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L’Iran arma la Russia, ma Israele per ora non cambia linea sull'Ucraina

Teheran manda a Mosca droni per bombardare Kiev. Il governo di Zelensky invoca l'aiuto dello Stato ebraico, che però è fermato dalle questioni degli ebrei russi e della Siria
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GERUSALEMME – Droni kamikaze e missili. L’ultimo capitolo dell’offensiva russa in Ucraina vede come protagonista la lunga mano dell’Iran, che ha cominciato a fornire a Mosca armi da impiegare nel conflitto. E se Teheran dimostra ancora una volta la sua scelta di campo fortemente antioccidentale, da Kiev la speranza è che lo sviluppo spinga ad agire il Paese che più di tutti è nel mirino del regime degli Ayatollah, Israele. “L'Ucraina invierà una nota ufficiale al governo di Israele con la richiesta di fornire urgentemente sistemi antiaerei e di avviare una cooperazione ad alto livello perché l’Ucraina possa ottenere le tecnologie appropriate”, ha affermato oggi il Ministro degli Esteri di Kiev Dmytro Kuleba, dopo che il Paese aveva annunciato di aver abbattuto cinque droni kamikaze iraniani. E tuttavia anche stavolta sembra che le aspettative del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e della sua squadra s…

GERUSALEMME – Droni kamikaze e missili. L’ultimo capitolo dell’offensiva russa in Ucraina vede come protagonista la lunga mano dell’Iran, che ha cominciato a fornire a Mosca armi da impiegare nel conflitto. E se Teheran dimostra ancora una volta la sua scelta di campo fortemente antioccidentale, da Kiev la speranza è che lo sviluppo spinga ad agire il Paese che più di tutti è nel mirino del regime degli Ayatollah, Israele. “L'Ucraina invierà una nota ufficiale al governo di Israele con la richiesta di fornire urgentemente sistemi antiaerei e di avviare una cooperazione ad alto livello perché l’Ucraina possa ottenere le tecnologie appropriate”, ha affermato oggi il Ministro degli Esteri di Kiev Dmytro Kuleba, dopo che il Paese aveva annunciato di aver abbattuto cinque droni kamikaze iraniani. E tuttavia anche stavolta sembra che le aspettative del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e della sua squadra siano destinate a rimanere deluse.

Sin dall’invasione del 24 febbraio, Kiev ha ripetutamente chiesto a Gerusalemme di fornire loro armamenti e in particolare tecnologia di difesa antiaerea. Lo Stato ebraico non ha però mai accettato, scegliendo invece di mandare inizialmente aiuti umanitari e poi elmetti e giubbotti antiproiettili. Alcuni giorni fa poi il New York Times ha rivelato come il governo israeliano abbia autorizzato la condivisione di informazioni di intelligence sui droni iraniani, ma niente di più. Pur condannando l’invasione dell’Ucraina, Israele infatti continua a lavorare per preservare i rapporti con Mosca, che mantiene una importante presenza militare in Siria e ne controlla i cieli, rappresentando quindi un attore chiave per i raid aerei contro gli obiettivi iraniani nel Paese. In Russia inoltre vivono centinaia di migliaia di ebrei e le autorità israeliane vogliono preservarne l’incolumità. Se Gerusalemme decidesse di potenziare il suo sostegno all’Ucraina le conseguenze sarebbero devastanti, promettono dalla Russia.

Qualche giorno fa infatti è bastato il tweet di un ministro senza portafoglio e con poche possibilità di essere rieletto in parlamento alle elezioni del primo novembre per scatenare una durissima replica di Mosca. “Non c'è più alcun dubbio sulla posizione che Israele dovrebbe tenere in questo sanguinoso conflitto. È giunto il momento che anche l'Ucraina riceva aiuti militari, proprio come glieli forniscono gli Stati Uniti e i Paesi della Nato,” ha scritto domenica il Ministro per gli Affari della Diaspora Nachman Shai commentando la notizia del coinvolgimento iraniano nella guerra. “Sembra che Israele fornirà armi al regime di Kiev. Una mossa molto avventata. Distruggerà completamente le relazioni diplomatiche tra i nostri Paesi,” la reazione del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitrij Medvedev. A ribadire ancora una volta come la posizione di Gerusalemme non sia cambiata è stato oggi il Ministro della Difesa Benny Gantz. “Voglio chiarire che Israele non ha venduto armi all’Ucraina, ma solo aiuti umanitari,” ha sottolineato in un’intervista alla radio israeliana Kol Hai.

La questione rappresenta anche una delle rarissime istanze in cui il leader dell’opposizione Benjamin Netanyahu si è dichiarato d’accordo con l’attuale governo, definendo la scelta di non inviare armi a Kiev “prudente”. “C'è sempre la possibilità, ed è successo più e più volte, che le armi che abbiamo fornito in un campo di battaglia finiscano in mani iraniane”, ha dichiarato in un’intervista all’americana Msnbc. Gli analisti dunque concordano, al momento la possibilità che l’Ucraina possa contare sul supporto militare israeliano appare remota.