NEW YORK - "Horrible", orribili. Così un'autorevole fonte diplomatica americana, molto vicina al presidente Biden, stigmatizza gli audio di Berlusconi sull'Ucraina. La linea dell'amministrazione resta quella di collaborare con il nuovo governo italiano, anche perché le posizioni di Giorgia Meloni sulla Russia sono state notate e apprezzate. Però le uscite dell'ex premier, unite a quelle del presidente della Camera Fontana contro le sanzioni a Mosca, provocano sconcerto a Washington, rilanciando le preoccupazioni su quanto la premier in pectore riuscirà a tenere dritta la rotta, avendo bisogno dei deputati e senatori di Forza Italia e Lega per il suo esecutivo.
Negli Usa i rapporti di Berlusconi e Salvini con la Russia sono noti. Resta da capire se le registrazioni sono state filtrate da membri della coalizione di centrodestra per divergenze interne, o magari incoraggiate da Mosca per ostacolare Meloni e creare uno stato di instabi…
NEW YORK - "Horrible", orribili. Così un'autorevole fonte diplomatica americana, molto vicina al presidente Biden, stigmatizza gli audio di Berlusconi sull'Ucraina. La linea dell'amministrazione resta quella di collaborare con il nuovo governo italiano, anche perché le posizioni di Giorgia Meloni sulla Russia sono state notate e apprezzate. Però le uscite dell'ex premier, unite a quelle del presidente della Camera Fontana contro le sanzioni a Mosca, provocano sconcerto a Washington, rilanciando le preoccupazioni su quanto la premier in pectore riuscirà a tenere dritta la rotta, avendo bisogno dei deputati e senatori di Forza Italia e Lega per il suo esecutivo.
Negli Usa i rapporti di Berlusconi e Salvini con la Russia sono noti. Resta da capire se le registrazioni sono state filtrate da membri della coalizione di centrodestra per divergenze interne, o magari incoraggiate da Mosca per ostacolare Meloni e creare uno stato di instabilità permanente in Italia. Il sentimento di Biden sulla situazione da noi è ormai abbastanza chiaro. Per la seconda volta, nei giorni scorsi, parlando ad una raccolta di fondi elettorali ha indicato l'Italia come l'esempio dei rischi che corre l'Occidente.
Charles Kupchan, direttore per l'Europa al Consiglio per la sicurezza nazionale di Obama, riassume così l'effetto degli audio di Berlusconi a Washington: "Confermano la preoccupazione che lo spostamento verso destra del centro di gravità politico europeo abbia implicazioni sull'abilità della Ue di mantenere il consenso sull'Ucraina. Washington ha osservato con sollievo le garanzie di Meloni sul fatto che non cambierà politica estera, ma sapevamo che Berlusconi è amico di Putin, e insieme a Salvini ha posizioni diverse. In Svezia hanno prevalso i conservatori tradizionalmente filorussi, lo stesso può accadere in Francia. Il timore è che il vento politico in Europa tiri verso una direzione problematica, anche se Meloni è stata solida sull'Ucraina".
Gli audio di Berlusconi richiamano anche il dossier Usa sulle influenze russe nel mondo occidentale. Fonti che lo hanno maneggiato confermano che l'Italia c'è, quanto meno nella parte descrittiva basata sulle informazioni open source, e non potrebbe essere altrimenti, visti episodi come questo o quello di Savoini all'hotel Metropol. È importante però ricordare le parole di Draghi in conferenza stampa, quando aveva detto che la democrazia italiana è più forte dei "pupazzi prezzolati". A chi si riferiva? Un'ipotesi è che quando il segretario di Stato Blinken gli aveva detto di non avere nomi italiani da dargli "so far", intendeva che ci sono ma per ora gli Usa non ritengono utile pubblicarli, oppure che sono in corso inchieste che li produrranno.
Il Secolo d'Italia ha scritto che Biden prenderà "una batosta" alle elezioni midterm dell'8 novembre, ma puntare sul suo indebolimento sarebbe una scelta miope, perché come minimo resterà alla Casa Bianca fino al 20 gennaio 2025, cioè ben oltre la durata media dei governi italiani nel dopoguerra. Il G20 di Bali invece potrebbe essere l'occasione per una prima presa di contatto con Meloni, allo scopo di fugare i fantasmi di Berlusconi e Salvini, e consolidare la collaborazione sulle posizioni finora condivise.