Olanda, niente più vita "normale" per la principessa Amalia: è nel mirino del crimine organizzato
di Daniele Castellani Perelli , di Daniele Castellani PerelliLa favola della principessa Amalia, erede al trono della corona olandese, sembra già finita. La figlia 18enne di re Willem-Alexander e della regina Maxima, che stava riuscendo a condurre una vita pittosto “normale” nonostante il suo status, ha lasciato lo studentato di Amsterdam in cui viveva e non potrà più muoversi liberamente. Lo hanno comunicato i genitori stessi in un’insolita conferenza stampa, visibilmente emozionati. “Non può avere una vita da studente come gli altri, ora non può lasciare casa e questo ha delle enormi conseguenze per la sua vita”, ha detto la regina, mentre il re ha parlato di “una situazione pesante”.
La ragi…
La favola della principessa Amalia, erede al trono della corona olandese, sembra già finita. La figlia 18enne di re Willem-Alexander e della regina Maxima, che stava riuscendo a condurre una vita pittosto “normale” nonostante il suo status, ha lasciato lo studentato di Amsterdam in cui viveva e non potrà più muoversi liberamente. Lo hanno comunicato i genitori stessi in un’insolita conferenza stampa, visibilmente emozionati. “Non può avere una vita da studente come gli altri, ora non può lasciare casa e questo ha delle enormi conseguenze per la sua vita”, ha detto la regina, mentre il re ha parlato di “una situazione pesante”.
La ragione della svolta sta nel fatto che il nome della principessa d’Orange, insieme a quello del primo ministro Mark Rutte, è spuntato all’interno di comunicazioni del crimine organizzato, di cui sarebbe diventata un obiettivo. Il timore è che possa essere rapita o presa in qualche modo di mira.
La vita di Amalia
Appena il mese scorso erano state diffuse le foto ufficiali del suo primo giorno all’Università di Amsterdam, dove studia politica, psicologia, legge ed economia. La principessa viene vista come una ragazza alla mano. Ha un cavallo di nome Mojito ed era soprannominata Cocktail Queen quando d’estate lavorava in un bar sulla spiaggia di Scheveningen. In un’autobiografia uscita a dicembre per il suo diciottesimo compleanno, si è aperta sulla sua salute mentale e ha raccontato di avere un terapista.
Qualcosa è cambiato
Le minacce ad Amalia sono la conferma che ormai da qualche anno qualcosa è irrimediabilmente cambiato nella società olandese. La scorsa settimana il ministro della Giustizia olandese ha ospitato un incontro, a cui hanno partecipato sei nazioni, proprio per coordinare la lotta alla criminalità organizzata, che, è emerso, voleva rapire addirittura il ministro della Giustizia belga Vincent Van Quickenborne. I due Paesi sono nel mirino perché i porti di Rotterdam e Anversa sono degli hub cruciali per il traffico di cocaina in Europa.
L'omicidio di De Vries
E nei Paesi Bassi, in particolare, è ancora forte il clamore per l’omicidio, avvenuto il 15 luglio del 2021 in pieno centro ad Amsterdam, del giornalista d’inchiesta Peter De Vries. Sarebbe stato deciso da Ridouan Taghi, a capo di una gang, e proprio questa settimana i pm hanno aggiunto il terrorismo ai capi d’accusa rivolti a uno dei sospetti killer, il quale avrebbe postato sui social dei video dal luogo del delitto, per amplificare l’effetto dell’omicidio.
Ora Amalia è tornata a casa dai genitori, nel palazzo reale Huis ten Boschroyal a l’Aia. La famiglia spera che le misure di sicurezza siano solo temporanee.