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Colpito il ponte Kerch. Crimea e Russia separate da una bomba

Un tir esplode e danneggia l'unico collegamento terrestre con la penisola annessa del 2014. Kiev esulta: "Buon compleanno Putin"
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KRYVVY RIH - Brucia il ponte di Putin. Una terrificante esplosione illumina le acque del Mar D'Azov poco prima dell'alba di sabato. Centinaia di chili di tritolo nascosti nel retro di un camion che doveva trasportare pellet deflagrano all'improvviso. Una delle corsie del viadotto più lungo d'Europa, 19 chilometri che uniscono la Crimea alla regione russa di Krasnodar, collassa e finisce in mare. Le fiamme salgono nel cielo e avvolgono sette vagoni pieni di combustibile del treno merci che sta passando proprio in quel momento, sulla ferrovia che corre qualche metro più in alto.

Le immagini, riprese dalle telecamere di sorveglianza, fanno il giro del web in un attimo. E per gli ucrain…

KRYVVY RIH - Brucia il ponte di Putin. Una terrificante esplosione illumina le acque del Mar D'Azov poco prima dell'alba di sabato. Centinaia di chili di tritolo nascosti nel retro di un camion che doveva trasportare pellet deflagrano all'improvviso. Una delle corsie del viadotto più lungo d'Europa, 19 chilometri che uniscono la Crimea alla regione russa di Krasnodar, collassa e finisce in mare. Le fiamme salgono nel cielo e avvolgono sette vagoni pieni di combustibile del treno merci che sta passando proprio in quel momento, sulla ferrovia che corre qualche metro più in alto.

Le immagini, riprese dalle telecamere di sorveglianza, fanno il giro del web in un attimo. E per gli ucraini, che considerano il ponte Kerch costruito dopo l'annessione della Crimea il simbolo di un furto, sono il miglior risveglio. "Buon compleanno Putin", scrivono sui social. Un attentato organizzato al centimetro. Il ponte interrotto, tre i morti: l'autista del camion e i passeggeri dell'automobile che gli viaggiava accanto, i cui corpi (un uomo e una donna) sono stati recuperati in acqua. Chi è il responsabile? Per tutta la giornata si rincorrono voci e accuse reciproche tra Mosca e Kiev. Stiamo ai fatti, pochi, che si riescono ad accertare. Il camion è di proprietà di Boris Yusubov, un 33 enne che vive nell'area di Krasnodar. Ma Yusubov si trova all'estero, non è lui alla guida del veicolo. Secondo i siti di informazione libera in lingua russa, è lo zio 51 enne, Mahir Yusubov, che utilizza quel mezzo per consegnare sacchi di pellet ordinati online.

Il ponte Kerch è uno dei più sorvegliati al mondo. Gli accessi sono monitorati da check point che dispongono di scanner a raggi x. Il veicolo indicato dalle autorità di Mosca come il vettore del tritolo è stato controllato a vista dagli agenti ma non è stato fatto passare attraverso lo scanner. Il motivo di questa premura starà alla commissione di inchiesta del Cremlino stabilirlo. C'è una seconda ipotesi, che al momento in pochi prendono sul serio, ossia che a causare l'espolsione sia stata in realtà un'imbarcazione, la cui prua pare spuntare in uno dei video delle telecamere di sorveglianza. Come sempre quando le cose accadono nei territori occupati, la nebbia avvolge i fatti e ottunde le responsabilità.

Ci vorrà tempo per capire. Solo in tarda serata la circolazione dei treni è ripresa, molto lentamente. Anche le macchine passano: dieci alla volta, dopo le ispezioni, sull'unica lingua di asfalto rimasta in piedi nel tratto dell'attentato. Inaugurato da Putin in persona nel 2018 e costato 3 miliardi di euro, non è solo un simbolo: è l'arteria strategica su cui transitano rifornimenti, carburante, mezzi militari e rinforzi per il fronte di Kherson e Zaporizhzhia. Colpirlo, anche solo per rallentare il traffico, ha ricadute immediate sul campo di battaglia. "Sono stati gli ucraini", sostiene il governo russo. A giudicare dalle reazioni entusiaste di personalità vicine a Zelensky c'è da ritenere che l'affermazione non sia peregrina. Per esempio, Ruslan Stefanchuk, il portavoce del Parlamento di Kiev: "La Crimea è Ucraina, tutte le strade artificiali e i ponti che rappresentano un cordone ombelicale (con la Russia, ndr) non resisteranno". O Myhailo Podolyak, consigliere dell'Ufficio della presidenza: "La Crimea, il ponte, l'inizio. Tutto ciò che è illegale deve essere distrutto, tutto ciò che è stato rubato deve tornare all'ucraina".


E tuttavia, Zelensky non rivendica la paternità dell'atto. Lancia un messaggio criptico: "Sfortunatamente, c'erano le nuvole in Crimea, anche se era caldo. Non importa quante nuvole ci fossero, gli ucraini sanno cosa fare". Non conferma che il sabotaggio sia opera dei servizi segreti dello Sbu, come sostengono alcune "fonti anonime del governo" citate dalla stampa ucraina. Anzi, a metà giornata fa diffondere al suo consigliere Podoylak quella che sinora è e resta la versione ufficiale di Kiev. "Occorre notare che, secondo tutti gli indizi, il camion esploso è arrivato sul ponte dal lato russo", si legge in una nota del consigliere del presidente. "È la manifestazione di un conflitto, dove da una parte ci sono l'Fsb e i mercenari del Gruppo Wagner, dall'altra il ministero della Difesa russo".
Come reagirà Putin? La Crimea è la sua linea invalicabile, secondo gli strateghi militari la minaccia diretta alla penisola potrebbe essere il fattore che lo spingerà a usare l'arma nucleare tattica.

Nei canali dei filorussi su Telegram qualcuno vorrebbe che desse l'immediato ordine di colpire Kiev con un missile atomico, altri invece non escludono più la possibilità di una ritirata "altrimenti rischiamo che arrivino sul Volga e lo Yenisei". In Crimea si sono formate file di macchine che cercano di allontanarsi dalla penisola via terra, passando da Kherson e Zaporizhzhia. "Gli occupanti hanno perso fiducia", dice a Repubblica Ayder Muzhdabaev, vice direttore della tv tatara Atr. "Porteranno via le famiglie, cercando di vendere illegalmente le case. Il mito di Putin l'invicibile è passato. È finito anche il tempo in cui avevamo paura di farlo arrabbiare".