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Xi Jinping apre il 20esimo Congresso del partito comunista cinese: "Taiwan, la riunificazione sarà attuata: non rinunceremo mai a uso della forza "

 Il raduno di circa 2.300 delegati provenienti da tutto il Paese è iniziato nella Grande Sala del Popolo sul lato ovest di piazza Tiananmen. "Con Hong Kong abbiamo rafforzato e attuato il modello 'un Paese, due sistemi'". La replica di Taipei: "Nessun compromesso su sovranità e democrazia"
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PECHINO - Nemmeno una nuvola. Sotto un cielo blu che non si vedeva da giorni nella capitale cinese si è aperto il ventesimo Congresso del Partito comunista nella Grande Sala del Popolo adornata con lunghi striscioni rossi che recitano "Lunga vita al nostro grande, glorioso e giusto Partito!". Alle 9.56 tutti si alzano in piedi. Suona la banda dell'Esercito Popolare di Liberazione. Entra il presidente Xi, abito blu scuro e cravatta rossa, seguito dal predecessore Hu Jintao, dagli anziani del partito - come il 105enne Song Ping - e dai membri in carica del Comitato permanente del Politburo. Un minuto di silenzio per i "martiri della rivoluzione". Poi può partire la Marcia dei Volontari, l'inno nazionale. Sei minuti dopo Xi guadagna il podio, si inchina davanti ai 2.296 delegati, si prende un fragoroso applauso e inizia il suo lungo e atteso discorso. 

Lotta al Covid e politica a Hong Kong

Il presidente cinese sottolinea più volte l…

PECHINO - Nemmeno una nuvola. Sotto un cielo blu che non si vedeva da giorni nella capitale cinese si è aperto il ventesimo Congresso del Partito comunista nella Grande Sala del Popolo adornata con lunghi striscioni rossi che recitano "Lunga vita al nostro grande, glorioso e giusto Partito!". Alle 9.56 tutti si alzano in piedi. Suona la banda dell'Esercito Popolare di Liberazione. Entra il presidente Xi, abito blu scuro e cravatta rossa, seguito dal predecessore Hu Jintao, dagli anziani del partito - come il 105enne Song Ping - e dai membri in carica del Comitato permanente del Politburo. Un minuto di silenzio per i "martiri della rivoluzione". Poi può partire la Marcia dei Volontari, l'inno nazionale. Sei minuti dopo Xi guadagna il podio, si inchina davanti ai 2.296 delegati, si prende un fragoroso applauso e inizia il suo lungo e atteso discorso. 

Lotta al Covid e politica a Hong Kong

Il presidente cinese sottolinea più volte le parole "rischi" e "sfide". Un Congresso che arriva "in un momento critico in cui l'intero Partito e il popolo di tutte le etnie sono impegnati nella costruzione di un moderno Paese socialista". "L'influenza internazionale, l'attrattiva e il potere della Cina sono aumentati in modo significativo", rimarca. Poi mette in guardia da un ambiente internazionale più instabile, affermando che la Cina deve essere preparata ad affrontare "venti forti, onde alte e persino tempeste pericolose". 

Riassume i risultati ottenuti negli ultimi cinque anni: nella lotta alla povertà, nella difesa nazionale e nella diplomazia. Difende la sua politica zero-Covid: "Abbiamo protetto la vita delle persone. La Cina ha ottenuto significativi risultati positivi nel coordinare la prevenzione e il controllo delle epidemie con lo sviluppo economico e sociale". Difende le sue campagne anti-corruzione contro "tigri, mosche e volpi", che hanno permesso di eliminare "i gravi pericoli latenti all'interno del Partito, lo Stato e l'esercito. "La corruzione è il più grande tumore che danneggia la vitalità e la forza del Partito". Difende le azioni su Hong Kong, ora governata da "patrioti": portata "dal caos all'ordine". "Un Paese, due sistemi si è dimostrato il miglior meccanismo istituzionale per Hong Kong e Macao e deve essere rispettato a lungo termine". 

 

La riunificazione con Taiwan

Uno dei punti più attesi è quello su Taiwan: "Abbiamo dimostrato la nostra capacità di opporci al separatismo, all'indipendenza e alle interferenze straniere". Ribadisce che Pechino vuole una riunificazione pacifica, ma ribadisce pure che "non rinunceremo mai al diritto di usare la forza" se necessario per arrivare alla "riunificazione". Che sarà "realizzata". In sala parte uno degli applausi più lunghi. "Prenderemo tutte le misure necessarie per fermare tutti i movimenti separatisti. Risolvere la questione di Taiwan è un affare del popolo cinese e spetta al popolo cinese decidere. Insistiamo nel cercare una prospettiva di riunificazione pacifica con la massima sincerità e i migliori sforzi, ma non prometteremo mai di rinunciare all'uso della forza e ci riserviamo l'opzione di prendere tutte le misure necessarie". Questa opzione è rivolta alle "interferenze" di forze esterne e di un "numero molto piccolo" di sostenitori dell'indipendenza di Taiwan, piuttosto che alla grande maggioranza del popolo taiwanese, dice Xi. "Le ruote storiche della riunificazione nazionale e del ringiovanimento nazionale stanno andando avanti, e la completa riunificazione della madrepatria deve essere raggiunta". 

Non si è fatta attendere la reazione di Taipei. "Taiwan non accetterà nessun compromesso sulle questioni di sovranità e sulla democrazia e ribadisce che il confronto militare con la Cina non può essere un'opzione percorribile". Lo ha dichiarato il portavoce dell'ufficio presidenziale, Chang Tun-han, citato dai media di Taiwan. Taipei, ha detto il portavoce della presidente Tsai Ing-wen, "ha chiaramente respinto fermamente il modello 'un Paese, due sistemi'", in vigore a Hong Kong e che la Cina vorrebbe applicare anche a Taiwan. "E' il consenso del popolo di Taiwan che la sovranità territoriale, la democrazia e la libertà non possono essere compromesse", ha proseguito il portavoce, "e il confronto militare non deve essere un'opzione per i due lati dello Stretto". Taipei, ha aggiunto, rimane disponibile a trovare, con Pechino, "un metodo reciprocamente accettabile per mantenere la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan".

L'isola ribelle

Contro l'unilateralismo

Nella sua ora e 45 minuti di discorso (più breve delle tre ore e mezza di cinque anni fa) Xi elenca una lunga serie di priorità per gli anni a venire. "Di fronte a cambiamenti drastici e al panorama internazionale, abbiamo mantenuto la determinazione strategica, abbiamo salvaguardato la dignità e gli interessi fondamentali", dice Xi. "La Cina non cercherà mai l'egemonia e l'espansionismo". Quella della Cina è una "posizione chiara" contro l'egemonismo, l'unilateralismo e il protezionismo "in ogni forma", difetti che Pechino imputa, in primo luogo, agli Stati Uniti. "Tutto questo ci ha dato un ampio riconoscimento internazionale", ha aggiunto. 

Esercito di livello mondiale

Si concentra sui miglioramenti per le Forze Armate. "La Cina accelererà la costruzione di un esercito di livello mondiale e rafforzerà la sua capacità di costruire una capacità di deterrenza strategica". Dichiara che il controllo del Partito sulle Forze Armate sarà aumentato per assicurarsi che siano sempre allineate con il Partito stesso. Aggiunge che gli sforzi per modernizzare l'Esercito Popolare di Liberazione devono continuare, in modo che possa proteggere meglio la sovranità nazionale, la sicurezza e gli interessi dello sviluppo nazionale, migliorandone l'equipaggiamento, la tecnologia e la capacità strategica: "Intensificheremo l'addestramento militare in condizioni di combattimento in tutti i settori per far sì che le nostre forze armate siano in grado di combattere. Innoveremo la nuova guida strategica militare e svilupperemo strategie e tattiche, stabiliremo un forte sistema di deterrenza strategica".

"Dobbiamo il successo del nostro Partito e del socialismo con caratteristiche cinesi al marxismo e a come la Cina è riuscita ad adattarlo. La modernizzazione in stile cinese ha infranto la leggenda secondo cui la modernizzazione può essere raggiunta solo attenendosi al capitalismo", prosegue. Insiste sul concetto di sicurezza nazionale, centrale nella sua presidenza. "Dobbiamo implementare senza riserve il concetto di sicurezza nazionale globale, mantenere la sicurezza nazionale in tutti gli aspetti del lavoro del Partito e dello Stato per garantire la sicurezza nazionale e la stabilità sociale".

La "Prosperità comune"

Menziona un altro suo slogan, quello della "prosperità comune", che verrà "promossa fermamente". La Cina "aumenterà il reddito dei lavoratori a basso reddito, espanderà la classe a medio reddito, regolerà l'ordine di distribuzione della ricchezza e regolerà il meccanismo di accumulazione della ricchezza". Promette aperture sul fronte economico. Dichiara che la Cina è diventata "un importante partner commerciale e una destinazione importante per gli investimenti stranieri", affermando che la Cina "ha introdotto un programma di apertura più ampio".

Sviluppo di qualità

E stressa l'importanza della tecnologia enfatizzando la necessità dell'autosuffcienza. Elogia lo sviluppo scientifico della Cina, dall'esplorazione dello spazio e della tecnologia nucleare alle scoperte farmaceutiche. Afferma che la Cina deve concentrarsi su uno sviluppo di alta qualità. Ciò include la sicurezza sul lavoro, la resilienza della catena di approvvigionamento e la strategia economica della "doppia circolazione", che si concentra sull'espansione della domanda interna per diventare più autosufficiente. Istruzione, tecnologia e talento sono la base per lo sviluppo della Cina come Paese forte e per il ringiovanimento del Paese.

Energia e ambiente

Tema centrale nel discorso di Xi sono anche l'energia e l'ambiente. Afferma che la Cina promuoverà uno sviluppo verde e a basse emissioni di carbonio e migliorerà i controlli sull'inquinamento. Xi promette anche di utilizzare il carbone in modo più pulito ed efficiente. "La protezione ecologica e ambientale ha subito un cambiamento storico: i cieli sono più blu, le montagne sono più verdi e l'acqua è più limpida". Il suo Paese, uno dei maggiori inquinatori al mondo, continuerà a impegnarsi contro il riscaldamento globale, dice. "Parteciperemo attivamente alla governance globale sui cambiamenti climatici".

Politica demografica

Così come quello demografico. "Stabiliremo un sistema di politiche per incrementare i tassi di natalità e perseguiremo una strategia nazionale in risposta all'invecchiamento della popolazione".

Controllo dell'ideologia

Grande spazio all'importanza della cultura socialista e l'educazione patriottica. Afferma che il Partito deve esercitare con fermezza il controllo sull'ideologia, assicurandosi che i media espongano i giusti valori e promuovano una generazione di giovani influenzata dalla cultura tradizionale, dal patriottismo e dal socialismo. Sottolinea inoltre la necessità di raccontare la "storia della Cina" per promuovere la narrativa cinese, presentare una Cina credibile e rispettabile e mostrare meglio la cultura cinese al mondo.

Breve passaggio sulla religione: la Cina continuerà a spingere per "sinizzare la religione" e per "guidare in modo proattivo l'adattamento della religione e della società socialista". Nessuna menzione al Xinjiang. 

Si rivede Zhang Gaoli, dopo le accuse di violenza sessuale

Xi termina il suo discorso facendo appello all'unità per raggiungere il ringiovanimento nazionale della Cina e scambia uno sguardo con Hu Jintao prima di tornare al suo posto. Nella Grande Sala del Popolo si è rivisto per la prima volta in pubblico l'ex vicepremier Zhang Gaoli, accusato lo scorso anno dalla tennista Peng Shuai di violenza sessuale. Seduto in seconda fila, il ministro degli Esteri Wang Yi non stacca mai gli occhi dal presidente. Mentre il capo del Partito di Pechino, Cai Qi, prende avidamente appunti. Entrambi sono in odore di promozione. 

Per una settimana ora il Partito entra in modalità conclave. Il Congresso terminerà sabato. Il giorno successivo verrà svelato il nuovo Comitato permanente del Politburo, con il Segretario generale al vertice. Che, salvo imprevisti che appaiono decisamente poco probabili, sarà ancora Xi Jinping. Per la terza volta nella storia.