Blinken: "Con Xi Jinping accelerata la riunificazione con Taiwan"
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - "Negli ultimi anni si è verificato un cambiamento nell'approccio di Pechino nei confronti di Taiwan. Invece di attenersi allo status quo che era stato stabilito in modo positivo, è stata presa la decisione fondamentale che lo status quo non era più accettabile e che Pechino è determinata a perseguire la riunificazione in tempi molto più rapidi. Se i mezzi pacifici non funzionano, allora ricorre a mezzi coercitivi e, se questi non funzionano, forse a mezzi di forza, per raggiungere i suoi obiettivi. Ed è questo che sta sconvolgendo profondamente lo status quo e creando enormi tensioni”. A dirlo è Antony Blinken, Segretario di Stato statunitense, durante un evento all'Università di Stanford in California. Commenti che arrivano dopo le parole di Xi Jinping in apertura del ventesimo Congresso del Partito comunista cinese. Durante il quale il leader cinese ha riaffermato la linea ribadita molte …
PECHINO - "Negli ultimi anni si è verificato un cambiamento nell'approccio di Pechino nei confronti di Taiwan. Invece di attenersi allo status quo che era stato stabilito in modo positivo, è stata presa la decisione fondamentale che lo status quo non era più accettabile e che Pechino è determinata a perseguire la riunificazione in tempi molto più rapidi. Se i mezzi pacifici non funzionano, allora ricorre a mezzi coercitivi e, se questi non funzionano, forse a mezzi di forza, per raggiungere i suoi obiettivi. Ed è questo che sta sconvolgendo profondamente lo status quo e creando enormi tensioni”. A dirlo è Antony Blinken, Segretario di Stato statunitense, durante un evento all'Università di Stanford in California. Commenti che arrivano dopo le parole di Xi Jinping in apertura del ventesimo Congresso del Partito comunista cinese. Durante il quale il leader cinese ha riaffermato la linea ribadita molte volte: “Continueremo a fare del nostro meglio per raggiungere una riunificazione pacifica con la massima sincerità e i migliori sforzi. Le ruote storiche della riunificazione stanno andando avanti.
Tuttavia, non possiamo garantire che non ricorreremo mai alla forza e teniamo aperte tutte le opzioni”. Opzioni, dice Xi, rivolte “esclusivamente alle interferenze di forze esterne e ai pochi separatisti che cercano l’indipendenza di Taiwan; non è assolutamente rivolto ai nostri compatrioti taiwanesi”.
Xi non ha dato però né una roadmap né una timeline nel suo discorso. Anzi, per alcuni osservatori sembra suggerire una certa moderazione rispetto ai discorsi più bellicosi del passato. “Non vi è alcun nuovo segnale da parte di Pechino di maggiore urgenza rispetto a quello che abbiamo visto in passato. Un'enfasi leggermente maggiore sull'avvertimento agli stranieri di non interferire, forse”, scrive Bonnie Glaser, direttrice dell’Asia Program al German Marshall Fund.
E allora ci si interroga che cosa volesse suggerire il Segretario di Stato Usa. “Non c'è nulla che indichi un'accelerazione dei tempi, nemmeno nel rapporto del Congresso del Pcc”, scrive Bill Bishop, tra i più attenti osservatori di questioni cinesi. “Quindi gli Stati Uniti sono in possesso di informazioni che indicano un cambiamento?”.