La guerra nel parco giochi
di Paolo Di Paolo, di Paolo Di Paolo
La guerra, che sembrava diventata invisibile, immateriale - un pensiero astratto -, ridiventa visibile. Il mondo, anche da lontano, torna a sentirne il frastuono, il fragore di macerie, a cogliere lamenti umani e torri di fumo. Uno stato di guerra ha le sue stagioni più intense e macabre, i suoi sonni che somigliano a un letargo sinistro, i suoi improvvisi e bestiali risvegli.
Così a Kiev, dentro la città, la guerra si rimanifesta con la sua furia omicida, facendo morti e feriti. E lasciando crateri: come questo, una voragine in un parco cittadino colorato dall’autunno, un abisso scavato dall’artiglieria terrestre accanto a un parco giochi per bambini.