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La volontà di distruggere simboli della cultura ucraina, l'uso di droni iraniani e il ruolo di Lukashenko. Ecco come leggere l'attacco russo di oggi

Sono state utilizzate armi senza pilota fornite da Teheran e inviate dal territorio bielorusso. La rappreseglia di oggi rappresenta una escalation nel conflitto
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L’operazione punitiva della Russia contro la capitale Kiev e altre importanti città ucraine per ora si è fermata al lancio di 83 tra missili e droni e la Difesa ucraina dice di averne abbattuti 43. Alcuni punti sono chiari fin da subito. 

Il primo è che Mosca nella sua rappresaglia ha preso di mira anche bersagli che non hanno alcun valore strategico-militare ma sono importanti perché hanno un significato culturale. Il Ponte di vetro, che affaccia sul fiume Dnipro che spesso è affollato da centinaia di ucraini lo scelgono per una passeggiata fra gli alberi –  è stato mancato di un soffio soltanto perché i missili russi hanno un margine di errore di qualche decina di metri. L’università dedicata a Taras Shevchenko, il massimo poeta ucraino, in una zona centralissima della capitale. Il monumento al politico e intellettuale Mykhailo Hrushevsky. E questo sono soltanto alcuni dei luoghi dove sono arr…

L’operazione punitiva della Russia contro la capitale Kiev e altre importanti città ucraine per ora si è fermata al lancio di 83 tra missili e droni e la Difesa ucraina dice di averne abbattuti 43. Alcuni punti sono chiari fin da subito. 

Il primo è che Mosca nella sua rappresaglia ha preso di mira anche bersagli che non hanno alcun valore strategico-militare ma sono importanti perché hanno un significato culturale. Il Ponte di vetro, che affaccia sul fiume Dnipro che spesso è affollato da centinaia di ucraini lo scelgono per una passeggiata fra gli alberi –  è stato mancato di un soffio soltanto perché i missili russi hanno un margine di errore di qualche decina di metri. L’università dedicata a Taras Shevchenko, il massimo poeta ucraino, in una zona centralissima della capitale. Il monumento al politico e intellettuale Mykhailo Hrushevsky. E questo sono soltanto alcuni dei luoghi dove sono arrivati i missili, in linea con il piano di vendetta russo che considera il ponte di Kerch colpito sabato da una bomba anche un simbolo culturale dell’egemonia della Russia.

 

La cancellazione della cultura

 

Più in generale, i bersagli colpiti dai missili di Mosca ricordano che tra gli obiettivi dell’invasione cominciata a febbraio c’è anche la cancellazione della cultura ucraina e il riassorbimento degli ucraini e dell’Ucraina nella Russia, come se non esistesse una loro identità autonoma. 

Il secondo punto è che i sistemi di difesa aerea dell’Ucraina sono ancora insufficienti e il materiale militare mandato dagli alleati non basta, le città sono sempre molto vulnerabili agli attacchi russi. In questi mesi soprattutto l’Amministrazione Biden ha consegnato all’Ucraina alcuni sistemi d’arma capaci di intercettare gli attacchi russi, ma non c’è la certezza al cento per cento e quando Mosca decide di lanciare così tanti ordigni tutti assieme le chance di bloccare l’attacco diminuiscono. 

 

I droni suicidi iraniani

 

Il terzo punto importante è che nell’attacco, come ha detto il presidente Zelensky, sono stati usati anche droni suicidi iraniani. Si tratta di aerei senza pilota dal costo relativamente basso capaci di portare una testata esplosiva e di volare per centinaia di chilometri. In Yemen l’esercito degli Houthi, appoggiato dall’Iran, ne ha fatto largo uso contro gli aeroporti e le raffinerie di greggio dell’Arabia Saudita. Quando volano basso sono difficili da intercettare. Il primo carico di droni iraniani è arrivato ai russi a fine agosto e sebbene poco precisi possono essere una svolta a vantaggio dei russi, che stanno finendo le scorte di missili – molto più distruttivi ma anche molto più costosi. Si sta avverando uno scenario di guerra che è molto discusso da anni nei circoli militari, quello di attacchi con sciami di droni che con il loro numero sono capaci di saturare le difese avversarie, di bucarle in parte e di arrivare dove i missili non possono arrivare grazie alla loro maggiore manovrabilità. I droni che oggi hanno colpito Kiev arrivavano dalla Bielorussia, che è un buon punto di lancio perchè è vicina. Droni iraniani dalla Bielorussia: il sistema di relazioni e di vassallaggio internazionale coltivato in questi anni da Putin continua a dare i suoi frutti. 

Il quarto punto da considerare è che questo nuovo livello di brutalità da parte di Mosca – prendere di mira zone residenziali affollate da civili nel centro della capitale, dove non era ancora successo – è per ora la decisione che più assomiglia all’uso di una bomba atomica tattica. In pratica è come se il presidente russo avesse raggiunto un punto intermedio tra i bombardamenti di questi mesi, molto duri ma non così duri, e l’opzione nucleare. Non possiamo ancora sapere se è un avvertimento oppure una sostituzione di quell’ipotesi così estrema. 

 

Il ruolo di Minsk

 

Quinto punto. Dalla Bielorussia il presidente Aleksandr Lukashenko annuncia la creazione di una task force militare assieme ai russi e il ritorno dei soldati russi sul territorio della Bielorussia, che a febbraio era stato usato come piattaforma di lancio per l’invasione in Ucraina attraverso il confine a nord di Kiev. Ma il presidente bielorusso è ambiguo sull’uso della task force – quindi non dice se i soldati saranno mandati in Ucraina e spiega che anche i russi saranno pochi. Fa parte anche questo del tentativo di Putin di aumentare la pressione sull’Ucraina. 

La rappresaglia di oggi con tutta la devastazione e la morte di civili che ha portato è certamente un’escalation da parte della Russia, ma non comporterà una svolta obbligata da parte anche dell’Ucraina, che sta già facendo il possibile per recuperare il controllo dei suoi territori. La guerra sul terreno continua come prima. Dal punto di vista strategico la situazione non cambia.