca lo rifiuta, a meno di considerare la pretesa della capitolazione di Kiev nel pieno della ritirata russa come una trattativa diplomatica.
Biden giovedì sera è venuto a New York per un "fundraising" a casa di James Murdoch, figlio dissidente dell'editore del Wall Street Journal Rupert. Queste sono le situazioni in cui si lascia andare alle considerazioni più schiette, perché parla ai sostenitori. "Per la prima volta dalla crisi dei missili cubani - ha detto - abbiamo la minaccia di un'arma nucleare, se le cose continuano lungo la strada su cui stanno andando". Quindi ha aggiunto: "Stiamo cercando di capire: qual è l'off-ramp di Putin? Dove trova una via d'uscita? Come può non perdere la faccia, ma anche una parte significativa del suo potere?".
Biden ha sottolineato l'unità della Nato, ma ha ammonito: "Non abbiamo dovuto affrontare la prospettiva dell'Armageddon dai tempi di Kennedy e della crisi dei missili cubani. Dipende da un tipo che conosco abbastanza bene. Non sta scherzando, quando parla del potenziale uso di armi nucleari tattiche, biologiche o chimiche, perché il suo esercito sta offrendo una prestazione significativamente più bassa delle attese".
Il problema è che se usasse le atomiche, renderebbe la situazione irrisolvibile: "Non credo che esista la capacità di impiegare facilmente un'arma nucleare tattica e non finire con l'Armageddon".
La portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre ha chiarito: "Non abbiamo indicazioni che la Russia si stia preparando ad usare l'arma nucleare, o sulla necessità di cambiare la nostra postura, ma la retorica di Putin è da irresponsabili e rischia di creare un'escalation. Gli Usa non si faranno intimidire". A proposito dell'off-ramp, ha ribadito che Mosca è l'unico colpevole della guerra e "Putin ha la capacità di fermarla oggi".
Su Bali non ha fatto annunci, notando però che "la crisi dei missili a Cuba ci ha insegnato il valore di ridurre il rischio nucleare, non brandirlo". Lo stesso segretario di Stato Blinken ha ripetuto che gli Usa sono "pronti a risolvere la guerra attraverso la diplomazia, quando la Russia dimostrerà di essere seriamente intenzionata ad impegnarsi in tal senso. Ma oggi ogni segnale punta nella direzione opposta".
Il presidente ucraino Zelensky ha avvertito che Putin prepara i suoi cittadini all'attacco atomico. Il turco Erdogan ha chiamato ieri il capo del Cremlino per offrire di mediare, dicendo che viste le tensioni "dovremmo sentirci ogni 3 o 4 giorni". Già pubblicando le informazioni d'intelligence sulle truppe russe ammassate al confine prima dell'invasione, gli Usa avevano cercato di scoraggiare l'attacco e favorire una soluzione negoziata. Ora però Mosca rifiuta anche le pacate e riservate proposte di dialogo tentate dal Vaticano.
Non c'è dubbio che Washington stia mandando segnali, tra le parole di Biden sull'off-ramp, quelle di Blinken sulla soluzione diplomatica, la non chiusura all'ipotesi di un incontro al G20. Gli imprenditori Usa vorrebbero la tregua. La pubblicazione dei rapporti di intelligence secondo cui gli ucraini hanno ucciso Daria Dugina è un richiamo anche per Zelensky alla responsabilità.
Per dialogare però bisogna essere in due, senza precondizioni come la capitolazione dell'interlocutore, e sedersi al tavolo perché Putin in rotta che minaccia di usare l'atomica demolirebbe il sistema della deterrenza che dalla Seconda guerra mondiale ha evitato l'Armageddon.