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Militari iraniani pilotano i droni kamikaze contro Kiev. E ora i russi ordinano di evacuare Kherson

(reuters)

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Mezzi di fabbricazione iraniana colpiscono la capitale e, stando a quando sostiene l'intelligence ucraina, sono guidati da soldati associati al Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche. A Sud fuga dalla città in vista delle prossime battaglie
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NOVA OLEKSANDRIVKA (Kherson) - Un nuovo attore ha fatto il suo ingresso sul teatro della guerra. Non è ucraino, non è russo, non è bielorusso. È iraniano. Secondo il Centro per la resistenza nazionale di Kiev, costituito dopo l'invasione del 24 febbraio da forze speciali e agenti di intelligence, dietro alla pioggia di droni Shahed-136 di fabbricazione iraniana che sta demolendo le infrastrutture strategiche dell'Ucraina, mettendola per metà al buio, ci sono militari di Teheran associati al Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche. In base alle informazioni in possesso del Centro, si trovano nelle zone occupate. Non solo addestrano i soldati russi a pilotare gli Shahed, ma essi stessi guidano le operazioni di lancio sugli obiettivi decisi da Mosca. Comprese le regioni di Mykolaiv e Odessa, sui cui cieli ieri ne sono stati intercettati sei.

Se confermata, si tratta di una notizia dirompente, perché finora il ruolo dell'Ir…

NOVA OLEKSANDRIVKA (Kherson) - Un nuovo attore ha fatto il suo ingresso sul teatro della guerra. Non è ucraino, non è russo, non è bielorusso. È iraniano. Secondo il Centro per la resistenza nazionale di Kiev, costituito dopo l'invasione del 24 febbraio da forze speciali e agenti di intelligence, dietro alla pioggia di droni Shahed-136 di fabbricazione iraniana che sta demolendo le infrastrutture strategiche dell'Ucraina, mettendola per metà al buio, ci sono militari di Teheran associati al Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche. In base alle informazioni in possesso del Centro, si trovano nelle zone occupate. Non solo addestrano i soldati russi a pilotare gli Shahed, ma essi stessi guidano le operazioni di lancio sugli obiettivi decisi da Mosca. Comprese le regioni di Mykolaiv e Odessa, sui cui cieli ieri ne sono stati intercettati sei.

Se confermata, si tratta di una notizia dirompente, perché finora il ruolo dell'Iran nel conflitto era stato solo quello di venditore di droni, pur in violazione - come segnala il governo francese - di una risoluzione Onu del 2015. Nessuno però aveva parlato di presenza di istruttori della Repubblica islamica sul terreno. Ancora ieri tre droni kamikaze hanno distrutto una struttura strategica a Makariv, a ovest di Kiev. Armi di quel tipo sono state utilizzate lunedì scorso nella rappresaglia su tutto il Paese per l'esplosione sul Ponte Kerch. Sono il motivo che ha spinto Zelensky a chiedere ai leader del G7 di avere in fretta sistemi di difesa anti-aerea. Gli addestratori iraniani sono stati localizzati dall'intelligence ucraina a Dzhankoy in Crimea, e tra Zhelezny Port e Gladovtsy nella regione di Kherson. Dove qualcosa di nuovo sta accadendo.

Non stiamo parlando dei cinque villaggi (Novovasylivka, Novogrihorivka, Nova Kamianka, Trifonivka e Chervone) riconquistati nelle ultime 48 ore, che spingono il confine dell'area libera una decina di chilometri più a sud, ma del panico che a Kherson si è generato tra gli amministratori nominati dal Cremlino. Fa pensare alla possibilità che la controffensiva ucraina sia in grado tra non molto di sfondare le linee e circondare la città. Per la prima volta il governatore collaborazionista Volodymyr Saldo ha chiesto aiuto a Mosca per portare via gli abitanti, a cominciare da quelli dei quartieri a est del Dnepr. Destinazione Crimea, Krasnodar, Rostov e Stavropol. "Colpa degli attacchi missilistici sempre più frequenti dell'Ucraina, che non ha accettato il referendum", ha spiegato Saldo con un video-appello diretto soprattutto a chi sta collaborando con gli occupanti e che, nel caso della liberazione, si troverebbe in guai seri. "Bisogna trasferire le famiglie che lo richiedono in Russia per un periodo di riposo e studio". Goffo tentativo di rendere l'annuncio meno allarmante. Si è aggiunto un'altrettanto goffo tentativo del suo vice, Kyrylo Stremusov, di presentarla come una "vacanza in Russia".

La misura della preoccupazione di Mosca la dà il fatto che Putin ha subito accettato. "Il governo organizzerà l'assistenza per l'evacuazione", riferisce il vice primo ministro russo, Marat Khusnullin. Vista da Nova Oleksandrivka, villaggio sulla riva del Dnepr dove il fiume allarga il proprio letto quasi a formare un lago, la controffensiva non pare così travolgente. Sulla direttrice che segue il Dnepr, gli ucraini sono fermi da una settimana a Dudchany. Va meglio sull'altra direttrice, che attraversa le campagne e dove appunto sono stati liberati cinque villaggi. Tuttavia, una telefonata intercettata di un soldato russo e postata nelle chat dei blogger militari, è testimone dello sfaldamento delle file in questa zona. "Ci stiamo ritirando, non c'è logistica, non c'è niente. Ci hanno circondato vicino al Dnepr". Secondo i partigiani ucraini, che si nascondono a Kherson e hanno attentato alle vite del governatore e del suo vice, il quartier generale dell'Fsb è stato spostato nella cittadina di Chaplinka, vicino alla Crimea. Dove, si scopre ora, operano anche i dronisti iraniani.