Usa, a che punto è la battaglia per l'aborto? Le leggi e i processi, Stato per Stato, dopo la sentenza della Corte Suprema
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - Un giudice dell’Ohio ha bloccato venerdì a tempo indeterminato la legge che vieta l’aborto a partire dalla sesta settimana. Nelle stesse ore in Arizona un altro giudice ha stoppato una legge anti-abortista del 1864 reintrodotta il mese scorso. Negli Stati Uniti non passa settimana in cui un tribunale, di qualsiasi livello, non intervenga a favore o contro il diritto all’interruzione di gravidanza. Dal 24 giugno, giorno in cui la Corte Suprema ha revocato il diritto sancito dalla sentenza Roe v. Wade del 1973, è cominciata un’altra battaglia legale e legislativa che attraversa tutto il Paese.
Gli Stati oscurantisti
Al momento sono 17 gli Stati che hanno introdotto un divieto integrale o restrizioni all’aborto: Alabama, Arizona, Arkansas, Florida, Georgia, Idaho, Kentucky, Louisiana, Mississippi, Missouri, North Carolina, Oklahoma, South Dakota, Tennessee, Texas, Utah e West Virginia. Nell’Oklahoma il divieto era entrato in …
NEW YORK - Un giudice dell’Ohio ha bloccato venerdì a tempo indeterminato la legge che vieta l’aborto a partire dalla sesta settimana. Nelle stesse ore in Arizona un altro giudice ha stoppato una legge anti-abortista del 1864 reintrodotta il mese scorso. Negli Stati Uniti non passa settimana in cui un tribunale, di qualsiasi livello, non intervenga a favore o contro il diritto all’interruzione di gravidanza. Dal 24 giugno, giorno in cui la Corte Suprema ha revocato il diritto sancito dalla sentenza Roe v. Wade del 1973, è cominciata un’altra battaglia legale e legislativa che attraversa tutto il Paese.
Gli Stati oscurantisti
Al momento sono 17 gli Stati che hanno introdotto un divieto integrale o restrizioni all’aborto: Alabama, Arizona, Arkansas, Florida, Georgia, Idaho, Kentucky, Louisiana, Mississippi, Missouri, North Carolina, Oklahoma, South Dakota, Tennessee, Texas, Utah e West Virginia. Nell’Oklahoma il divieto era entrato in vigore a maggio, ben prima della decisione della Corte Suprema. Lo Utah l’ha attuato subito dopo la sentenza, ma la legge è attualmente bloccata dopo una decisione di un giudice. Il Texas vieta ogni tipo di aborto, anche nei casi di incesto e stupro. In più prevede "premi" per chi fa la spia e segnala medici abortisti. In Florida è in vigore una legge che vieta il ricorso all’interruzione di gravidanza dopo la quindicesima settimana. In Georgia, Idaho e Kentucky i giudici hanno tolto la sospensione a una legge che rende illegale l’aborto dopo la sesta settimana.
Dove la legge sta per cambiare
A questi si aggiunge un’altra lista di Stati pronti a introdurre nuove restrizioni. Secondo l’istituto newyorkese di ricerca sulle politiche di riproduzione Guttmacher Institute, l’aborto è in procinto di essere vietato in Iowa, Michigan, Wisconsin, Montana, South Carolina e Nebraska. Nel Wisconsin le cliniche non garantiscono più gli interventi, mentre in South Carolina è all’esame della Corte suprema statale un divieto che scatta dalla sesta settimana. La geografia dei diritti per le donne è drammaticamente cambiata negli ultimi quattro mesi al punto che visivamente, guardando la mappa degli Stati Uniti, se colorassimo di blu le zone dove il diritto all’interruzione di gravidanza è garantito, vedremmo che la parte colorata si limiterebbe ai due lati estremi dell’America: tutta la costa Ovest, storicamente liberal, e solo la parte superiore di quella Est, tradizionalmente progressista, e che riguarda New York, Massachusetts e Maine.
Quelli che resistono
Attualmente sono in tutto sedici gli Stati che prevedono una protezione a questo diritto. Connecticut, lo Stato di Washington e New York hanno rinforzato il diritto, in risposta alla svolta integralista del Texas, mentre Colorado, Massachusetts, Montana e Maine hanno dovuto fissare per legge le cosiddette “bubble zone”, sorta di "bolle protette" attorno ai centri medici abortisti, per vietare che i manifestanti pro-life assedino le strutture con sit-in di protesta. Secondo Axios, che cita i dati di Planned Parenthood, la più grande rete americana di consultori e cliniche, nel solo 2022 sono stati presentati più di 130 testi di legge per garantire l’accesso alle cure legate alla riproduzione.
L'ex giocatore di football nella bufera
Il tema resta centrale nella vita politica del Paese, in vista delle elezioni di midterm per il rinnovo del Congresso, in programma a novembre. Considerato che, in base ai sondaggi, il 60 pe rcento degli americani è contrario alle restrizioni, molti candidati repubblicani cercano di non sbilanciarsi e perdere consenso, aggirando le domande sul diritto all’aborto. Oppure, come nel caso della Georgia, c’è chi è finito nella bufera: Herschel Walker, ex giocatore di football e candidato appoggiato da Donald Trump, si è presentato come strenuo anti-abortista, ma è stato accusato da una ex di averla spinta ad abortire due volte. La donna aveva interrotto una gravidanza, ma ha tenuto il figlio nella seconda. Walker ha prima negato di conoscere la ex, poi ha parlato di “plateali bugie”. Ma la donna ha promesso di portare nuove prove.