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Stati Uniti, pubblicata la nuova strategia di sicurezza nazionale: per Biden il vero avversario resta la Cina

(ansa)
La competizione strategica con Pechino preoccupa Washington. La risposta americana: rafforzare l'economia e rinsaldare le alleanze senza dividere il mondo in blocchi
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"Gli autocrati stanno facendo gli straordinari per minare la democrazia ed esportare un modello di governo segnato dalla repressione a casa e la coercizione all'estero". Così scrive il presidente Biden, nell'introduzione del documento di 48 pagine pubblicato ieri, che definisce la nuova strategia per la sicurezza nazionale americana. Il capo della Casa Bianca però promette di vincere questa sfida, dove individua nella Cina il vero rivale più temibile della Russia, puntando sulla crescita interna degli Usa, il rafforzamento già in corso delle alleanze, e anche la collaborazione con i paesi non democratici, dove ci fosse convergenza di interessi. Non ha dubbi sul successo finale, perché "questi competitori credono erroneamente che la democrazia sia più debole dell'autocrazia, in quanto non riescono a capire che il potere di una nazione sgorga dal suo popolo".

"Gli autocrati stanno facendo gli straordinari per minare la democrazia ed esportare un modello di governo segnato dalla repressione a casa e la coercizione all'estero". Così scrive il presidente Biden, nell'introduzione del documento di 48 pagine pubblicato ieri, che definisce la nuova strategia per la sicurezza nazionale americana. Il capo della Casa Bianca però promette di vincere questa sfida, dove individua nella Cina il vero rivale più temibile della Russia, puntando sulla crescita interna degli Usa, il rafforzamento già in corso delle alleanze, e anche la collaborazione con i paesi non democratici, dove ci fosse convergenza di interessi. Non ha dubbi sul successo finale, perché "questi competitori credono erroneamente che la democrazia sia più debole dell'autocrazia, in quanto non riescono a capire che il potere di una nazione sgorga dal suo popolo".

La nuova National Security Strategy doveva essere pubblicata diversi mesi fa, ma l'invasione russa dell'Ucraina ha costretto Washington a rinviarla. Ora che la situazione si va chiarendo, tanto sul campo di battaglia, quanto nelle relazioni geopolitiche, Biden si è sentito abbastanza sicuro da pubblicare la sua dottrina. Come peraltro aveva già indicato l'amministrazione Trump, dall'epoca dell'attenzione concentrata sul terrorismo, siamo tornati a quella della rivalità tra le grandi potenze. In particolare le nazioni revisioniste, che vogliono rovesciare l'ordine internazionale basato sulle regole, per minare la primazia americana. Il documento riconosce che la Russia è pericolosa e sta provocando gravi danni, al punto che presentandolo il consigliere per la sicurezza nazionale Sullivan ha ammesso che la pubblicazione è stata ritardata a causa della guerra in Ucraina.

Il conflitto però ha confermato che Putin non ha la forza di rovesciare l'ordine internazionale, tanto per le capacità militari, quanto per quelle economiche di Mosca, nonostante le minacce scellerate di usare le armi atomiche. La Cina invece ha sempre più gli strumenti per riuscirci, e quindi è il vero avversario su cui deve concentrare la "competizione strategica". I pilastri su cui appoggiarsi per vincerla sono principalmente due: investire nell'America, per rafforzare l'economia, sanare le disuguaglianze e quindi la tenuta interna della democrazia, e favorire lo sviluppo tecnologico decisivo per prevalere  nel lungo termine; continuare a rinsaldare le alleanze, come è stato fatto con la Nato, l'Unione Europea di cui gli Usa difendono l'unità, ma anche i paesi asiatici, in particolare quelli della regione Indopacifica, senza però tornare a dividere il mondo in blocchi. E' una sfida complessa e di lungo periodo, ma gli Usa sono convinti che le democrazie abbiano la forza di prevalere, se seguiranno questi principi.