Usa, lo Smithsonian restituisce alla Nigeria 29 "Bronzi del Benin" trafugati 125 anni fa
di Massimo Basile , di Massimo BasileNew York - Lo Smithsonian di Washington ha restituito alla Nigeria 29 statue di bronzo del Regno del Benin rubate dai soldati britannici durante l'incursione nel Palazzo Reale del 1897. Lo Smithsonian, che gestisce una rete di diciannove musei americani, pagherà il trasporto dei manufatti e finanzierà programmi educativi a livello locale. I Bronzi del Benin potranno tornare periodicamente a Washington per dare vita a una serie di rassegne, tra cui una mostra che sarà diretta da un comitato scientifico composto da rappresentanti nigeriani.
La consegna ha un valore ben più grande di quello artistico, perché si inserisce in un quadro di riconciliazione globale antirazzista, e di consapevolezza del proprio patrimonio da parte dei Paesi africani, lanciata con i movimenti di protesta del 2020 dopo la morte di George Floyd, l'afroamericano ucciso dalla polizia a Minneapolis durante l'arresto. I movimenti per i diritti civili avevano chiesto pi&…
New York - Lo Smithsonian di Washington ha restituito alla Nigeria 29 statue di bronzo del Regno del Benin rubate dai soldati britannici durante l'incursione nel Palazzo Reale del 1897. Lo Smithsonian, che gestisce una rete di diciannove musei americani, pagherà il trasporto dei manufatti e finanzierà programmi educativi a livello locale. I Bronzi del Benin potranno tornare periodicamente a Washington per dare vita a una serie di rassegne, tra cui una mostra che sarà diretta da un comitato scientifico composto da rappresentanti nigeriani.
La consegna ha un valore ben più grande di quello artistico, perché si inserisce in un quadro di riconciliazione globale antirazzista, e di consapevolezza del proprio patrimonio da parte dei Paesi africani, lanciata con i movimenti di protesta del 2020 dopo la morte di George Floyd, l'afroamericano ucciso dalla polizia a Minneapolis durante l'arresto. I movimenti per i diritti civili avevano chiesto più volte la restituzione ai Paesi africani di migliaia di opere portate via durante l'era coloniale. Centoventicinque anni dopo, la Nigeria comincia ad avere giustizia. E non solo dagli Stati Uniti.
Un anno dopo la decisione del senato francese di garantire la restituzione degli oggetti trafugati, il Musée du Qua Branly di Parigi ha riconsegnato al Paese africano 26 manufatti. I governi dell'Austria e del Belgio hanno deciso di avviare una serie di ricerche per definire un programma di restituzione di opere trafugate durante il colonialismo, mentre il governo tedesco ha firmato un accordo con quello nigeriano per coordinare la restituzione delle opere in suo possesso.
Anche Londra è al centro di un dibattito culturale per mettere fine a questa "esposizione del saccheggio". Una organizzazione che riunisce artisti nigeriani ha offerto l'anno scorso di donare opere d'arte al British Museum in cambio della restituzione dei Bronzi saccheggiati dalla corte reale. Anche le opere messe a disposizione dagli artisti sono in bronzo. "Non abbiamo mai smesso di farli - ha commentato uno dei membri dell'organizzazione, Osarobo Zeckner-Okoro - anche dopo che quelli sono stati rubati". Tra le opere offerte una targa di due metri per due metri con incisioni che descrivono la storia principale del Benin, e un ariete a grandezza naturale, fatto interamente di candele.
Il British Museum è quello che conserva la più grande collezione di oggetti rubati al Benin, circa 900, ma questi sono tutelati da una legge del 1963 che ha riconosciuto la legittimità del possesso da parte del museo londinese. Quella dei "Bronzi del Benin" resta una delle storie più drammatiche dei furti di opere d'arte operati da un Paese: nel 1897 i soldati dell'esercito britannico, sotto il cui protettato ricadeva il Regno del Benin, invasero la capitale Edo, che adesso si chiama Benin City, e distrussero il Palazzo reale. Gran parte delle opere custodite all'interno vennero portate via. Tra queste, volti e figure reali in bronzo inciso che poi finirono per scomparire in varie parti del mondo.
Su internet, nei siti di vendite online, si possono trovare facilmente annunci di vendita di oggetti presentati come "Bronzi del Benin", non si sa se originali o semplici riproduzioni, il cui valore varia da 250 a 6 mila dollari. Ma secondo gli storici d'arte, in ogni angolo del mondo c'è almeno un manufatto sparito dal palazzo reale.