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Russia-Ucraina, Erdogan frena sulla mediazione. E Mosca cerca soldati nelle carceri

Ankara: per ora niente vertice Putin-Zelensky. Una centrale elettrica colpita a nord di Kiev
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KIEV - "Non c'è all'orizzonte un incontro fra il presidente ucraino Volodymyr Zelenski e quello russo Vladimir Putin, non ci sono i requisiti", dice il portavoce di Recep Tayyip Erdogan. L'ammissione è significativa, perché il presidente turco da tempo è il negoziatore più accreditato tra Russia e Ucraina e ha dato un contributo importante prima a luglio per sospendere il blocco navale russo, che teneva ferme le navi cariche di grano nei porti ucraini, e poi per mediare uno scambio di prigionieri massiccio avvenuto a metà settembre. Se adesso dice che un incontro non è possibile, c'è da credergli. Fino alla settimana scorsa - prima dell'incontro di Astana con Putin - Erdogan aveva l'ambizione di organizzare un negoziato diretto fra i due, ma adesso riconosce che non succederà, almeno a breve termine.

Entrambe le parti sono convinte di poter cambiare la situazione con le armi. L'an…

KIEV - "Non c'è all'orizzonte un incontro fra il presidente ucraino Volodymyr Zelenski e quello russo Vladimir Putin, non ci sono i requisiti", dice il portavoce di Recep Tayyip Erdogan. L'ammissione è significativa, perché il presidente turco da tempo è il negoziatore più accreditato tra Russia e Ucraina e ha dato un contributo importante prima a luglio per sospendere il blocco navale russo, che teneva ferme le navi cariche di grano nei porti ucraini, e poi per mediare uno scambio di prigionieri massiccio avvenuto a metà settembre. Se adesso dice che un incontro non è possibile, c'è da credergli. Fino alla settimana scorsa - prima dell'incontro di Astana con Putin - Erdogan aveva l'ambizione di organizzare un negoziato diretto fra i due, ma adesso riconosce che non succederà, almeno a breve termine.

Entrambe le parti sono convinte di poter cambiare la situazione con le armi. L'annessione di quattro regioni ucraine alla Russia, la mobilitazione di 300mila uomini ordinata da Mosca per proseguire la guerra e gli attacchi a ripetizione contro le centrali elettriche ucraine mentre ormai l'inverno è alle porte non sono esattamente segnali di apertura verso Kiev, che ha risposto con un attacco umiliante contro il ponte della Crimea e con il raddoppio degli sforzi per liberare Kherson nel Sud.

Anche se la mobilitazione è finita, secondo le dichiarazioni ufficiali, la Duma russa si muove per approvare una legge che renderà legale per l'esercito arruolare volontari nelle prigioni da mandare sul fronte in Ucraina in cambio dell'amnistia. La Difesa del ministro Sergey Shoigu seguirà così l'iniziativa privata di Evgeny Prigozhin, il capo della compagnia Wagner, che arruola nelle carceri fin da luglio. Una campagna di reclutamento è già partita nelle carceri russe alla fine di settembre.

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A Kiev in serata è tornata l'elettricità nei quartieri sulla sponda sinistra del fiume Dnipro, rimasti senza energia dopo che al mattino un missile russo aveva colpito una centrale elettrica a Nord della capitale. La campagna russa per lasciare la popolazione ucraina al freddo e al buio è continuata ieri con bombardamenti sulle centrali elettriche di Kiev, Zhytomyr e Dnipro.