KIEV - Un mese fa il presidente russo Vladimir Putin aveva respinto la richiesta dei suoi comandanti militari che chiedevano l'autorizzazione ad abbandonare Kherson, perché sarebbe stato un segno di debolezza troppo grave per l'esercito russo in Ucraina. Oggi invece quello che era impensabile è diventato possibile, a suo modo logico. L'evacuazione comincia dai civili, circa cinquantamila, che saranno mandati in Russia - la vera Russia. Sia il governatore collaborazionista della regione, Vladimir Saldo, sia il suo vice, Kirilo Stremousov, hanno chiesto alla popolazione di lasciare Kherson "il più velocemente possibile" perché "la battaglia per la città sta per cominciare". Alla fine di agosto Stremousov pubblicava (da un hotel di Mosca) video per rassicurare gli abitanti della città e dichiarare che la vita poteva continuare tranquilla, oggi chiede di fare presto. Tra la dichiarazione di Putin che ha annunciato l…
KIEV - Un mese fa il presidente russo Vladimir Putin aveva respinto la richiesta dei suoi comandanti militari che chiedevano l'autorizzazione ad abbandonare Kherson, perché sarebbe stato un segno di debolezza troppo grave per l'esercito russo in Ucraina. Oggi invece quello che era impensabile è diventato possibile, a suo modo logico. L'evacuazione comincia dai civili, circa cinquantamila, che saranno mandati in Russia - la vera Russia. Sia il governatore collaborazionista della regione, Vladimir Saldo, sia il suo vice, Kirilo Stremousov, hanno chiesto alla popolazione di lasciare Kherson "il più velocemente possibile" perché "la battaglia per la città sta per cominciare". Alla fine di agosto Stremousov pubblicava (da un hotel di Mosca) video per rassicurare gli abitanti della città e dichiarare che la vita poteva continuare tranquilla, oggi chiede di fare presto. Tra la dichiarazione di Putin che ha annunciato l'annessione di Kherson alla Russia grazie a un refrendum-farsa e l'evacuazione sono passate tre settimane. Ieri il presidente russo ha ordinato la legge marziale nelle regioni occupate, per facilitare la lotta contro i gruppi partigiani e per dare un segnale di determinazione.
Il generale Sergey Surovikin, che da meno di due settimane comanda tutte le truppe russe in Ucraina, dice in un'intervista al canale tv Rossija 24 che i soldati che tengono la città di Kherson "sono sotto attacco", gli ucraini "potrebbero usare armi proibite" ed è arrivata "l'ora delle decisioni difficili". La frase di Surovikin sembra preparare l'opinione pubblica al fatto che i militari russi non riescono più a tenere il territorio sulla sponda destra del fiume Dnipro - che include anche la città di Kherson - a causa di un'offensiva dei soldati ucraini che a partire dalla fine di agosto continua con lentezza a guadagnare terreno.
La carica delle truppe ucraine nella pianura di Kherson