Russia-Ucraina, Erdogan frena sulla mediazione. E Mosca cerca soldati nelle carceri
dal nostro inviato Daniele Raineri , dal nostro inviato Daniele RaineriKIEV - "Non c'è all'orizzonte un incontro fra il presidente ucraino Volodymyr Zelenski e quello russo Vladimir Putin, non ci sono i requisiti", dice il portavoce di Recep Tayyip Erdogan. L'ammissione è significativa, perché il presidente turco da tempo è il negoziatore più accreditato tra Russia e Ucraina e ha dato un contributo importante prima a luglio per sospendere il blocco navale russo, che teneva ferme le navi cariche di grano nei porti ucraini, e poi per mediare uno scambio di prigionieri massiccio avvenuto a metà settembre. Se adesso dice che un incontro non è possibile, c'è da credergli. Fino alla settimana scorsa - prima dell'incontro di Astana con Putin - Erdogan aveva l'ambizione di organizzare un negoziato diretto fra i due, ma adesso riconosce che non succederà, almeno a breve termine.
Entrambe le parti sono convinte di poter cambiare la situazione con le armi. L'an…
KIEV - "Non c'è all'orizzonte un incontro fra il presidente ucraino Volodymyr Zelenski e quello russo Vladimir Putin, non ci sono i requisiti", dice il portavoce di Recep Tayyip Erdogan. L'ammissione è significativa, perché il presidente turco da tempo è il negoziatore più accreditato tra Russia e Ucraina e ha dato un contributo importante prima a luglio per sospendere il blocco navale russo, che teneva ferme le navi cariche di grano nei porti ucraini, e poi per mediare uno scambio di prigionieri massiccio avvenuto a metà settembre. Se adesso dice che un incontro non è possibile, c'è da credergli. Fino alla settimana scorsa - prima dell'incontro di Astana con Putin - Erdogan aveva l'ambizione di organizzare un negoziato diretto fra i due, ma adesso riconosce che non succederà, almeno a breve termine.
Entrambe le parti sono convinte di poter cambiare la situazione con le armi. L'annessione di quattro regioni ucraine alla Russia, la mobilitazione di 300mila uomini ordinata da Mosca per proseguire la guerra e gli attacchi a ripetizione contro le centrali elettriche ucraine mentre ormai l'inverno è alle porte non sono esattamente segnali di apertura verso Kiev, che ha risposto con un attacco umiliante contro il ponte della Crimea e con il raddoppio degli sforzi per liberare Kherson nel Sud.
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