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O’Hanlon: “Erdogan possibile mediatore, ma le parti sono lontane”

Michael O'Hanlon 
Intervista all’esperto della Brookings Institution
1 minuti di lettura

WASHINGTON - "Al momento non c'è alcun compromesso naturale possibile sul territorio. Forse l'anno prossimo". Non è incoraggiante il giudizio di Michael O'Hanlon, direttore della Ricerca sulla politica estera alla Brookings Institution, dopo il vertice di Astana fra i leader russo Vladimir Putin e quello turco Recep Tayyip Erdogan.

Pensa che Erdogan possa mediare una soluzione?

"Le parti sono troppo lontane ora. L'unica speranza è che forse il prossimo anno Erdogan possa avere successo. Attualmente, però, non c'è alcun compromesso naturale possibile sul territorio".

Putin suggerisce di fare della Turchia il nuovo hub per la vendita di gas all'Europa, questa proposta ha qualche merito?

"Mi suona come un'operazione di pubbliche relazioni, più che altro. Ma suppongo che non ci sia un grande danno, se sta cercando effettivamente di essere positivo".

WASHINGTON - "Al momento non c'è alcun compromesso naturale possibile sul territorio. Forse l'anno prossimo". Non è incoraggiante il giudizio di Michael O'Hanlon, direttore della Ricerca sulla politica estera alla Brookings Institution, dopo il vertice di Astana fra i leader russo Vladimir Putin e quello turco Recep Tayyip Erdogan.

Pensa che Erdogan possa mediare una soluzione?

"Le parti sono troppo lontane ora. L'unica speranza è che forse il prossimo anno Erdogan possa avere successo. Attualmente, però, non c'è alcun compromesso naturale possibile sul territorio".

Putin suggerisce di fare della Turchia il nuovo hub per la vendita di gas all'Europa, questa proposta ha qualche merito?

"Mi suona come un'operazione di pubbliche relazioni, più che altro. Ma suppongo che non ci sia un grande danno, se sta cercando effettivamente di essere positivo".

Quanto grave resta la minaccia di usare le armi nucleari?

"Non siamo ancora ad un punto del conflitto che possa risultare nell'impiego delle bombe atomiche, ma la minaccia non può essere presa alla leggera o ignorata, soprattutto se la Russia continua a perdere sul campo di battaglia".

Considerando i progressi che le forze ucraine stanno facendo sul terreno, quale dovrebbe essere la strategia militare adottata dalla coalizione occidentale? Come dovrebbe rispondere alla richiesta dell'Ucraina di ricevere armi a lungo raggio?

"Sono contrario all'invio di missili a lunga gittata, ma favorevole ad aiutare l'Ucraina a riconquistare la maggior parte del territorio perduto. Non solo perché è giusto, ma anche perché aiuta a trovare una soluzione alla guerra".

Il presidente Biden ha affermato che sta pensando ad una off-ramp, una via d'uscita per Putin. Vede la possibilità di individuarla e quale potrebbe essere?

"Sono felice che il presidente lo abbia detto. Probabilmente è troppo presto per delineare un piano reale, ma forse sarà possibile il prossimo anno, se le linee sul campo di battaglia raggiungeranno una condizione simile allo stallo".