Caso Maddie, il sospettato Christian Brueckner a processo in Germania per altri cinque reati sessuali
dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni , dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO - È arrivato un pesantissimo rinvio a giudizio per Christian Brueckner, il pedofilo sospettato da anni di essere il colpevole di uno dei più drammatici casi di cronaca degli ultimi decenni: il rapimento di Maddie McCann, la bimba inglese di quattro anni svanita nel nulla nel 2007, mentre era in vacanza con i genitori in Portogallo.
La Procura di Braunschweig, in Bassa Sassonia, ha ammesso di non avere ancora elementi sufficienti per incriminare il 45enne per il caso Maddie. Ma ha raccolto le prove necessarie per accusarlo di altri cinque orribili reati avvenuti tra il 2000 e il 2017.
Brueckner è già in carcere dal 2019 per lo stupro di una donn…
BERLINO - È arrivato un pesantissimo rinvio a giudizio per Christian Brueckner, il pedofilo sospettato da anni di essere il colpevole di uno dei più drammatici casi di cronaca degli ultimi decenni: il rapimento di Maddie McCann, la bimba inglese di quattro anni svanita nel nulla nel 2007, mentre era in vacanza con i genitori in Portogallo.
La Procura di Braunschweig, in Bassa Sassonia, ha ammesso di non avere ancora elementi sufficienti per incriminare il 45enne per il caso Maddie. Ma ha raccolto le prove necessarie per accusarlo di altri cinque orribili reati avvenuti tra il 2000 e il 2017.
Brueckner è già in carcere dal 2019 per lo stupro di una donna americana avvenuta negli anni in cui viveva in Portogallo; in quegli anni avrebbe commesso gli altri cinque crimini per cui nei prossimi mesi finirà di nuovo alla sbarra.
Christian Brueckner si sarebbe macchiato in particolare di tre stupri e due abusi sessuali su minori. Il portavoce della Procura di Braunschweig, Hans Christian Wolters, raggiunto al telefono da Repubblica, pensa che il pedofilo tedesco “potrebbe non uscire mai più dal carcere”. A prescindere dalla possibilità che venga incriminato per il caso Maddie. Per il processo, spiega, “bisognerà aspettare ancora alcuni mesi. Potrebbe cominciare in primavera o estate del 2023”.
Wolters sostiene che alcune delle vittime potrebbero presentarsi a testimoniare in tribunale, anche se in un paio di casi gli inquirenti non sono riusciti a rintracciarle. “Le accuse sono state formulate anche grazie ai testimoni”. In questi tre anni di detenzione nelle carceri tedesche per un l’altro stupro, Brueckner “non ha mai confessato. Non parla”, svela il portavoce della procura.
I crimini ulteriori di cui è accusato Brueckner sono avvenuti tra il 28 dicembre del 2000 e l’11 giugno del 2017. “L’accusato è già in carcere dal 2019, ma abbiamo chiesto che vi resti per il rischio che fugga o commetta altri reati”, specifica Wolters.
Stando a quanto rivelato dagli inquirenti di Braunschweig in un comunicato, nel 2007 Brueckner avrebbe assalito, mascherato, una donna ultrasettantenne nel suo appartamento affittato per le vacanze in Portogallo. L’avrebbe legata, violentata e colpita più volte con una frusta, filmando il tutto con una videocamera.
Il 45enne avrebbe commesso uno stupro simile tre anni prima, sempre in Portogallo, prendendo nuovamente di mira una turista. Brueckner sarebbe entrato di nuovo di notte nell’appartamento di una ventenne irlandese e l’avrebbe ripetutamente violentata, minacciandola con un coltello, poi legandola a un tavolo e infine l’avrebbe costretta a un rapporto orale. Anche in questo caso avrebbe accompagnato le violenze sessuali con brutali frustate filmando il tutto.
Tra il 2000 e il 2006 Brueckner ha registrato un altro, ributtante video in cui violentava una ragazzina “di almeno 14 anni” secondo la procura, dopo averla legata a un palo. Il tedesco l’avrebbe colpita con una frusta e costretta a un rapporto orale. Ma Wolters ammette che gli inquirenti non sono riusciti ancora a rintracciare la vittima. Ci sono poi altri due casi che secondo la Procura di Braunschweig configurano il reato di pedofilia: nel 2007 e 2017 Brueckner ha avvicinato due bambine di rispettivamente dieci e undici anni e le avrebbe costrette a guardarlo mentre si masturbava.
In Germania, ci spiega Wolters, esiste la “Sicherungsverwahrung”, che consente ai giudici di prolungare la detenzione del condannato sine die, anche dopo che abbia scontato la pena, se pensano che costituisca un pericolo per la collettività. Il portavoce della Procura pensa che sia “possibile” che i giudici tedeschi la facciano valere, nel caso di Brueckner. E intanto gli inquirenti “continueranno a indagare anche sulla scomparsa di Maddie”, aggiunge.