Libertà su Internet sotto attacco: Russia e Cina trainano la censura
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLONDRA - Il web sta diventando meno libero. I governi di numerosi Paesi del mondo stanno attaccando la rete globale per creare spazi online più controllabili. È il monito che arriva da "Freedom on the net 2022", il rapporto annuale sul tema pubblicato dal think tank americana Freedom House, il cui sottotitolo è "come contrastare la ristrutturazione autoritaria di Internet".
Nel corso del 2022 la libertà globale sul web è declinata per il dodicesimo anno consecutivo, afferma lo studio, accusando molti Paesi di condurre una campagna per suddividere internet in una serie di enclavi repressive. I passi indietro pi&ug…
LONDRA - Il web sta diventando meno libero. I governi di numerosi Paesi del mondo stanno attaccando la rete globale per creare spazi online più controllabili. È il monito che arriva da "Freedom on the net 2022", il rapporto annuale sul tema pubblicato dal think tank americana Freedom House, il cui sottotitolo è "come contrastare la ristrutturazione autoritaria di Internet".
Nel corso del 2022 la libertà globale sul web è declinata per il dodicesimo anno consecutivo, afferma lo studio, accusando molti Paesi di condurre una campagna per suddividere internet in una serie di enclavi repressive. I passi indietro più notevoli sono avvenuti in Russia, Myanmar, Sudan e Libia. In tutto, in almeno 53 nazioni gli utenti hanno incontrato censure, ripercussioni legali e draconiane condanne carcerarie per essersi espressi liberamente sul web. E per l'ottavo anno di seguito la Cina è stata il peggiore Paese del mondo per la libertà online, continuando a stringere i controlli sul settore tecnologico e sulle comunicazioni via internet, particolarmente durante le Olimpiadi di Pechino e dopo le accuse di abusi sessuali rivolte dalla campionessa di tennis Peng Shuai a un alto dirigente del Partito Comunista Cinese.
Dall'inizio dell'anno, un numero record di governi ha bloccato siti a contenuto politico, sociale o religioso non violento, anche nei casi in cui i siti in questione erano basati al di fuori dei confini nazionali, continua il rapporto. Tuttavia Freedom House segnala anche qualche buona notizia nella sua indagine annuale sullo stato del web: 26 Paesi hanno registrato miglioramenti della libertà su internet grazie alla resilienza dei nuovi media e a nuove leggi che forniscono un modello per combattere l'autoritarismo digitale. E anche negli Stati Uniti, nonostante il perdurare della disinformazione, delle teorie della cospirazione e del bullismo sul web, conclude lo studio, la libertà su internet è marginalmente progredita per la prima volta negli ultimi sei anni.