Stati Uniti, i Repubblicani si dividono sul sostegno all'Ucraina
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli , dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNew York - Il Partito repubblicano si spacca sull'Ucraina, come peraltro accade anche alla coalizione italiana di centrodestra e a molti altri partiti conservatori occidentali. Da una parte c'è la corrente trumpista, che è sempre stata ambigua nel suo rapporto con Mosca e flirta con chi vorrebbe terminare o limitare gli aiuti di Washington a Kiev; dall'altra c'è quella tradizionale e responsabile, che invece considera irrinunciabile restare dalla parte di Zelensky per frenare l'espansionismo imperialista di Putin, che insieme alla Cina punta a scardinare l'intero ordine internazionale basato sulle regole, costruito proprio dagli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale.
New York - Il Partito repubblicano si spacca sull'Ucraina, come peraltro accade anche alla coalizione italiana di centrodestra e a molti altri partiti conservatori occidentali. Da una parte c'è la corrente trumpista, che è sempre stata ambigua nel suo rapporto con Mosca e flirta con chi vorrebbe terminare o limitare gli aiuti di Washington a Kiev; dall'altra c'è quella tradizionale e responsabile, che invece considera irrinunciabile restare dalla parte di Zelensky per frenare l'espansionismo imperialista di Putin, che insieme alla Cina punta a scardinare l'intero ordine internazionale basato sulle regole, costruito proprio dagli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale.
McCarthy guida la fronda degli scettici
Nel primo campo si è schierato Kevin McCarthy, probabile prossimo Speaker della Camera, se il Gop riprenderà la maggioranza nell'aula bassa grazie alle elezioni midterm dell'8 novembre. Durante un'intervista con Punchbowl News, il deputato californiano ha detto che gli americani non vogliono continuare a "firmare assegni in bianco per l'Ucraina". Nel secondo campo c'è invece il leader dei repubblicani al Senato, McConnell, che ha ricevuto un forte appoggio anche dall'ex vice presidente Pence. Parlando alla Heritage Foundation, infatti, l'ex vice di Trump si è scagliato contro gli "apologeti di Putin", ricordando ai suoi compagni di partito che isolazionismo e appeasement non hanno mai pagato per gli Usa.
La strategia di Biden per sbloccare nuovi aiuti a Kiev
In attesa di vedere l'esito delle midterm, e chi preverrà tra questi due schieramenti, il timore è che la nuova maggioranza influenzata dai trumpisti cancelli o riduca gli aiuti a Kiev. Secondo il sito Politico, Biden ritiene che alla fine McCarthy cederà alla pressione, anche per evitare il rischio di veder prevalere Putin grazie al Congresso guidato dai repubblicani che toglie il supporto a Zelensky.
Nel frattempo però il capo della Casa Bianca potrebbe chiedere al Parlamento in carica, dove i democratici hanno la maggioranza, di approvare un mega pacchetto di aiuti prima che i repubblicani prendano l'eventuale controllo. Così avrebbe i mezzi per continuare ad assistere l'Ucraina almeno fino alla prossima estate, nella speranza che nel frattempo la corrente più responsabile prevalga tra i leader del Gop.