Libano, dietro il sì all’accordo con Israele c’è la nuova debolezza di Hezbollah
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Francesca Caferri
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di Francesca Caferri
(reuters)
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L'intesa firmata sulla bozza appoggiata dagli Stati Uniti per lo sfruttamento dei giacimenti di gas con lo Stato ebraico porta la firma del partito islamista sciita, ma il costo che paga Nasrallah è quello di vedere il suo movimento indebolito per la crisi economica in Libano.
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Il cambio di passo era evidente già da settimane: da quando, alla fine dell’estate, Hassan Nasrallah aveva fatto sapere che avrebbe appoggiato la posizione del governo riguardo al confine marittimo con Israele. Così è stato: il via libera di Beirut all’accordo ieri è arrivato direttamente dal presidente Aoun. Un uomo che, senza l’approvazione di Nasrallah, non potrebbe neanche mettere un piede fuori dal suo palazzo.
Hezbollah mette dunque il sigillo a un accordo con Israele, il suo nemico storico. Ufficialmente lo fa rivendicando la sua forza, assumendosi il merito di aver modificato a favore del Libano le bozze redatte dagli Stati Uniti e di essere l&…
Il cambio di passo era evidente già da settimane: da quando, alla fine dell’estate, Hassan Nasrallah aveva fatto sapere che avrebbe appoggiato la posizione del governo riguardo al confine marittimo con Israele. Così è stato: il via libera di Beirut all’accordo ieri è arrivato direttamente dal presidente Aoun. Un uomo che, senza l’approvazione di Nasrallah, non potrebbe neanche mettere un piede fuori dal suo palazzo.
Hezbollah mette dunque il sigillo a un accordo con Israele, il suo nemico storico. Ufficialmente lo fa rivendicando la sua forza, assumendosi il merito di aver modificato a favore del Libano le bozze redatte dagli Stati Uniti e di essere l’unica forza nazionale in grado di intervenire non soltanto in difesa dei confini del Paese ma anche delle sue risorse economiche. Tutto vero, ma nel quadro c’è di più. C’è un movimento indebolito che per la prima volta a maggio ha visto la sua base di consensi erodersi, tanto da perdere due seggi anche nelle roccaforti storiche del Sud del Paese. C’è un Paese piegato da una crisi economica senza precedenti – la lira ha perso l’80 per cento del valore in due anni – in cui il welfare garantito per anni da Hezbollah alla comunità sciita non basta più a contenere lo scontento. C’è la rabbia verso la classe politica che tocca anche gli uomini di Nasrallah. E c’è un Iran da tempo troppo preoccupato dei problemi interni per curarsi dell’alleato.
Hezbollah oggi non è in grado di sostenere una nuova guerra contro Israele: ha bisogno di risorse economiche per il Libano. E ha bisogno che con lo Stato ebraico la tensione scenda. Per questo oggi mette il suo sigillo su un accordo a cui per più di dieci anni ha detto no.