Slovacchia, un estremista di destra suicida dopo aver ucciso due ragazzi gay davanti a un locale
di Michele Calamaio , di Michele CalamaioDue morti e un ferito in una sparatoria avvenuta ieri fuori da un locale Lgbtq di Bratislava, capitale della Slovacchia. Il sospetto, un adolescente estremista, ha ferito una donna e ucciso a colpi di arma da fuoco due ragazzi che sostavano fuori dal bar Teplaren, nel centro della città. L'assassino, secondo quanto fatto sapere dalla polizia, è stato trovato senza vita questa mattina, probabilmente suicida, in una strada della capitale. La notizia è stata resa nota dal primo ministro Eduard Heger, il quale ha voluto sottolineare quanto sia "inaccettabile" che in un "Paese libero e democratico" gli omosessuali non abbiano ancora "il diritto di vivere liberamente".
L'assassino, un "adolescente radicalizzato", è stato identificato nel 19enne Juraj Krajcik, figlio di un membro di spicco del partito di estrema destra Vlast. Alle elezioni legislative del 2020, Vlast non era r…
Due morti e un ferito in una sparatoria avvenuta ieri fuori da un locale Lgbtq di Bratislava, capitale della Slovacchia. Il sospetto, un adolescente estremista, ha ferito una donna e ucciso a colpi di arma da fuoco due ragazzi che sostavano fuori dal bar Teplaren, nel centro della città. L'assassino, secondo quanto fatto sapere dalla polizia, è stato trovato senza vita questa mattina, probabilmente suicida, in una strada della capitale. La notizia è stata resa nota dal primo ministro Eduard Heger, il quale ha voluto sottolineare quanto sia "inaccettabile" che in un "Paese libero e democratico" gli omosessuali non abbiano ancora "il diritto di vivere liberamente".
L'assassino, un "adolescente radicalizzato", è stato identificato nel 19enne Juraj Krajcik, figlio di un membro di spicco del partito di estrema destra Vlast. Alle elezioni legislative del 2020, Vlast non era riuscito a ottenere i voti sufficienti per entrare in Parlamento. L'arma impiegata dal giovane, secondo la ricostruzione delle forze dell'ordine, apparterrebbe effettivamente a suo padre e sarebbe stata regolarmente detenuta. Sebbene la polizia non abbia ancora fornito spiegazioni precise sul movente, i media locali parlano di 'crimine d'odio': il giovane, infatti, era già noto alle forze dell'ordine per aver postato in passato sui social network post antisemiti e omofobi che esprimevano particolare violenza nei confronti degli omosessuali, senza pentirsi delle sue espressioni.