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Parigi, la sospettata per la morte della 12enne Lola si interessava al satanismo

Fiori in ricordo di Lola davanti la sua casa a Parigi (afp)
Dahbia - la 24enne algerina che venerdì avrebbe stuprato, ucciso e chiuso in un baule la ragazzina - aveva "perso un po' la bussola", ha raccontato il suo ex compagno. Si continua a indagare sul movente, mentre il caso diventa anche politico: la donna doveva essere espulsa
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PARIGI - Dahbia, la principale accusata per l'omicidio della piccola Lola, aveva di recente "perso la bussola", "parlava da sola" e si sarebbe interessata a credenze e religioni come l'evangelismo o il satanismo. A raccontarlo all'emittente BfmTv è un uomo che sostiene di essere stato un compagno dell’accusata. "L'ultima volta che l'ho vista - ha affermato l'uomo - è stato 10 giorni fa. Aveva un po' perso la bussola, nel senso che parlava da sola. Muoveva le labbra... le chiedevo ‘Ma che dici?' e lei rispondeva ‘Niente, niente, è fra me e me'". La piccola Lola, 12 anni, è stata vista in compagnia di Dahbia venerdì scorso all’ingresso del palazzo in cui viveva, nel diciannovesimo arrondissement. Il corpo della ragazza è stato poi trovato a tarda notte in un baule abbandonato nel cortile del palazzo.

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PARIGI - Dahbia, la principale accusata per l'omicidio della piccola Lola, aveva di recente "perso la bussola", "parlava da sola" e si sarebbe interessata a credenze e religioni come l'evangelismo o il satanismo. A raccontarlo all'emittente BfmTv è un uomo che sostiene di essere stato un compagno dell’accusata. "L'ultima volta che l'ho vista - ha affermato l'uomo - è stato 10 giorni fa. Aveva un po' perso la bussola, nel senso che parlava da sola. Muoveva le labbra... le chiedevo ‘Ma che dici?' e lei rispondeva ‘Niente, niente, è fra me e me'". La piccola Lola, 12 anni, è stata vista in compagnia di Dahbia venerdì scorso all’ingresso del palazzo in cui viveva, nel diciannovesimo arrondissement. Il corpo della ragazza è stato poi trovato a tarda notte in un baule abbandonato nel cortile del palazzo.

Una foto di Lola Daviet, la 12enne uccisa a Parigi (reuters)


Le ipotesi per il movente

Sempre secondo la ricostruzione dell'uomo, la morte dei genitori aveva particolarmente segnato Dahbia, 24 anni, arrivata dall’Algeria nel 2016 con un visto da studentessa. "L'ultima volta che l'ho vista - prosegue il testimone - straparlava sulla religione. Mi diceva 'Mi faccio la croce, voglio essere cristiana, voglio andare in chiesa'. Le ho chiesto perché e mi ha risposto 'Perché non ne posso più'". L'uomo afferma di sapere che Dahbia "aveva cominciato a entrare nell'evangelismo. L'ho vista disegnare con la penna un triangolo con l'occhio".


La testimonianza interessa gli investigatori perché sul corpo di Lola, torturata e violentata prima di essere uccisa, sono state apposte due cifre, 0 e 1. Un dettaglio non ancora chiarito come il movente di Dhabia, 24 anni, arrestata con l'accusa di "omicidio aggravato di minore di età inferiore ai 15 anni” e "stupro di minore con atti di tortura e barbarie". Tra le ipotesi dell'inchiesta c'è una folle vendetta contro i genitori della ragazza, custodi del palazzo. La giovane algerina, la cui sorella abita nel condominio di rue Manin, si sarebbe risentita - così ha raccontato - per non avere ottenuto un pass elettronico per poter entrare e uscire liberamente.

Un caso anche politico

L'omicidio di Lola è diventato in Francia anche un caso politico, con l'estrema destra che accusa il governo di inefficacia sulla sicurezza interna e il governo che risponde puntando il dito contro la strumentalizzazione della vicenda. Dhabia aveva ricevuto un decreto di espulsione verso l'Algeria che non è mai stato eseguito. Il portavoce dell'esecutivo Olivier Véran ha riconosciuto che il governo "deve fare meglio" sulle espulsioni degli irregolari sul suolo francese, pur sottolineando "il duro lavoro in corso per garantire che le procedure di espulsione siano applicate". Véran ha poi evocato "il coraggio dei genitori" di Lola, ricevuti all'Eliseo da Emmanuel Macron.