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Scholz vuole un patto Ue-Asia sul gas. E Greta: “Non spegnere il nucleare”

(ansa)
Negli Usa Casa Bianca furiosa con i sauditi per il cedimento alla Russia sul petrolio
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BERLINO - Sul tetto al prezzo del gas la Germania resta sulla sua posizione, ed è sempre più isolata. Anzi, da qualche giorno alla cancelleria si cerca di elaborare un’alternativa al price cap che ottenga lo stesso risultato: quello di abbassare i prezzi delle bollette che stanno attanagliando famiglie e aziende in tutta Europa.


Ieri, al G7 virtuale, Scholz si è sentito persino rimproverato dal presidente ucraino Zelensky. Che ha chiesto agli europei di «mostrarsi uniti» sul tetto al prezzo del gas. Un messaggio con un solo destinatario: Berlino. Ma nella testa di Scholz il freno ai rincari può avvenire solo con un “cartello dei compratori”, facendo convergere l&rsq…

BERLINO - Sul tetto al prezzo del gas la Germania resta sulla sua posizione, ed è sempre più isolata. Anzi, da qualche giorno alla cancelleria si cerca di elaborare un’alternativa al price cap che ottenga lo stesso risultato: quello di abbassare i prezzi delle bollette che stanno attanagliando famiglie e aziende in tutta Europa.


Ieri, al G7 virtuale, Scholz si è sentito persino rimproverato dal presidente ucraino Zelensky. Che ha chiesto agli europei di «mostrarsi uniti» sul tetto al prezzo del gas. Un messaggio con un solo destinatario: Berlino. Ma nella testa di Scholz il freno ai rincari può avvenire solo con un “cartello dei compratori”, facendo convergere l’Europa con altri Paesi energivori come il Giappone o la Corea del Sud per strappare prezzi migliori ai Paesi fornitori.


A Berlino restano convinti, come Scholz ha sottolineato prima del G7, che «non sarà possibile un’azione unilaterale della Germania o dell’intera Ue» per frenare i prezzi. Berlino continua, insomma, a respingere l’idea di un price cap. E pensa che la forza di un “acquirente unico”, un po’ come avvenuto con i vaccini anti-Covid, possa bastare per contrattare prezzi meno folli di quelli attuali.


Quanto al “Recovery sull’energia”, a un nuovo piano di debiti europei per affrontare la crisi, Scholz prende tempo. Ieri ha suggerito l’ovvio: che una parte dei soldi del vecchio Recovery vengano dirottati sull’emergenza. Ma mentre fonti governative raccontano di un cancelliere «non contrario» all’ipotesi di un nuovo piano ad hoc, è anche vero che il ministro delle Finanze, Christian Lindner, dopo la batosta della Fdp in Bassa Sassonia, potrebbe essere più riluttante a sottoscrivere nuovi debiti europei.

Intanto sull’incandescente fronte della crisi energetica, la controversa decisione dell’Opec+ di ridurre la produzione di greggio per spingere sui prezzi ha suscitato l’ira degli Stati Uniti. La Casa Bianca ha annunciato a chiare lettere che sta «rivalutando» i rapporti con l’Arabia Saudita, dopo che Riad ha assecondato la Russia sul taglio dei barili. Il portavoce della Sicurezza nazionale, John Kirby, ha puntualizzato che il presidente Biden «è ovviamente contrariato dalla decisione dell’Opec e intende lavorare col Congresso per capire come debba procedere il giusto rapporto con l’Arabia Saudita».

In serata, da Berlino è anche arrivata un’altra notizia: intervenendo nell’infuocato dibattito sul prolungamento delle centrali nucleari che sta dilaniando i Verdi e il governo Scholz, Greta Thunberg ha detto la sua. «Se già sono attive, penso che sarebbe un errore spegnere le centrali nucleari per affidarsi al carbone». A fronte di una crisi del gas che sta fermando i motori della prima economia europea, Berlino dovrà prolungare i tempi di funzionamento di due delle tre centrali ancora attive. E dovrà anche riattivare le cave di lignite per estrarre carbone. Ma tra i due mali, l’attivista più popolare del mondo sceglie il minore, in questa epocale crisi: l’atomo.