"Kaliningrad? L'abbiamo annessa". Lo scherzo del finto referendum ceco diventa virale. E fa infuriare i russi
dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni , dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO - Koenigsberg fu il nido da cui Immanuel Kant non si staccò mai e la città dove crebbe Hannah Arendt, e per otto secoli fu tedesca. Ma i cavalieri teutonici in fuga dalla Polonia che nel tredicesimo secolo avevano fondato la "collina del re" affacciata sul Mar Baltico, l'avevano dedicata in realtà al re boemo Ottocaro II. Koenigsberg poi divenne la sovietica Kaliningrad, quando il Reich nazista fu smembrato dopo la Seconda guerra mondiale. Ma i discendenti e concittadini di Ottocaro non hanno mai dimenticato l'origine boema della città. E dopo i referendum farsa di Putin per annettere quattro province ucraine, i cechi hanno dunque deciso che vale tutto. Anche indire un referendum finto nella russa Kaliningrad e annetterla. Uno scherzo divenuto virale sul web che ha fatto ridere tutti. Tranne i russi.
La boutade nasce lunedì scorso, quando il parlamentare polacco Tomáš Zdechovský condivide su Twitter una…
BERLINO - Koenigsberg fu il nido da cui Immanuel Kant non si staccò mai e la città dove crebbe Hannah Arendt, e per otto secoli fu tedesca. Ma i cavalieri teutonici in fuga dalla Polonia che nel tredicesimo secolo avevano fondato la "collina del re" affacciata sul Mar Baltico, l'avevano dedicata in realtà al re boemo Ottocaro II. Koenigsberg poi divenne la sovietica Kaliningrad, quando il Reich nazista fu smembrato dopo la Seconda guerra mondiale. Ma i discendenti e concittadini di Ottocaro non hanno mai dimenticato l'origine boema della città. E dopo i referendum farsa di Putin per annettere quattro province ucraine, i cechi hanno dunque deciso che vale tutto. Anche indire un referendum finto nella russa Kaliningrad e annetterla. Uno scherzo divenuto virale sul web che ha fatto ridere tutti. Tranne i russi.
La boutade nasce lunedì scorso, quando il parlamentare polacco Tomáš Zdechovský condivide su Twitter una finta cartina di una Kaliningrad divisa in due zone, una polacca e una ceca, per celebrare il nuovo, presunto sbocco di Praga sul Baltico: "È tempo di spaccare Kaliningrad e garantire ai fratelli cechi finalmente un accesso al mare", proclama.
Il giorno dopo nasce un account, @KralovecCzechia che raccoglie la sfida e annuncia solennemente che "dopo un referendum di successo, il 97,7% dei cittadini di Kaliningrad ha deciso di fondersi con la Repubblica ceca e ribattezzare la città Královec". Negli stessi minuti una manina anonima corregge la pagina Wikipedia di Kaliningrad ribattezzandola un'enclave della Repubblica ceca. E il sito petice.cz chiede l'annessione del porto russo alla Repubblica ceca e raccoglie dodicimila firme in pochissime ore. L'iniziativa, spiegano i promotori, è ispirata a Putin: "La Russia ci ha dimostrato in Crimea e ora nel resto dell'Ucraina che è abbastanza normale entrare in un territorio straniero, annunciare un referendum e annetterlo. E noi abbiamo la straordinaria opportunità di espandere il territorio ceco e garantirci finalmente l'accesso al mare".
Nei giorni successivi nasce un cliccatissimo finto sito turistico, "Visit Kralovec", che la premier slovacca Zuzana Caputova promette "di visitare. O forse no". E il ministero dell'Interno ceco fa sapere che "ci stiamo scervellando per capire dove reclutare un esperto di frontiere marittime". Anche i colleghi della Difesa si accodano allo scherzo, annunciando che si stanno procurando un paio di F-35 dagli Stati Uniti. A quel punto si sente chiamata in causa persino l'Ambasciata americana a Praga. Che chiede su Twitter al governo ceco: "Vi serve per caso una portaerei?".
Quando un certo Nicdobrego annuncia, sempre su Twitter, la costruzione di una pipeline per la birra, il Beer Stream 1, che collegherà i birrifici di Kaliningrad a Praga, sui social impazza ormai la gara a più la spara più grossa. Nasce la missione "Pilsner 1", come la più famosa birra di Praga, "per battere Elon Musk nella corsa su Marte". E i meteorologi delle televisioni ceche, serissimi, cominciano a integrare Kaliningrad nelle loro previsioni del tempo.
Ai russi, ça va sans dire, l'idea è piaciuta pochissimo. Il sito The EurAsia Daily ha tuonato contro il "revanchismo" dei cechi e punta il dito contro i "provocatori" che continuano a riempire i social media di idiozie esilaranti. Ma il parlamentare che ha scatenato la boutade, Zdechovský, si è limitato a commentare che "i russi non hanno senso dell'umorismo". Per tutti gli altri popoli il motto resta "make Kaliningrad great again", e senza limiti alla fantasia.