Paura e shock tra le gente di Kiev colpita dai missili di Mosca. Ma c'è anche chi rimprovera: "Perché abbiamo fatto saltare il ponte della Crimea?"
di Paolo Brera , di Paolo Brera“Tutte quelle sirene, le ambulanze dappertutto”, si sfoga Marina con il cuore in gola per il bombardamento di Kiev: "Ma erano quelle dei soccorsi: prima delle esplosioni, invece, non abbiamo sentito le sirene d'allarme. I missili sono arrivati all'improvviso". E’ un’insegnante di lingue, Marina: vive nella grande capitale ucraina che sperava di essersi lasciata la guerra alle spalle e invece si è svegliata al fronte.
I morti, il sangue sulle strade, la corrente elettrica che sparisce, la connessione in grande difficoltà: “Ora sembra essere tutto finito, ma cosa succederà stanotte? La notte è sempre stata il momento peggiore. La mia vicina di casa, una donna anziana che vive sola e a cui diamo una mano, da un po’ era ricoverata in ospedale per problemi di cuore, in una zona periferica lungo la strada che porta a Bucha. Ora mi hanno avvisata che torna a casa: l’ospedale numero 5 in cui era ric…
“Tutte quelle sirene, le ambulanze dappertutto”, si sfoga Marina con il cuore in gola per il bombardamento di Kiev: "Ma erano quelle dei soccorsi: prima delle esplosioni, invece, non abbiamo sentito le sirene d'allarme. I missili sono arrivati all'improvviso". E’ un’insegnante di lingue, Marina: vive nella grande capitale ucraina che sperava di essersi lasciata la guerra alle spalle e invece si è svegliata al fronte.
I morti, il sangue sulle strade, la corrente elettrica che sparisce, la connessione in grande difficoltà: “Ora sembra essere tutto finito, ma cosa succederà stanotte? La notte è sempre stata il momento peggiore. La mia vicina di casa, una donna anziana che vive sola e a cui diamo una mano, da un po’ era ricoverata in ospedale per problemi di cuore, in una zona periferica lungo la strada che porta a Bucha. Ora mi hanno avvisata che torna a casa: l’ospedale numero 5 in cui era ricoverata è stato colpito e lo stanno evacuando”.
Le immagini che inondano i social sono impressionanti: roghi di auto, passanti insanguinati, voragini sull’asfalto dei grandi viali alberati, edifici completamente sventrati. Si sparge la voce che i missili abbiano colpito anche il centro commerciale Gulliver, in pieno centro, uno dei luoghi di ritrovo più vissuti. “Stavo andando al lavoro in zona Bankova, di solito esco dalla metropolitana vicino al Gulliver... Meno male che quando è arrivato il missile ero ancora in metropolitana”, racconta un impiegato in un ufficio pubblico, alla centesima telefonata in questa giornata da incubo. In realtà pare sia indenne, il grattacielo colpito sarebbe un altro ma è difficile trovare conferme, in una città sconvolta.
Il ponte di Klitscko
La gente di Kiev si cerca, la paura è stata enorme, lo shock corre di telefonata in telefonata, “Stai bene?”, “Siete tutti vivi?”. E’ la capitale vivace e civile che è stata sfregiata di nuovo. I missili russi hanno colpito anche il meraviglioso, modernissimo ponte ciclopedonale sospeso che attraversa il parco in Volodymyrs’kyi Descent. E’ il “ponte di Klitschko”, come lo chiama la gente di Kiev riferendosi al sindaco: una struttura sospesa con il pavimento in vetro, con una vista strepitosa sul grande fiume Dnepr e sulle sue spiagge cittadine.
Taras Shevchenko, il viale principale di Kiev che taglia in due la città sulla riva sinistra partendo dal cuore della capitale, è sventrato dai missili. Nelle auto i corpi carbonizzati di chi è stato sorpreso nella sua vita quotidiana di una metropoli che aveva ripreso a respirare, dopo l’invasione russa respinta nei primi giorni della guerra. Ma i russi hanno colpito anche la centrale termoelettrica numero 6, e il risultato è un grande incendio che pian piano spegne le luci e fa andar va via la corrente in mezza città. La centrale colpita si trova alla periferia nord-orientale di Kiev, nel distretto di Desnyansky: costruita nel 1912 è la più potente centrale termoelettrica combinata in Ucraina. Fornisce riscaldamento centralizzato alle industrie, agli edifici residenziali e amministrativi nei distretti della capitale Darnitsky, Dniprovsky, Podolsky, Desnyansky e Obolonsky.
Il cuore della città ferito
Il cuore della città è ferito, ma Kiev gronda sangue anche nelle periferie. Esplosioni nei distretti Desnyan, Holosiivsky, Sviatoshyn. Le sirene corrono in soccorso in tutta la città. La gente è scioccata, arrabbiata. Ma tiene duro: “Non ci spaventano, resisteremo e i riprenderemo tutta l’Ucraina”, dicono molte delle persone che abbiamo sentito a Kiev.
Ma c’è anche chi teme il peggio, chi non condivide la linea dura della controffensiva: “Squilla il telefono ogni cinque minuti – dice M.K. – perché siamo tutti qui a chiederci come va e a scaricare la tensione, ma a parte i patrioti che non hanno mai dubbi, un terzo della gente normale con cui ho parlato dice che ci stanno facendo pagare l’attacco al ponte in Crimea e si domandano perché cavolo lo hanno fatto… E’ solo un’azione dimostrativa e hanno svegliato l’orso, provocheranno la morte dei civili senza alcun guadagno strategico”.